mercoledì, 10 Giugno 2026

MEDICINA DELLE FRAGILITÀ, A VITERBO DUE GIORNI DI CONFRONTO TRA SPECIALISTI DA TUTTA ITALIA

Oggi e domani, all’Università della Tuscia, un convegno dedicato alla presa in carico delle persone più vulnerabili e all’importanza dell’approccio interdisciplinare

È partita questa mattina, nell’Aula magna dell’Università degli studi della Tuscia, la due giorni di lavori dedicata a “La medicina delle fragilità: l’importanza delle contaminazioni nell’era della medicina interdisciplinare”, il convegno specialistico promosso dalla Asl di Viterbo e sviluppato attorno al tema della presa in carico delle persone più fragili attraverso un modello di cura integrato e multidisciplinare.

L’iniziativa riunisce a Viterbo professionisti provenienti da diverse realtà territoriali e ambiti specialistici, con l’obiettivo di favorire il confronto tra competenze differenti e promuovere percorsi condivisi di prevenzione, diagnosi e cura rivolti alle persone in stato di detenzione, ai soggetti con dipendenze, ai pazienti con disagio psicologico e con patologie psichiatriche. Il programma scientifico si sviluppa attraverso sessioni dedicate alle malattie infettive, alla salute in carcere, alle nuove strategie terapeutiche per Hiv ed epatite C e ai percorsi integrati nell’ambito della salute mentale.

“La complessità clinica e sociale delle persone fragili – spiega Giulio Starnini, direttore della unità operativa di Medicina protetta della Asl di Viterbo e componente del comitato scientifico del convegno insieme a Stefania Farinelli, Fabrizio Ferri e Cristiana Morera – richiede oggi la capacità di mettere in relazione esperienze e professionalità diverse. Il concetto di ‘contaminazione’ che abbiamo voluto richiamare nel titolo dell’iniziativa rappresenta proprio la necessità di superare ogni compartimento, favorendo un dialogo costante tra discipline, territori e servizi. La fragilità non è una condizione che riguarda soltanto la malattia, ma coinvolge aspetti sociali, psicologici e relazionali. Per questo motivo la risposta sanitaria non può che essere interdisciplinare, fondata sulla collaborazione tra professionisti e sulla costruzione di reti capaci di garantire percorsi di cura efficaci e liberi da stigma e pregiudizi».

Il convegno vede la partecipazione di numerosi esperti provenienti da tutta Italia ed è caratterizzato da letture magistrali, tavole rotonde e momenti di confronto sulle più recenti evidenze scientifiche.

Ad aprire i lavori della prima giornata è stato, tra gli altri, il direttore generale della Asl di Viterbo, Egisto Bianconi.

“Prendersi cura delle fragilità significa mettere al centro la persona nella sua complessità – dichiara il direttore generale Bianconi –. Ospitare a Viterbo un appuntamento scientifico di questo livello rappresenta un’opportunità importante per condividere esperienze, valorizzare competenze e promuovere modelli assistenziali sempre più integrati e vicini ai bisogni reali dei cittadini”.

L’evento, accreditato nell’ambito del programma nazionale di Educazione continua in medicina, è rivolto a medici specialisti di diverse discipline e prevede il riconoscimento di 9,1 crediti formativi Ecm.

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