Comincia oggi a Roma la seconda edizione del Vatican Longevity Summit: Premi Nobel, neuroscienziati, bioeticisti e ricercatori internazionali per interrogarsi sul futuro biologico, sociale ed etico dell’umanità nell’epoca della longevità.
Roma 25-05-2025 – Riprogettare l’algoritmo del tempo significa oggi ripensare radicalmente il futuro della longevità umana: non soltanto vivere più a lungo, ma comprendere chi potrà davvero accedere a una vita lunga, sana, dignitosa e sostenibile. È da questa visione — sintetizzata nel motto “One Health, One Dignity, Global Human Longevity for All” — che prende il via oggi a Roma la seconda edizione del Vatican Longevity Summit, appuntamento internazionale promosso dall’Istituto Internazionale di Neurobioetica (IINBE), in collaborazione con Brain Circle Italia e con il patrocinio della Pontificia Accademia per la Vita.
Per due giorni l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum ospiterà Premi Nobel, neuroscienziati, clinici, bioeticisti, filosofi e ricercatori provenienti da tutto il mondo per interrogarsi su una delle grandi sfide antropologiche del nostro tempo: non soltanto vivere più a lungo, ma comprendere come vivere meglio, preservando dignità, autonomia, relazioni e qualità della vita per tutti.
Nel corso della mattinata inaugurale i relatori internazionali sono stati accolti in Città del Vaticano, nel contesto della cornice etica e culturale che accompagna il Vatican Longevity Summit sin dalla sua nascita.
I temi affrontati emerse nel corso di questa seconda edizione si inseriscono inoltre nel più ampio dibattito etico e antropologico richiamato anche da Papa Leone XIV nella lettera enciclica Magnifica Humanitas, promulgata oggi 25 maggio 2025, dedicata al rapporto tra evoluzione umana, dignità della persona, giustizia sociale e responsabilità collettiva nell’epoca delle grandi trasformazioni tecnologiche contemporanee. “Il progresso autentico non coincide con il semplice sviluppo tecnico, ma con la capacità di custodire integralmente la persona umana”, osserva il Santo Padre nell’enciclica, richiamando la necessità di mantenere dignità, equità e centralità della persona al cuore delle grandi trasformazioni scientifiche e tecnologiche del nostro tempo.
Una visione che si collega direttamente al motto scelto per questa seconda edizione del Summit – “One Health, One Dignity, Global Human Longevity for All” – sintesi di due anni di lavoro scientifico ed etico internazionale sviluppato dal Vatican Longevity Summit. “Stiamo entrando in una fase completamente nuova della storia umana”, osserva Padre Alberto Carrara, promotore del Vatican Longevity Summit, neuroscienziato, bioeticista e presidente dell’Istituto Internazionale di Neurobioetica. “Per la prima volta l’umanità non si sta interrogando soltanto su come vivere più a lungo, ma su come garantire che la longevità possa diventare una possibilità realmente umana, accessibile e dignitosa.”
Riprogettare l’algoritmo del tempo significa proprio questo: comprendere che il futuro della longevità non può essere guidato esclusivamente dalla tecnologia o dalla biologia, ma richiede una nuova responsabilità etica, sociale e culturale. ”One Health – osserva Padre Alberto – ci ricorda che la salute umana è inseparabile dall’ambiente, dalle relazioni e dalla qualità della vita collettiva. One Dignity afferma invece che ogni persona possiede un valore intrinseco che non dipende dall’età, dalla fragilità o dalla condizione sociale. Global Human Longevity for All significa allora affrontare una delle grandi sfide del nostro tempo: evitare che la vita lunga diventi un privilegio biologico per pochi. La democratizzazione della longevità rappresenta oggi una responsabilità globale. La nostra sfida non è semplicemente estendere il tempo della vita, ma umanizzare il futuro della longevità stessa.”
Ad aprire simbolicamente il Summit è stato anche lo svelamento della monumentale opera monumentale Longevity dello scultore AXIS – Francesco Ciardiello, artista presente alla Biennale Arte 2026 con una ricerca che mette in dialogo tradizione scultorea, innovazione tecnologica e riflessione sul tempo umano.
L’opera, inaugurata presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum scelta come elemento simbolico della giornata inaugurale del Vatican Longevity Summit, apre una riflessione sul rapporto tra corpo, identità, memoria e futuro e testimonia la volontà del Summit di ampliare il dialogo sulla longevità oltre il piano strettamente scientifico ed etico, coinvolgendo anche il linguaggio simbolico dell’arte contemporanea.
Il programma scientifico prende il via oggi pomeriggio con una riflessione interdisciplinare sui grandi temi della longevità contemporanea. Ad aprire i lavori Vittorio Sironi (Università Milano-Bicocca) con un intervento dedicato alla riscoperta storico-scientifica della vecchiaia, dalla gerontologia alla geroscienza.
Tra i protagonisti della prima giornata anche il professor Calogero Caruso (Università di Palermo), che affronterà il tema dei semi e supercentenari e delle nuove prospettive biologiche della longevità umana, il professor Suresh Rattan, tra i maggiori studiosi mondiali dell’ormesi e dello stress positivo, e Bernd Kleine-Gunk, che analizzerà il rapporto tra adattamento biologico, stress e healthy aging.
Il Vatican Longevity Summit prova così a trasformare la longevità da semplice tema medico a grande questione culturale contemporanea: un dialogo tra scienza, etica, società e futuro dell’essere umano. Il tema scelto per questa seconda edizione — “Riprogettare l’algoritmo del tempo” — sintetizza proprio questa visione: ripensare il tempo della vita non solo come estensione biologica, ma come nuova responsabilità umana, sociale e culturale.