UNA FILIERA DA OLTRE 620 MILIARDI DI EURO CHIAMATA A RAFFORZARE TRACCIABILITÀ, PREVENZIONE E CONFORMITÀ.
Dott. Fulvio Basili, Founder e Presidente del CdA di Gruppo Ecosafety: «La sicurezza alimentare non si misura più soltanto sul prodotto finito. Oggi vengono valutati materiali, impianti, processi e capacità delle imprese di dimostrare conformità, trasparenza e responsabilità lungo tutta la filiera»
ROMA 23 GIUGNO 2026 – Il nuovo Piano di Programmazione 2026-2028 del Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare (CNSA) conferma il crescente ruolo dei Materiali e Oggetti a Contatto con gli Alimenti (MOCA) nelle strategie di prevenzione e tutela della salute pubblica. Tra le aree di maggiore attenzione individuate dal Piano figurano infatti il rafforzamento della sicurezza lungo la filiera, la diffusione della cultura della prevenzione, il consolidamento delle attività di controllo e una maggiore attenzione ai materiali che entrano in contatto diretto o indiretto con gli alimenti.
Si tratta di un passaggio significativo per un comparto che, secondo le più recenti elaborazioni di Coldiretti e Filiera Italia, genera oltre 620 miliardi di euro di valore complessivo e coinvolge più di 4 milioni di occupati, rappresentando uno dei principali motori dell’economia nazionale.
L’evoluzione delineata dal CNSA si inserisce in un quadro normativo europeo sempre più articolato che comprende il Regolamento CE 1935/2004, riferimento cardine per i materiali destinati al contatto con gli alimenti, il Regolamento UE 10/2011 dedicato ai materiali plastici, il recente Regolamento UE 2025/351, che aggiorna numerosi requisiti relativi ai materiali plastici destinati all’impiego alimentare, e il Regolamento UE 2024/3190, che ha ulteriormente rafforzato le restrizioni sul Bisfenolo A (BPA). Un percorso accompagnato dalle valutazioni scientifiche dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), dalle attività del Ministero della Salute e dal lavoro del Centro di Referenza Nazionale MOCA.
LA SICUREZZA INIZIA MOLTO PRIMA DELL’ALIMENTO
Quando si parla di sicurezza alimentare l’attenzione si concentra spesso sul prodotto finale. In realtà una parte fondamentale della prevenzione nasce ben prima dell’arrivo dell’alimento sul mercato.
I MOCA comprendono infatti imballaggi, contenitori, recipienti, utensili, superfici di lavoro, componenti di impianti, macchinari e linee produttive. Tutti elementi che devono essere progettati, realizzati e gestiti in modo da non trasferire sostanze agli alimenti in quantità tali da compromettere la salute umana o alterarne le caratteristiche.
«La grande trasformazione in corso riguarda il passaggio da una logica di semplice adempimento normativo a una vera cultura della prevenzione», afferma il Dott. Fulvio Basili. «Le imprese sono chiamate a dimostrare concretamente la sicurezza dei materiali utilizzati, la corretta progettazione degli impianti e la piena tracciabilità dei processi. È una responsabilità che coinvolge tutta la filiera e che oggi rappresenta un elemento decisivo anche sul piano competitivo».
Particolarmente rilevante è il tema delle macchine e delle linee produttive destinate al trattamento degli alimenti. La Direttiva Macchine 2006/42/CE stabilisce infatti che tali impianti debbano essere progettati e costruiti per evitare qualsiasi rischio di contaminazione, infezione o trasferimento indesiderato di sostanze verso gli alimenti.
A supporto di questo approccio intervengono inoltre le norme tecniche UNI EN ISO 14159 e UNI EN 1672-2, che definiscono i criteri di progettazione igienica delle macchine alimentari e rappresentano oggi un punto di riferimento fondamentale per costruttori e utilizzatori.
LA ROMAGNA E LUGO AL CENTRO DI UNA FILIERA STRATEGICA
Le indicazioni contenute nel nuovo Piano CNSA assumono una rilevanza particolare per territori come Lugo e la Romagna, caratterizzati da una forte concentrazione di industrie alimentari, aziende di trasformazione, produttori di packaging, imprese manifatturiere e costruttori di impianti destinati al settore food.
In queste realtà produttive la conformità MOCA non rappresenta soltanto un requisito normativo, ma un fattore determinante per la competitività delle imprese, la credibilità commerciale e l’accesso ai mercati nazionali e internazionali.
La crescente attenzione della grande distribuzione, delle catene di approvvigionamento e dei mercati esteri verso sicurezza, tracciabilità e sostenibilità rende infatti sempre più importante la capacità delle aziende di dimostrare il rispetto degli standard richiesti.
«Chi investe oggi nella prevenzione investe nella propria capacità di restare sul mercato domani», osserva Basili. «Le richieste provenienti dai clienti, dalla distribuzione organizzata e dai mercati internazionali stanno andando nella stessa direzione indicata dalle istituzioni europee: qualità documentata, processi controllati e piena affidabilità della filiera».
DAL REQUISITO NORMATIVO AL VALORE COMPETITIVO
Le più recenti indicazioni europee e nazionali evidenziano come la sicurezza alimentare non possa più essere affrontata come una semplice questione documentale. Cresce invece il ruolo delle Good Manufacturing Practice (GMP), della formazione tecnica, della corretta selezione dei materiali, della verifica dell’idoneità al contatto alimentare e della progettazione igienica degli impianti.
L’obiettivo è costruire sistemi produttivi in grado di prevenire le criticità prima che si manifestino, riducendo i rischi operativi, migliorando la qualità complessiva dei processi e rafforzando la fiducia del consumatore.
GRUPPO ECOSAFETY: COMPETENZE INTEGRATE PER ACCOMPAGNARE IL CAMBIAMENTO
È in questo scenario che si colloca l’attività di Gruppo Ecosafety, realtà che negli anni ha sviluppato competenze integrate nei settori della sicurezza alimentare, della compliance normativa, dei sistemi di gestione, della prevenzione dei rischi e del supporto tecnico alle imprese.
Più che limitarsi all’interpretazione delle norme, l’approccio del Gruppo punta a tradurre i requisiti legislativi in soluzioni operative concrete, aiutando le organizzazioni a costruire processi più sicuri, efficienti e sostenibili. Un percorso che coinvolge materiali, impianti, progettazione, organizzazione aziendale e cultura della prevenzione, con l’obiettivo di trasformare la conformità in un elemento di crescita e valorizzazione competitiva.
La forte presenza sul territorio romagnolo e il rapporto diretto con numerose realtà produttive consentono inoltre a Gruppo Ecosafety di accompagnare da vicino l’evoluzione delle esigenze della filiera agroalimentare, favorendo un dialogo costante tra imprese, innovazione e normativa.
«Il Piano CNSA 2026-2028 ci consegna una visione molto chiara del futuro», conclude il Dott. Fulvio Basili. «La sicurezza alimentare non dipenderà soltanto dalla qualità dell’alimento, ma dalla capacità dell’intera filiera di garantire materiali sicuri, impianti conformi, processi controllati e responsabilità documentata. I MOCA stanno assumendo un ruolo sempre più centrale e rappresentano una delle sfide più importanti per la competitività dell’agroalimentare italiano nei prossimi anni».