lunedì, 8 Giugno 2026

La vittoria di Zverev al Roland Garros: la dimostrazione che il diabete non è un limite

FeSDI (AMD-SID): “Un esempio prezioso per tutte le persone con diabete. Storie come questa aiutano a guardare al talento, non alla diagnosi, e rafforzano la necessità di superare le norme che ancora oggi impediscono agli atleti con diabete l’accesso ai Gruppi sportivi militari”.

Roma, 8 giugno 2026 — Alexander Zverev ha conquistato ieri il Roland Garros, il primo titolo del Grande Slam della sua carriera, superando Flavio Cobolli, giovane tennista azzurro, autore di una competizione eccezionale, al termine di una finale durata cinque set. Quello di Zverev è un risultato straordinario, ottenuto convivendo con il diabete di tipo 1 fin dall’infanzia.

Per la Federazione delle Società Diabetologiche Italiane – FeSDI (AMD-SID), questa vittoria rappresenta molto più di un successo sportivo: è la dimostrazione che il diabete non costituisce un ostacolo alla realizzazione delle proprie aspirazioni, anche agonistiche.

È un esempio che parla a tutte le persone con diabete, e in particolare ai più giovani e a chi ha appena ricevuto la diagnosi. Troppo spesso, infatti, sul rapporto tra diabete e sport pesa ancora il pregiudizio che chi convive con questa condizione debba rinunciare all’attività fisica, e a maggior ragione all’agonismo. La realtà, oggi, racconta l’esatto contrario.

“Risultati come quello di ieri ci ricordano che, nello sport, contano il talento, l’idoneità riconosciuta dagli specialisti e i risultati, non l’etichetta di una diagnosi”, sottolinea Salvatore De Cosmo, Presidente FeSDI e AMD“È un messaggio importante soprattutto per i più giovani e per chi ha appena scoperto di avere il diabete. Con la giusta gestione, nessun traguardo è precluso. Campioni di questo livello diventano punti di riferimento preziosi, e storie come quella di ieri aiutano a superare i pregiudizi che purtroppo, ancora oggi, caratterizzano talvolta il binomio diabete e sport: è il caso della mancata ammissione degli atleti con diabete nei Gruppi sportivi militari, che FeSDI sta cercando di superare in dialogo con il legislatore”.

“La vittoria di Zverev è un messaggio prezioso per tutte le persone con diabete”, osserva Raffaella Buzzetti, Presidente SID“Con le terapie e le tecnologie di cui disponiamo oggi, lo sport si può praticare in piena sicurezza, come dimostrano i tanti campioni olimpici e mondiali che convivono con questa patologia. E l’attività fisica non è soltanto compatibile con il diabete, ma è una valida alleata per la sua corretta gestione”.

“La vittoria di Zverev parla a tutti, a noi atleti con diabete, perché racconta una sfida che conosciamo bene, ma anche a chi ha da poco ricevuto una diagnosi e teme per le sue passioni”, aggiunge Giulio Gaetani, schermidore azzurro e Ambassador FeSDI“Ho il diabete tipo 1 da quando avevo meno di due anni e oggi gareggio per l’Italia nella scherma. Ogni giorno ho la dimostrazione che lo sport, anche ai massimi livelli, e il diabete possono andare insieme, che con le terapie e gli strumenti di oggi, l’unico limite è quello che scegliamo di darci”.

FeSDI – Federazione delle Società Diabetologiche Italiane riunisce l’Associazione Medici Diabetologi (AMD) e la Società Italiana di Diabetologia (SID) ed è impegnata da anni nella promozione della salute e nel riconoscimento dei diritti delle persone con diabete.

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