mercoledì, 20 Maggio 2026

DOTTOR CHATGPT NON AFFASCINA (ANCORA) LE DONNE CHE AFFRONTANO UN TUMORE

Gli effetti dell’intelligenza artificiale su diagnosi, cura, ricerca e informazione sui tumori sono il tema di IEO CON LE DONNE 2026, che ha riunito al Teatro Manzoni di Milano oltre 1.600 donne operate al seno provenienti da tutto il Paese.

Milano, 20 maggio – Il 43% delle pazienti di tumore al seno non utilizza mai le chatbot basate sull’intelligenza artificiale, come chatgpt, per informarsi sulla propria salute; il 40 % lo fa raramente e solo il 15% invece le consulta spesso. Tra le utilizzatrici più del 45% ha l’obiettivo di interpretare un referto, il 24% di fare ipotesi sul proprio stato di salute e solo il 19% di prendere decisioni. Questi i dati di un sondaggio su un campione pilota di 170 pazienti IEO di tumore del seno, commentati oggi nel corso di IEO CON LE DONNE, il noto evento, unico in Italia, che riunisce una volta all’anno a Milano, al Teatro Manzoni, le donne che hanno vissuto l’esperienza di un tumore del seno e che quest’anno hanno superato quota 1.600.

Tema di quest’anno è l’impatto dell’intelligenza artificiale su diagnosi, cura, ricerca e informazione sui tumori. Ne parlano le pazienti in diretta sul palco, insieme a Paolo Veronesi, Direttore del programma Senologia IEO, che conduce l’incontro, a cui intervengono anche Giuseppe Curigliano, Vicedirettore Scientifico e Direttore della Divisione Nuovi Farmaci per Terapie Innovative, Viviana Galimberti, Direttore della Senologia Chirurgica, Giuseppe Petralia, Direttore della Divisione di Radiologia, Ilaria Durosini, psicologa e psicoterapeuta della Divisione di Psiconcologia.

“Le chatbot sono l’interfaccia accessibile a tutti dell’intelligenza artificiale, ma avendo possibilità informative tendenzialmente infinite, comportano anche dei rischi di cui bisogna essere consapevoli. Da un nostro sondaggio su un piccolo ma significativo campione di pazienti IEO con tumore del seno, emerge che nel complesso le nostre donne mostrano cautela nell’uso delle chatbot per la salute. Li vedono come strumenti potenzialmente utili per informazione e orientamento, ma ritengono fondamentale mantenere il ruolo centrale del medico. Questo ruolo va difeso e potenziato. Se vogliamo che le chatbot siano un vero aiuto per i pazienti, sta a noi medici e a tutto il mondo sanitario non lasciare quei vuoti che spingono le persone “abbandonate” a cercare indiscriminatamente risposte e aiuto nell’intelligenza artificiale. Il rapporto umano non è delegabile alla tecnologia”, dichiara Veronesi.

“D’altro canto in medicina sono tanti i processi che l’intelligenza artificiale esegue meglio di noi umani con effetti che sono già tangibili nella diagnosi, nella terapia e nella ricerca oncologica. Un esempio è il sistema di intelligenza artificiale adottato in IEO, che permette di migliorare la qualità delle immagini della RM Diffusion Whole Body e di dimezzare la durata dell’esame da 40 a 20 minuti, contribuendo così a ridurre il disagio del singolo paziente e a ridurre le attese per un esame che diventa sempre più importante nella diagnostica oncologica.Più in generale la mole enorme di dati biologici e genetici, i cosiddetti “Big-Data”, su cui si basa la moderna oncologia di precisione, se analizzata attraverso sistemi complessi di Intelligenza Artificiale, aiuta a creare percorsi diagnostico-terapeutici più efficienti, a migliorare l’efficacia delle terapie standard, e a velocizzare e potenziare i processi di ricerca per le terapie innovative. Per questo l’intelligenza artificiale allo IEO è già un pilastro importante di tutte le nostre attività”, conclude Veronesi.

Ospite speciale della mattinata, co-condotta da Myrta Merlino, è stata MaliKa Ayane che ha dedicato a tutte le pazienti oncologiche un momento musicale esclusivo.

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