Ragusa, 3 giugno 2026 – Sarà presentato venerdì 5 giugno, alle ore 10.30, in piazza Igea, il Piano aziendale di prevenzione degli effetti nocivi delle ondate di calore sulla salute, predisposto dall’ASP di Ragusa in vista della stagione estiva. L’incontro, di carattere operativo, si inserisce nel percorso promosso dalla Regione Siciliana per rafforzare la capacità di risposta della popolazione e del sistema sanitario rispetto ai rischi legati alle alte temperature.
Il Piano, come previsto, sarà operativo fino al 15 settembre e punta a ridurre l’impatto del caldo soprattutto sulle persone più fragili: anziani, soggetti con patologie croniche, persone sole o in condizioni di particolare vulnerabilità.
Alla riunione, oltre ai vertici aziendali, prenderanno parte il direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’ASP di Ragusa, Giuseppe Smecca, e la responsabile dell’U.O. Educazione e Promozione della Salute Aziendale, Daniela Bocchieri, che illustreranno le principali misure. Sono invitati i sindaci e gli assessori ai Servizi sociali dei Comuni della provincia, con l’obiettivo di consolidare una rete territoriale di assistenza e informazione.
Il Piano prevede il monitoraggio dei bollettini di allarme, la diffusione di informazioni utili alla cittadinanza, il coinvolgimento dei Medici di Medicina generale, delle farmacie, delle strutture residenziali e semiresidenziali, dei servizi sociali comunali e della Protezione civile. Particolare attenzione sarà dedicata alla prevenzione, attraverso messaggi chiari sui comportamenti da adottare nei giorni più caldi: evitare l’esposizione nelle ore centrali, idratarsi correttamente, proteggere bambini e anziani, prestare attenzione ai sintomi di disidratazione o colpo di calore.
«La prevenzione è lo strumento più efficace per proteggere le persone più esposte ai rischi del caldo estremo – sottolinea Smecca –. Per questo è fondamentale lavorare insieme ai Comuni e agli attori del territorio, così da garantire una risposta coordinata, tempestiva e vicina ai bisogni della popolazione».