Il Consiglio Nazionale della FIMMG, riunito a Roma il 16 maggio 2026 presso l’Hotel Cardo, ha approvato la relazione del Segretario Generale Nazionale Silvestro Scotti ed espresso “unanime sostegno” alle azioni del segretario nazionale.
Nel documento approvato, la FIMMG definisce “inaccettabile” la bozza di decreto delle Regioni “sia nel metodo che nel merito”, ribadendo la difesa dei principi ordinamentali, contrattuali e professionali che regolano il rapporto convenzionale dei medici di medicina generale con il Servizio sanitario nazionale.
Secondo il Consiglio Nazionale, la medicina generale “non può essere riformata attraverso interventi unilaterali, di apparente urgenza, che sovrappongano la fonte legislativa alla fonte pattizia”, né attraverso modelli organizzativi che “destrutturino il rapporto fiduciario, indeboliscano la convenzione, cancellino gli Accordi Integrativi Regionali o introducano canali paralleli di accesso alla professione”.
La FIMMG rigetta inoltre “con fermezza” l’ipotesi che l’Accordo Collettivo Nazionale dei medici di medicina generale venga imposto per legge attraverso un decreto, rivendicando “in modo inequivocabile” il ripristino del corretto rapporto tra legge e diritto sindacale, nel quale “la legge fornisce indirizzi strategici” mentre l’ACN “recepisce, disciplina e attua tali indirizzi nell’ambito della propria autonomia negoziale”.
Nel merito, il Consiglio Nazionale rifiuta “categoricamente” ogni riferimento al ricorso complementare al rapporto di lavoro dipendente, anche se definito “residuale”, richiamando il quadro normativo vigente che individua nel rapporto convenzionale il modello caratterizzante della medicina generale nel SSN.
Nel documento vengono richiamati l’articolo 25 della Legge 833/1978, l’articolo 8 del D.Lgs. 502/1992, il D.Lgs. 368/1999 e il D.Lgs. 158/2012, oltre agli Accordi Collettivi Nazionali degli ultimi anni, compreso l’ultimo accordo siglato meno di tre mesi fa e non ancora applicato.
“La medicina generale è e deve restare una professione convenzionata, fiduciaria, territoriale, integrata nel SSN, ma non assorbita in un rapporto di dipendenza”, si legge nella mozione.
La FIMMG evidenzia inoltre i rischi derivanti dall’introduzione di un canale dipendente, tra cui la “destrutturazione del modello fiduciario”, la “coesistenza ingestibile di due regimi giuridici paralleli”, la “progressiva marginalizzazione della convenzione”, il “definanziamento” e l’“indebolimento della continuità assistenziale fondata sulla libera scelta del cittadino”.
Il Consiglio Nazionale giudica inoltre “provocatoria” la proposta di decadenza “ope legis” degli Accordi Integrativi Regionali, definita un “paradosso politico di sconcertante gravità”. Secondo la FIMMG, gli AIR rappresentano “un grande patrimonio nazionale di esperienze, modelli organizzativi, buone pratiche e soluzioni territoriali maturate in decenni di lavoro”.
Nel documento si sottolinea che gli accordi regionali “vanno rinnovati, armonizzati, aggiornati e modellati sulla base dei successivi ACN, non cancellati con un colpo di legge”.
La FIMMG chiede inoltre “con fermezza” la valorizzazione dell’evoluzione in specialità del Diploma di Formazione Specifica in Medicina Generale, in coerenza con il D.Lgs 368/99 e con la Direttiva Europea 2005/36/CE.
“La Medicina Generale è una disciplina unica, fondata sulla cura globale della persona, sulla continuità, sulla relazione fiduciaria, sulla prossimità, sulla presa in carico longitudinale dell’individuo nel contesto in cui vive”, si legge ancora nella mozione.
Il Consiglio Nazionale ha quindi confermato lo stato di agitazione, deliberando lo “stato di convocazione permanente” e l’avvio dello “stato di mobilitazione della categoria”, attraverso una fase di escalation di proteste che partirà con iniziative condivise a livello provinciale e regionale.
Tra le iniziative previste figurano assemblee di confronto con medici e cittadini, una campagna nazionale di comunicazione rivolta a cittadini, istituzioni e organi di informazione, oltre a punti di confronto in piazza e negli studi medici.
La mobilitazione, si legge nel documento, è finalizzata “alla tutela del medico di fiducia, della prossimità delle cure e della continuità assistenziale a servizio dei cittadini e soprattutto dei pazienti più fragili”.
La FIMMG ha inoltre deliberato la convocazione dell’Assemblea Nazionale di tutti i Consigli Direttivi Provinciali il prossimo 13 giugno a Roma, in vista dell’organizzazione di una manifestazione nazionale che coinvolga medici e cittadini.
Infine, il Consiglio Nazionale ha dato mandato al segretario nazionale, in assenza di risposte concrete sui temi rivendicati, di proclamare lo sciopero della categoria, individuando il calendario delle giornate di astensione dalle attività “in qualunque momento l’andamento della evoluzione della discussione in atto non permetta avanzamenti nei sensi proposti”.