Roma, 8 giugno 2026 – L’intelligenza artificiale è già entrata nella sanità. Ora la sfida è governarla prima che siano solo gli algoritmi a orientarne i processi. Con questo obiettivo il Fasi, il Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa per i dirigenti di azienda, costituito da Confindustria e Federmanager, ha costituito un Comitato Etico sull’AI, presentato a Roma alla Pontificia Università Antonianum, nel corso del seminario “Etica e Intelligenza Artificiale: i progetti del Fasi”. Un presidio di indirizzo e garanzia, non un organo formale, pensato per accompagnare i progetti del Fondo nel campo dell’innovazione sanitaria e definire criteri, limiti e responsabilità nell’uso delle nuove tecnologie.
Una scelta che, per visione e tempestività, ha anticipato il cuore di una riflessione oggi sempre più urgente, richiamata anche dall’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV: l’AI può aiutare a leggere meglio i bisogni di salute, ma non deve mai ridurre la persona a una sequenza di dati, prestazioni o profili predittivi.
“La costituzione del Comitato Etico sull’intelligenza artificiale non è stata per il Fasi un adempimento formale, ma una scelta di responsabilità. Nel momento in cui il Fondo ha iniziato a confrontarsi con tecnologie capaci di incidere sui processi sanitari, sui dati e sulla lettura dei bisogni di salute, abbiamo ritenuto necessario dotarci di un luogo di indirizzo, valutazione e garanzia. L’AI può offrire strumenti straordinari, ma deve essere governata entro condizioni, limiti e criteri chiari, perché resti coerente con i valori fondativi del Fondo: mutualità, solidarietà, tutela della dignità della persona e centralità dell’umano”, ha spiegato il Presidente del Fasi Daniele Damele.
Fabio Pengo, Vicepresidente del Fasi, ha invece richiamato il valore operativo del percorso avviato dal Fondo: “Le Linee Guida Etiche che abbiamo elaborato rappresentano uno strumento essenziale: non un esercizio teorico, ma una bussola operativa per accompagnare l’innovazione tecnologica dentro un quadro di principi condivisi. Il nostro obiettivo è costruire una governance dell’AI che sia davvero umana, responsabile e sostenibile, capace di mettere la tecnologia al servizio della persona e non la persona al servizio della tecnologia”.
Il seminario ha riunito accademici, esperti di bioingegneria, psicologia, diritto, filosofia e intelligenza artificiale, insieme ai rappresentanti di Confindustria e Federmanager. L’incontro ha rappresentato il primo momento pubblico di confronto sul percorso avviato dal Fondo per integrare l’AI nei propri progetti in modo responsabile, trasparente e coerente con la natura mutualistica del Fasi.
“L’intelligenza artificiale pone certamente interrogativi nuovi e complessi, ma sarebbe un errore affrontarla con paura o con atteggiamenti difensivi. La vera sfida è governarne lo sviluppo affinché resti al servizio della persona, della qualità del lavoro e del progresso sociale. In questo senso considero particolarmente importante l’iniziativa del Fasi, che ha scelto di accompagnare l’innovazione tecnologica con una riflessione etica strutturata e responsabile. Oggi non siamo chiamati a scegliere tra tecnologia e umanesimo, ma a costruire un modello di sviluppo capace di tenere insieme innovazione, competitività e centralità dell’uomo. Non esiste vero progresso senza innovazione, ma non esiste innovazione sostenibile senza responsabilità, consapevolezza e una visione del futuro orientata al bene comune” ha dichiarato Maurizio Marchesini, Vicepresidente di Confindustria per il Lavoro e le Relazioni Industriali.
“L’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità di innovazione, ma il suo utilizzo richiede competenza, consapevolezza e capacità di governo dei processi. Il vero tema etico non riguarda la tecnologia in sé, bensì la responsabilità di chi la utilizza. Per questo è fondamentale che l’IA resti uno strumento a supporto delle decisioni umane e non un sostituto del giudizio, dell’esperienza e della sensibilità delle persone. L’innovazione produce valore solo quando rafforza il capitale umano e ne valorizza le competenze” ha evidenziato Gherardo Zei, Vicepresidente Federmanager.
L’iniziativa si inserisce in uno scenario in rapida trasformazione: in Italia la spesa per la sanità digitale ha raggiunto nel 2025 i quasi tre miliardi di euro e la GenAI è già utilizzata da una quota crescente di professionisti sanitari. Numeri che confermano la necessità di una governance chiara dell’innovazione, come richiamato anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: l’AI può contribuire a migliorare servizi e lettura dei bisogni di salute, ma richiede criteri etici, trasparenza, controllo umano e sicurezza dei dati.
Nel corso dei lavori sono intervenuti anche Giuseppe Buffon, Magnifico Rettore della Pontificia Università Antonianum, e i componenti del Comitato Etico: Andrea Bizzozero, Decano della Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Antonianum, Paolo Cancelli, Direttore Sviluppo e Docente di Diritto vivente e dell’Intelligenza Artificiale della Pontificia Università Antonianum, Irene Finocchi,Professore Ordinario di Computer Science e Dipartimento di AI, Data and Decision Sciences della LUISS Guido Carli, Antonella Marchetti, Professore Ordinario di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione e Direttore del Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e Alessandra Pedrocchi, Professore Ordinario di Bioingegneria del Dipartimento di Elettronica, Informatica e Bioingegneria del Politecnico di Milano.
Con la costituzione del Comitato Etico, il Fasi ha scelto di collocare l’intelligenza artificiale dentro una cornice di responsabilità condivisa, perché l’innovazione sanitaria resti uno strumento al servizio della persona, della mutualità e dei bisogni reali degli assistiti.