Dalla ricerca scientifica traslazionale importanti benefici sulla qualità delle cure
Non solo diagnosi e attivitò clinica. Nelle strutture ospedaliere della Asl Toscana sud est trova posto anche la ricerca scientifica. Una parte degli studi effettuati da medici e personale sanitario saranno al centro della “Giornata della ricerca scientifica in Asl Toscana sud est” che è svolta oggi, venerdì 5 giugno, all’Auditorium dell’ospedale San Donato di Arezzo.
Oltre 150 i lavori scientifici presentati dalle varie figure professionali di tutta l’Azienda: medici, infermieri, psicologi, professioni tecnico-sanitarie, della riabilitazione e della prevenzione.
“Fino a qualche anno fa la ricerca era appannaggio delle Università e degli enti ad essa collegati come gli IRCCS – spiega il dottor Mauro Mancuso, coordinatore scientifico della Giornata e direttore UOC Riabilitazione Recupero e Rieducazione Funzionale, Area provinciale Grossetana – Da qualche anno anche le strutture ospedaliere delle Asl svolgono ricerca, dimostrando l’esistenza di un fermento scientifico al proprio interno supportato dalla ingente casistica e dalla mole di dati raccolti durante l’attività clinico diagnostica, in un rapporto trasparente con i cittadini e sempre nel rispetto dei protocolli approvati dai comitati etici. L’idea di fondo di questa Giornata è far emergere il tessuto scientifico-culturale della Asl e il suo impegno anche sul fronte della ricerca che produce ricadute dirette sulla qualità delle cure erogate al cittadino”.
“La ricerca rappresenta uno degli strumenti più importanti per garantire un sistema sanitario pubblico moderno, capace di innovare e di rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni di salute dei cittadini – commenta il direttore generale Asl Toscana sud est, Marco Torre – La prima Giornata della ricerca scientifica della Sud est è l’occasione per valorizzare il lavoro quotidiano di tanti professionisti che, accanto all’attività assistenziale, contribuiscono alla crescita delle conoscenze scientifiche e al miglioramento dei percorsi di cura. Gli oltre 150 lavori presentati testimoniano la qualità delle competenze presenti nella nostra Azienda e la capacità di sviluppare progetti di ricerca in rete con università, istituti e centri di eccellenza nazionali e internazionali. Investire nella ricerca significa investire nella qualità delle cure, nell’innovazione organizzativa e nella valorizzazione del capitale umano che costituisce la vera forza della nostra Azienda”.
“I medici che fanno ricerca sono sanitari che si fanno domande e cercano risposte con progetti di ricerca – prosegue il dottor Mancuso – La ricerca effettuata nei nostri ospedali è di tipo traslazionale, cioè con applicazione alla clinica quotidiana e diretti benefici sulla qualità dei servizi erogati a garanzia di poter ricevere le migliori cure possibili in linea con le conoscenze disponibili nello scenario nazionale e internazionale. La Sud est si colloca all’interno della rete nazionale e internazionale della ricerca permettendo di confrontarci con i professionisti degli altri enti che ne fanno parte. In Asl Toscana sud est, ad esempio, abbiamo coordinato lo studio italiano per l’elaborazione delle linee guida nella diagnosi e riabilitazione dei pazienti con neglect, un disturbo neuropsicologico che colpisce i pazienti che hanno subito un danno cerebrale da ictus – conclude Mancuso – Queste linee guida sono state approvate dal Ministero, rese pubbliche sul sito delle SNLG (Sistema Nazionale Linee Guida) e impiegate anche per l’elaborazione dei Lea, i livelli essenziali di assistenza. Recentemente abbiamo coordinato come capofila lo studio-report, finanziato dalla Regione Toscana e che ha coinvolto l’Azienda Ospedaliera di Pisa, Università di Siena, la Clinica di Riabilitazione Toscana, l’IMT di Lucca e l’Università di Manchester, per studiare come i polimorfismi genetici condizionano il recupero riabilitativo dopo un ictus consentendo una maggiore personalizzazione della riabilitazione”.
Sono molti altri gli studi e i progetti di ricerca dei vari dipartimenti aziendali come la chirurgia, la cardiologia e tutte le altre discipline, caratterizzati da elevata qualità metodologica e da molte collaborazioni nazionali e internazionali.