Sono 582 finora le persone prese in carico dagli ambulatori di prossimità del Programma Nazionale Equità nella Salute (PNES), attivati nei Distretti sociosanitari della Asl Brindisi, e ad oggi sono state erogate complessivamente 254 prestazioni specialistiche, così suddivise: 38 di Psicologia, 25 di Cardiologia, 80 di Odontoiatria, 47 di Oculistica, 42 di Dermatologia e 22 prestazioni di Chirurgia generale.
I servizi PNES sono rivolti alle persone che vivono una condizione di fragilità economica o sociale e che hanno bisogno di un supporto sanitario e sociosanitario accessibile.
Le attività sono finanziate nell’ambito del Programma PNES-INMP (Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà) “Contrastare la povertà sanitaria”, a valere sulle risorse FSE+ e FESR e sono indicate nella Convenzione sottoscritta tra Asl Brindisi e INMP.
“I dati registrati nei primi mesi di attività – dice il direttore generale della Asl Brindisi Maurizio De Nuccio – confermano l’importanza di questo progetto e la capacità della nostra azienda di intercettare bisogni spesso sommersi. Gli ambulatori di prossimità rappresentano uno strumento concreto per garantire equità nell’accesso ai servizi sanitari e sociosanitari, soprattutto a favore delle persone più fragili. I risultati raggiunti dimostrano che stiamo andando nella giusta direzione e ci incoraggiano a proseguire nel percorso tracciato dal Programma nazionale Equità nella Salute”.
“Gli ambulatori – spiega il responsabile dell’attuazione del progetto, Marcello Bacca – sono stati attivati il 20 febbraio e da quella data fino al 31 maggio hanno preso in carico quasi 600 persone. Entro il primo dicembre 2029 è previsto un target complessivo pari a 2.283 partecipanti, di cui 1.631 appartenenti alla popolazione generale e 652 cittadini di Paesi terzi. Finora quindi è già stato raggiunto il 25,5% del target previsto dal Programma”.
La responsabile amministrativa del progetto, Mariaconcetta Spagnolo, sottolinea che “per essere presi in carico è necessario rivolgersi ai Servizi sociali del proprio Comune di residenza. A quel punto la Asl Brindisi attiva un percorso di assistenza personalizzato, per evitare che il cittadino affronti da solo eventuali difficoltà di accesso alle cure”.