Di Giosia: nessun ridimensionamento ma un potenziamento dell’offerta
“La salute mentale è un ambito particolarmente delicato che richiede un’informazione rigorosa, basata su dati oggettivi e su un corretto inquadramento dei processi organizzativi in atto, evitando rappresentazioni che rischiano di generare allarme tra cittadini e famiglie”. Questa la riflessione del direttore generale della Asl di Teramo Maurizio Di Giosia in merito alle notizie diffuse sulla riallocazione del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (SPDC) dall’ospedale di Giulianova al presidio ospedaliero di Teramo.
Tale riallocazione fa seguito agli accorpamenti estivi già sperimentati negli anni precedenti, i quali avevano peraltro generato contestazioni di segno opposto: in quella circostanza, furono i cittadini del comprensorio teramano a sollevare preoccupazioni per la supposta chiusura del presidio hub. Nell’occasione la Asl procederà a eseguire imprescindibili lavori di ristrutturazione nell’attuale sede dello Spdc.
La riallocazione non costituisce comunque una riduzione dell’offerta assistenziale né uno smantellamento dei servizi di salute mentale sul territorio. L’intervento si inserisce in un più ampio processo di riorganizzazione dipartimentale della rete della salute mentale, attuato in coerenza con la normativa nazionale e regionale vigente. La normativa, il Dm 77 del 2022, prevede infatti la collocazione dei Servizi psichiatrici di diagnosi e cura nei presidi ospedalieri dotati di Dipartimento di emergenza e accettazione (Dea di 1° livello). Nei fatti, dunque, all’interno dell’ospedale di Teramo. Tale assetto organizzativo si basa sull’imprescindibile necessità di garantire la gestione integrata delle emergenze psichiatriche, assicurando continuità assistenziale con il Pronto soccorso e con le altre specialità dell’emergenza. Quindi, come si legge nella normativa di riferimento, “di disporre di tutte le competenze necessarie ad un approccio multidisciplinare”.
Lo standard nazionale prevede, per i Servizi psichiatrici di diagnosi e cura, una dotazione massima di 16 posti letto.
In questa prospettiva, inoltre, la centralizzazione del Servizio nell’ospedale di Teramo consente una ridistribuzione delle risorse verso i Centri di salute mentale territoriali, il cui potenziamento rafforzerà l’assistenza al paziente con disagio psichico, facilitando la prevenzione delle acuzie e riducendo concretamente gli accessi ospedalieri non programmati.
Consente peraltro di garantire l’assistenza psichiatrica d’emergenza e urgenza nelle 24 ore nel presidio centrale, con una guardia attiva e un organico congruo.
È fondamentale precisare che non vi sarà alcuna riduzione dell’assistenza ai cittadini. Il personale attualmente in servizio nella rete della salute mentale continuerà a operare nelle medesime funzioni, garantendo continuità clinica,mantenimento delle competenze professionali e piena presa in carico dei pazienti.
Parallelamente, Giulianova continuerà a rappresentare un nodo centrale della rete provinciale della salute mentale. Sul territorio restano attivi il Centro di salute mentale, struttura complessa di riferimento per la presa in carico territoriale, il Centro diurno all’interno della struttura nota come “Ex Gualandi” e il Centro Alzheimer di bivio Bellocchio, che assicurano una risposta articolata ai bisogni delle persone fragili. A tale offerta si aggiungerà la realizzazione di una struttura dedicata alla riabilitazione psichiatrica post-acuzie, con l’obiettivo di rafforzare l’assistenza territoriale e ridurre la necessità di ricoveri e trasferimenti extraregionali, che rappresentano attualmente una fonte di rilevante disagio per gli utenti garantendo dunque percorsi di cura più vicini ai cittadini e alle famiglie.
Sono inoltre previste l’implementazione di attività riabilitative semiresidenziali e il potenziamento della gestione delle situazioni di crisi sul territorio. “La riallocazione dello SPDC nell’ospedale di Teramo si configura come il primo atto di consolidamento di un processo di riorganizzazione dipartimentale orientato al miglioramento effettivo della qualità e della capillarità dell’assistenza psichiatrica territoriale. Lungi dal rappresentare una riduzione dei servizi, l’intervento mira a costruire un sistema integrato, proattivo e sostenibile di salute mentale, capace di rispondere in modo più efficace alle esigenze della popolazione del comprensorio teramano, nel pieno rispetto del quadro normativo vigente e nello spirito del Dm 77/2022 e del Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale 2025-2030”, commenta il direttore del Dipartimento di Salute mentale Domenico De Berardis.
“Comprendiamo le preoccupazioni espresse da utenti e familiari, ma riteniamo doveroso ristabilire una corretta lettura dei fatti”, conclude Di Giosia, “l’unico obiettivo dell’Azienda è rafforzare i servizi attraverso un modello organizzativo che garantisca qualità dell’assistenza, continuità delle cure e integrazione tra ospedale e territorio. Continueremo a operare nella massima trasparenza, fornendo tutte le informazioni necessarie e mantenendo aperto il confronto con cittadini, associazioni e operatori sanitari”.