La presenza del Presidente della Repubblica alla celebrazione dei cento anni della professione infermieristica rappresenta un messaggio storico per tutta la sanità italiana. È il momento di rafforzare il SSN, valorizzare infermieri e professionisti sanitari e costruire una sanità sempre più unita, moderna e multidisciplinare
ROMA – Cento anni di professione infermieristica, oltre 462mila infermieri attivi in Italia ma ancora insufficienti rispetto ai bisogni assistenziali del Paese, una sanità pubblica chiamata a ritrovare forza, attrattività e centralità, territori che soffrono la carenza di personale sanitario, liste d’attesa, aumento delle fragilità sociali e migliaia di giovani professionisti che continuano a guardare all’estero per costruire il proprio futuro professionale.
La Giornata Internazionale dell’Infermiere celebrata a Roma alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della presidente FNOPI Barbara Mangiacavalli, del ministro della Salute Orazio Schillaci e della ministra Anna Maria Bernini ha rappresentato un momento di grande valore istituzionale, umano e professionale per tutto il mondo sanitario italiano.
La nostra rete associativa composta da AMSI – Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, UMEM – Unione Medica Euromediterranea, AISCNEWS – Agenzia Mondiale Britannica Informazione Senza Confini e dal Movimento Internazionale Uniti per Unire accoglie con grande attenzione e spirito costruttivo i messaggi emersi durante la giornata, considerandoli un segnale importante per il futuro del Servizio sanitario nazionale e per tutte le professioni della salute.
Abbiamo seguito con grande attenzione e partecipazione la celebrazione della Giornata Internazionale dell’Infermiere e dei cento anni della professione infermieristica italiana.
È stata una giornata importante non solo per gli infermieri, ma per tutta la sanità italiana. Una giornata che ha avuto il merito di riportare al centro del dibattito pubblico il valore umano, professionale e sociale di chi ogni giorno garantisce il diritto alla salute dei cittadini e contribuisce concretamente alla tenuta del Servizio sanitario nazionale.
Il valore storico della presenza di Mattarella
La presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla celebrazione organizzata dalla FNOPI rappresenta un passaggio storico e altamente significativo. Le sue parole hanno riconosciuto con chiarezza il ruolo centrale degli infermieri nella vita del Paese, definendoli motore del diritto alla salute e pilastro fondamentale del nostro welfare.
Abbiamo apprezzato profondamente il richiamo del Capo dello Stato alla necessità di difendere il Servizio sanitario nazionale, di evitare la fuga all’estero dei giovani professionisti sanitari e di investire concretamente sulle persone che ogni giorno tengono in piedi ospedali, pronto soccorso, servizi territoriali e strutture assistenziali.
Le parole del Presidente Mattarella assumono oggi un valore ancora più importante perché arrivano in una fase storica complessa, caratterizzata da carenza di personale sanitario, aumento delle richieste assistenziali, crescente stress lavorativo, aggressioni ai professionisti sanitari, liste d’attesa e profonde differenze territoriali nell’accesso alle cure.
Il ruolo degli infermieri e il messaggio della FNOPI
Riteniamo che la giornata promossa dalla FNOPI abbia avuto il grande merito di mettere in primo piano il ruolo strategico degli infermieri e dell’intera comunità sanitaria italiana, rafforzando un clima di dialogo istituzionale, collaborazione e rispetto reciproco che va sostenuto e valorizzato ulteriormente nei prossimi mesi.
Abbiamo apprezzato anche le parole della presidente FNOPI Barbara Mangiacavalli, soprattutto quando ha parlato degli infermieri come “riserva di umanità della Repubblica”. È un messaggio profondo che condividiamo pienamente perché la qualità di una sanità moderna non dipende soltanto dalle tecnologie o dalle strutture, ma soprattutto dalla capacità di costruire relazioni umane, ascolto, prossimità e continuità assistenziale.
In una medicina sempre più avanzata e tecnologica, il ruolo degli infermieri diventa ancora più centrale. Gli infermieri rappresentano quotidianamente la presenza costante accanto ai pazienti, alle famiglie, alle persone fragili e ai territori più difficili. Sono protagonisti della presa in carico, dell’assistenza, dell’ascolto e della continuità delle cure.
La collaborazione interprofessionale come futuro della sanità
Per questo riteniamo fondamentale continuare a investire nella valorizzazione della professione infermieristica, nella formazione specialistica, nella ricerca, nelle competenze avanzate e nei nuovi modelli organizzativi. Le nuove lauree specialistiche rappresentano un passaggio importante che rafforza ulteriormente il percorso di crescita della professione infermieristica italiana.
Allo stesso tempo, crediamo fortemente nel valore della collaborazione interprofessionale. Il futuro della sanità italiana deve fondarsi sempre di più sull’integrazione tra medici, infermieri, operatori sanitari e tutte le professioni della salute. Nessuna professione può affrontare da sola le grandi sfide sanitarie, sociali e assistenziali dei prossimi anni.
Serve una sanità sempre più capace di lavorare in squadra, mettendo al centro il paziente, il territorio e la qualità della cura. Serve un modello sanitario moderno, inclusivo, realmente multidisciplinare e fondato sulla collaborazione continua tra tutte le competenze professionali.
Investire davvero nella sanità pubblica
Abbiamo inoltre accolto positivamente gli interventi del ministro della Salute Orazio Schillaci e della ministra Anna Maria Bernini sul rafforzamento della formazione, delle competenze avanzate e della valorizzazione professionale. Sono segnali importanti che devono tradursi in investimenti strutturali, maggiore attenzione verso chi opera quotidianamente nel sistema sanitario e nuovi strumenti per rendere le professioni sanitarie più attrattive per le nuove generazioni.
Oggi più che mai è necessario fermare la fuga all’estero dei professionisti sanitari italiani. Non possiamo continuare a perdere competenze, esperienze e giovani talenti formati nel nostro Paese. Bisogna rendere nuovamente attrattive le professioni sanitarie attraverso dignità professionale, sicurezza, possibilità di crescita, tutela psicologica e adeguato riconoscimento economico.
Il contributo dei professionisti sanitari di origine straniera
Da anni medici, infermieri e professionisti sanitari di origine straniera contribuiscono inoltre in modo determinante alla tenuta del Servizio sanitario nazionale, soprattutto nelle realtà più difficili e nei territori più carenti di personale. Anche questo patrimonio umano e professionale deve essere valorizzato maggiormente perché rappresenta una risorsa concreta per tutto il sistema sanitario italiano.
La pandemia ha lasciato ferite ancora aperte nel mondo sanitario. Burnout, stress cronico, carichi di lavoro elevati, difficoltà organizzative e crescente sfiducia da parte di molti giovani professionisti richiedono oggi risposte serie, equilibrate e lungimiranti.
Difendere il SSN significa difendere il Paese
La sanità italiana può tornare tra le migliori al mondo, ma servono ascolto, programmazione, investimenti e una visione condivisa.
Serve rafforzare la medicina territoriale, ridurre le diseguaglianze regionali, sostenere le aree interne, investire nella prevenzione, nella telemedicina e nella qualità del lavoro sanitario.
Soprattutto, serve mettere davvero al centro le persone che curano.
Non possiamo chiedere vocazione senza garantire dignità professionale, sicurezza e prospettive ai professionisti sanitari.
La salute non è una spesa: è il più grande investimento sociale, umano ed economico per il futuro dell’Italia.
Siamo convinti che il clima di dialogo istituzionale e di attenzione verso il mondo sanitario emerso durante questa importante giornata debba essere rafforzato ulteriormente, mantenendo sempre uno spirito costruttivo, unitario e lontano dalle contrapposizioni.
Difendere il Servizio sanitario nazionale significa difendere la dignità delle persone, la coesione sociale e il futuro delle nuove generazioni.
Difendere chi cura significa difendere l’Italia.
Foad Aodi
Medico fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCEO, docente dell’Università di Tor Vergata.
A nome di AMSI – Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, UMEM – Unione Medica Euromediterranea, AISCNEWS – Agenzia Mondiale Britannica Informazione Senza Confini e del Movimento Internazionale Uniti per Unire.