Al centro dell’incontro l’evoluzione dell’assistenza infermieristica verso una presa in carico sempre più personalizzata, continua e orientata ai bisogni della persona.
L’Azienda USL della Valle d’Aosta ha partecipato con una numerosa delegazione di infermieri e coordinatori al 4° Convegno della Rete Primary Nursing Piemonte-Valle d’Aosta, svoltosi a fine maggio presso l’Aula Magna dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria San Luigi Gonzaga di Orbassano.
L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto tra professionisti provenienti da diverse realtà sanitarie del Nord Italia sul tema dell’evoluzione dei modelli assistenziali e sul ruolo sempre più centrale dell’infermiere nella presa in carico della persona assistita.
Il Primary Nursing, sviluppato negli Stati Uniti negli anni Sessanta e progressivamente introdotto nelle organizzazioni sanitarie più avanzate, si fonda sull’assegnazione a ciascun paziente di un infermiere referente che lo accompagna lungo tutto il percorso di cura, dal ricovero alla dimissione, definendo e coordinando un piano assistenziale personalizzato.
Un modello che supera la tradizionale organizzazione “per compiti”, nella quale l’attività infermieristica è frammentata in singole prestazioni, per valorizzare invece la continuità assistenziale, la responsabilità professionale e la relazione con il paziente e la sua famiglia.
«La massiccia adesione degli infermieri valdostani al convegno di Orbassano conferma la ferma volontà della nostra Azienda di consolidare il modello del Primary Nursing – afferma la Dott.ssa Laura Plati, a capo della Direzione delle Professioni sanitarie (DIPSA) -, un percorso intrapreso con convinzione a partire dal 2018. Questa transizione ha rappresentato una profonda evoluzione culturale nel ruolo dell’infermiere. Siamo passati da un’assistenza “in serie” a un modello centrato sulla relazione e sulla personalizzazione delle cure. Per realizzare questo cambio di paradigma, è stato indispensabile investire in una formazione costante e capillare che ha coinvolto attivamente sia gli infermieri che i loro coordinatori sia in ospedale che sul territorio. Il nostro impegno continua a concentrarsi sulla consapevolezza del ruolo professionale, affinché la responsabilità e la continuità assistenziale siano l’essenza stessa dell’operare quotidiano dell’infermiere».
Tra le esperienze presentate durante il convegno, particolare interesse ha suscitato il contributo dell’Azienda USL della Valle d’Aosta illustrato dalla Dott.ssa Roberta Oriani, infermiera con incarico di funzione organizzativa presso la Struttura Complessa della Direzione delle Professioni sanitarie, che ha evidenziato due ambiti nei quali il modello del Primary Nursing trova concreta applicazione: la gestione delle dimissioni complesse e la telemedicina. Nel primo caso, l’infermiere referente svolge un ruolo determinante nel garantire la continuità delle cure tra ospedale e territorio, progettando dimissioni personalizzate e coordinate con i servizi territoriali e contribuendo a ridurre il rischio di ricoveri ripetuti o impropri. Nel secondo ambito, quello della telemedicina, il Primary Nurse mantiene un contatto costante con i pazienti più fragili e con i caregiver attraverso sistemi di telemonitoraggio, assicurando sorveglianza assistenziale, supporto decisionale e raccordo con il medico di medicina generale e gli specialisti coinvolti nel percorso di cura. Questo approccio non solo aumenta la sicurezza percepita dal paziente al proprio domicilio, ma ottimizza le risorse aziendali, intercettando precocemente eventuali instabilità cliniche.
L’adozione del Primary Nursing rappresenta inoltre una leva strategica per affrontare una delle principali sfide che oggi interessano il sistema sanitario nazionale: la carenza di professionisti.
Restituendo all’infermiere autonomia professionale, responsabilità nella pianificazione dell’assistenza e possibilità di seguire il paziente lungo il suo percorso di cura, il modello contribuisce infatti ad aumentare la soddisfazione lavorativa, a contrastare il burnout e a rendere più attrattive le organizzazioni sanitarie che lo adottano.
«Il Primary Nursing non è soltanto un modello organizzativo più efficace per il paziente – conclude la Dott.ssa Plati – ma rappresenta anche una scelta di valore nei confronti dei professionisti. Significa riconoscere pienamente il ruolo dell’infermiere come garante del percorso assistenziale e permettergli di esprimere competenze cliniche, relazionali ed educative nella loro massima completezza».
La partecipazione al convegno di Orbassano conferma l’impegno dell’Azienda USL della Valle d’Aosta nel promuovere modelli assistenziali innovativi, orientati alla centralità della persona, alla qualità delle cure e alla valorizzazione delle professioni sanitarie.