mercoledì, 10 Giugno 2026

CON FONDAZIONE FARO 14,5 MILIONI DI EURO RISPARMIATI PER LA SANITÀ PIEMONTESE

Il Bilancio Sociale 2025 evidenzia la crescita dell’impatto economico delle cure palliative, +14% – liberato il 71% dei posti letto in oncologia e medicina – ma il modello è sotto pressione: oltre 2 milioni di costi non coperti dal pubblico.

Torino, 9 giugno 2026 – In un Piemonte sempre più anziano, caratterizzato dall’aumento delle fragilità e dalla crescita delle persone che vivono sole, il Bilancio Sociale 2025 della Fondazione FARO restituisce un dato che va oltre la rendicontazione di un ente del Terzo Settore: misura il valore economico e sociale di un modello di assistenza che contribuisce concretamente alla sostenibilità del sistema sanitario regionale.

Il documento, illustrato a Torino davanti alle istituzioni cittadine e regionali, evidenzia come l’attività della Fondazione abbia generato nel 2025 un impatto economico pari a 14,5 milioni di euro di risparmi per il Servizio Sanitario Nazionale, in crescita del 14% rispetto all’anno precedente. Un risultato reso possibile dall’assistenza domiciliare e residenziale erogata ai pazienti in cure palliative che ha consentito di liberare il 71,2% dei posti letto di medicina interna e oncologia della Regione Piemonte, contribuendo a ridurre la pressione sulle strutture ospedaliere.

Il Bilancio Sociale 2025 ci restituisce un paradosso solo apparente – ha sottolineato Luigi Stella, Direttore Generale Fondazione FAROa fronte di un disavanzo di 2,5 milioni di euro, la FARO genera un impatto socio-economico per la collettività, facendo risparmiare al Sistema Sanitario oltre 14 milioni di euro ed evitando oltre il 70% di ricoveri impropri nei reparti ospedalieri. Ma il punto non è soltanto economico. La vera domanda è se saremo capaci di riconoscere il valore della cura e prepararci a una società sempre più fragile e longeva. Il bisogno non appartiene al futuro: il futuro è già qui. La FARO continuerà a fare la propria parte, come fa da oltre quarant’anni. La sfida è se il sistema e la comunità sapranno avere la stessa capacità di guardare avanti e costruire oggi le risposte di domani”.

I numeri descrivono una realtà ormai strutturale del sistema di welfare territoriale: nel corso dell’anno la FARO ha assistito 657 pazienti nei 3 hospice e 1.523 persone a domicilio, accompagnando parallelamente le famiglie attraverso percorsi psicologici, sociali ed educativi che rappresentano una componente essenziale delle cure palliative.

Se da un lato il valore prodotto appare sempre più evidente, dall’altro il Bilancio Sociale porta all’attenzione un elemento di criticità che riguarda la sostenibilità economica del modello.

Nonostante il rilevante beneficio generato per la sanità pubblica, la Fondazione registra infatti un disavanzo superiore ai 2 milioni di euro, determinato dalla differenza tra il costo effettivo dei servizi e il loro riconoscimento economico da parte del sistema sanitario.

A sostenere questa differenza sono in larga parte i cittadini. Nel 2025 le attività di fundraising hanno raccolto quasi 2,9 milioni di euro, pari al 36% delle entrate complessive, confermando il ruolo strategico delle donazioni private nel garantire la continuità dei servizi.

Il Bilancio Sociale racconta inoltre una Fondazione impegnata nello sviluppo di nuovi strumenti per rispondere all’evoluzione dei bisogni della popolazione. Nel 2025 sono stati seguiti 381 nuclei familiari attraverso il Progetto Protezione Famiglie Fragili, realizzati 1.715 interventi di supporto psicologico a pazienti e familiari, sviluppati 9 progetti di ricerca che hanno prodotto 11 pubblicazioni scientifiche.

Accanto all’attività assistenziale, la Fondazione ha consolidato il proprio ruolo culturale e formativo. Oltre 2.000 persone hanno partecipato alle iniziative promosse da Casa FARO, spazio permanente dedicato alla diffusione della cultura della cura, della consapevolezza e della solidarietà. Nello stesso ambito si collocano FARO a Scuola, progetto educativo rivolto agli studenti per sviluppare strumenti di comprensione delle fragilità umane, e la prima edizione di FARO Futuro, iniziativa realizzata con il coinvolgimento degli insegnanti individuati dalla Città di Torino per affrontare i temi della crescita, del benessere relazionale e dell’educazione emotiva.

Sul fronte dell’innovazione sociale, il 2025 ha visto il lancio del progetto Compassionate City, sviluppato insieme alla Città di Torino e Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, che punta a costruire un nuovo modello di welfare comunitario capace di coinvolgere istituzioni, associazioni, scuole, imprese e cittadini nella presa in carico delle fragilità e della non autosufficienza.

L’investimento sul capitale umano rappresenta un altro elemento distintivo del modello organizzativo. Con 177 operatori, il 73% dei quali donne, 269 volontari e 892 ore di formazione erogate, la Fondazione ha consolidato il proprio percorso di crescita ottenendo nel 2025 anche la certificazione per la parità di genere UNI PdR 125:2022.

Impatto ambientale, attenzione e coinvolgimento degli stakeholder del territorio, attività culturali e di divulgazione sono le azioni continuative che accompagnano il consolidamento della Fondazione nel tessuto sociale, confermato anche dal progressivo incremento delle donazioni. L’impegnativa trattativa per l’acquisto di San Vito che ha caratterizzato il 2025 si applica anche agli obiettivi 2026.

Il Bilancio Sociale indica con chiarezza che le cure palliative non rappresentano soltanto una risposta sanitaria, ma un investimento sociale capace di generare valore per l’intera collettività – osserva il presidente della Fondazione FARO Giuseppe Cravetto – I risultati raggiunti dimostrano l’efficacia del modello FARO, ma evidenziano anche la necessità di una riflessione sul suo finanziamento. Oggi una parte significativa del valore che restituiamo al sistema è sostenuta dalla generosità dei donatori che coprono il 36% delle attività della Fondazione: sostenere FARO significa investire in un modello di cura che genera valore per l’intera comunità. Per affrontare le sfide demografiche che ci attendono sarà necessario rafforzare questa alleanza tra istituzioni, comunità e cittadini.”

Guardando al futuro, il piano strategico 2026 individua tre direttrici prioritarie: ricerca, formazione e innovazione digitale. Tra i progetti in fase di avvio figurano la nascita della FARO Academy, il potenziamento degli strumenti di telemedicina e il consolidamento delle attività territoriali nelle delegazioni di Lanzo e SAMCO.

Il Bilancio Sociale 2025 consegna così una fotografia nitida di una trasformazione già in atto: mentre l’invecchiamento della popolazione modifica profondamente la domanda di assistenza, le cure palliative si confermano non solo una risposta sanitaria indispensabile, ma una componente sempre più strategica dell’economia del welfare e della coesione sociale del territorio.

I NUMERI DELLA FONDAZIONE FARO 2025

  • Impatto economico per il SSN: 14,5 milioni di euro (+14%)
  • Posti letto ospedalieri liberati: 71,2%
  • Giornate di assistenza erogate: 100.416
  • Pazienti assistiti negli hospice: 657
  • Pazienti assistiti a domicilio: 1.523
  • Famiglie fragili supportate: 381
  • Interventi di supporto psicologico: 1.956
  • Operatori: 177
  • Volontari: 269
  • Ore di volontariato: 25.167
  • Investimento formazione: 100mila euro
  • Ore di formazione: 892
  • Partecipanti alle attività di Casa FARO: oltre 2.000
  • Raccolta fondi: 2,9 milioni di euro (36% delle entrate)
  • CO₂ risparmiata grazie all’organizzazione dei trasporti: 2,1 tonnellate

LE DICHIARAZIONI

Alberto Anfossi, Segretario Generale Fondazione Compagnia di San Paolo

“La Fondazione Compagnia di San Paolo conferma il proprio impegno costante a sostegno delle attività della Fondazione FARO, dedicate all’accompagnamento delle persone in fase avanzata di malattia e delle loro famiglie. I risultati presentati nel bilancio della Fondazione testimoniano la rilevanza e la qualità del lavoro svolto sul territorio, attraverso un’assistenza capillare e continuativa che integra cura, prossimità e attenzione alla persona, dando continuità alla visione e all’eredità umana del Prof. Mario Calciati. Da anni la Fondazione Compagnia di San Paolo sostiene questo impegno attraverso risorse dedicate e strumenti innovativi di filantropia. In particolare, il “Fondo Opera di Alfredo Cornaglia” rappresenta una importante esperienza di investimento sociale che ha reso possibile la realizzazione di progetti strutturali e strategici di grande impatto. Il Fondo si inserisce inoltre in un modello evoluto di collaborazione con i donatori privati che consente di coniugare la volontà filantropica con una gestione professionale, trasparente e orientata all’impatto sociale”.

Guido Bolatto, Segretario Generale Camera di commercio di Torino

“Ringrazio la Fondazione Faro per l’impegno continuativo ogni anno nel presentare il Bilancio Sociale, per restituire alla comunità numeri, risultati e obiettivi futuri dell’attività, nella convinzione che la cura non sia una questione esclusivamente sanitaria, ma una responsabilità condivisa tra cittadini, istituzioni e territorio. Proprio in quest’ottica di condivisione, siamo lieti che sia nata proprio quest’anno la Comunità di pratica all’interno della missione più ampia del progetto Torino Compassionate City: un laboratorio aperto di scambio, apprendimento e co-progettazione, dove esperienze e competenze si incontrano per generare nuove collaborazioni e iniziative condivise”.

Donato Giovanni Cafagna, Prefetto di Torino

“Il bilancio sociale è uno strumento che ci consente di conoscere più a fondo l’impatto rilevante che l’associazione FARO ha nella vita di tante persone, supportando i pazienti e le loro famiglie con assoluta dedizione e mettendo a disposizione risorse organizzative strutturate e capaci di venire incontro ai bisogni di chi soffre.”

Sara Diena, Consigliera Comunale Città di Torino 

“Quello della Fondazione Faro è un lavoro prezioso, che anno dopo anno, aiuta sempre più persone e famiglie stando loro accanto in un momento difficile, senza far perdere loro la dignità e supportandole in ogni aspetto. Nel tempo la Fondazione ha saputo approcciarsi al fine vita in modo innovativo, investendo sulla formazione, entrando nelle case delle persone con la delicatezza che questo tema necessita e creando luoghi di cura nel senso più ampio del termine, quello in cui il valore fondante è l’umanità nel rapportarsi con i pazienti. Le attività proposte quest’anno presentate con il bilancio sociale 2025 ci confermano non solo l’importanza del Terzo Settore per il nostro territorio, ma anche quanto sia importante che le amministrazioni supportino il più possibile le realtà come la Fondazione Faro per offrire alle persone il miglior servizio possibile soprattutto nei momenti più difficili. Sono sicura che anche nel 2026 la Fondazione Faro saprà eccellere nel suo lavoro, così come fa dal 1983.”

Michela Favaro, vice sindaca della Città di Torino 

“La Fondazione Faro è un esempio importante di impegno messo al servizio di un’intera comunità. Il tema delle cure palliative e dell’assistenza prolungata per i pazienti che necessitano di un supporto continuo è, nella società contemporanea, un argomento centrale, sempre più presente. Questo tipo di assistenza ha un impatto sia economico che fisico su molte famiglie e una realtà come Faro ha il merito di non lasciarle sole ma di offrire loro un supporto capace di fare la differenza. Le istituzioni, oltre a ringraziare realtà come questa, hanno il dovere di sostenerle”.

Federico Riboldi, Assessore Sanità Regione Piemonte

“I dati del Bilancio Sociale 2025 confermano il ruolo che la Fondazione FARO svolge da oltre quarant’anni nell’ambito delle cure palliative in Piemonte. L’assistenza domiciliare e negli hospice rappresenta una componente importante della presa in carico delle persone più fragili e delle loro famiglie, contribuendo al tempo stesso a una gestione appropriata dei percorsi assistenziali. In una società caratterizzata dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento delle fragilità, il lavoro svolto dalla FARO assume un valore sempre più rilevante. Desidero quindi ringraziare operatori, volontari e sostenitori della Fondazione per l’impegno quotidiano e per la collaborazione con il sistema sanitario regionale, a beneficio dei cittadini piemontesi.”

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