Oltre 37mila siti certificati italiani coinvolti dalla transizione alla nuova norma ambientale. Il Founder e Presidente del CdA di Gruppo Ecosafety: «Chi si muove oggi trasformerà un obbligo normativo in un vantaggio competitivo»
ROMA, 16 GIUGNO 2026 – La nuova UNI EN ISO 14001:2026 segna un passaggio destinato a incidere non soltanto sulla gestione ambientale delle imprese, ma anche sulla loro capacità di competere sul mercato. La pubblicazione della nuova versione dello standard internazionale interesserà nei prossimi tre anni oltre 37mila siti aziendali certificati in Italia, secondo i dati ACCREDIA elaborati da ISPRA, chiamati ad aggiornare Sistemi di Gestione Ambientale, procedure e processi organizzativi.
DALLA CONFORMITÀ ALLA COMPETITIVITÀ
«La nuova ISO 14001:2026 segna un cambiamento importante nel modo in cui le imprese dovranno affrontare le tematiche ambientali», dichiara Fulvio Basili, Founder e Presidente del CdA di Gruppo Ecosafety. «Non sarà più sufficiente limitarsi alla conformità documentale. Le aziende dovranno dimostrare una capacità concreta di prevenire gli impatti ambientali, misurare i risultati raggiunti e integrare la sostenibilità nei processi decisionali. È un cambio di paradigma che coinvolge governance, processi, investimenti e cultura aziendale».
La revisione aggiorna l’edizione 2015 e rafforza l’attenzione verso gestione preventiva dei rischi ambientali, resilienza climatica, monitoraggio delle prestazioni, governance dei processi, sostenibilità della catena di fornitura e valutazione degli impatti lungo l’intero ciclo di vita di prodotti e servizi. Un percorso che favorisce inoltre una maggiore integrazione con gli standard ISO 9001 e ISO 45001, sempre più centrali nelle strategie organizzative delle imprese.
ESG, CREDITO E ACCESSO AL MERCATO
Per Gruppo Ecosafety il valore della nuova norma va oltre il semplice adeguamento tecnico. Oggi le performance ambientali rappresentano un elemento sempre più rilevante nei rapporti con investitori, istituti di credito, grandi committenti e pubbliche amministrazioni. I criteri ESG (Environmental, Social & Governance) stanno assumendo un peso crescente nei processi di selezione dei fornitori, negli accreditamenti e nelle gare pubbliche, trasformando la sostenibilità in un fattore concreto di competitività.
OLTRE 37MILA SITI CHIAMATI ALLA TRANSIZIONE
Le organizzazioni certificate avranno a disposizione circa tre anni per adeguarsi ai nuovi requisiti. Un percorso che richiederà aggiornamento documentale, audit interni, attività formative, verifica della conformità legislativa e revisione dei processi operativi. Secondo Gruppo Ecosafety, la fase di transizione può rappresentare un’importante opportunità per razionalizzare procedure, migliorare l’efficienza organizzativa e rafforzare la governance ambientale delle imprese.
IL RUOLO DI GRUPPO ECOSAFETY
Per Gruppo Ecosafety la transizione alla ISO 14001:2026 rappresenta un’occasione per accompagnare le organizzazioni in un percorso di crescita che integra ambiente, qualità, sicurezza e sostenibilità all’interno di una visione strategica unitaria. L’obiettivo non è soltanto garantire la conformità ai nuovi requisiti, ma aiutare le imprese a trasformare l’evoluzione normativa in un elemento di sviluppo e valore.
«Chi si muove oggi trasformerà un obbligo normativo in un vantaggio competitivo», conclude Fulvio Basili, Founder e Presidente del CdA di Gruppo Ecosafety. «Adeguarsi alla ISO 14001:2026 significa costruire organizzazioni più resilienti e preparate alle sfide dei prossimi anni. Per le imprese che vogliono compiere un ulteriore passo avanti, questo percorso può diventare il trampolino ideale per accedere a strumenti ancora più avanzati, come la registrazione EMAS. La sostenibilità non è più un tema separato dalla gestione d’impresa, ma il fulcro dello sviluppo competitivo».