mercoledì, 13 Maggio 2026

IL GRASSO CHE GUARISCE: ARTROSI, SPORT E TUMORI NELLA NUOVA ERA DELLA MEDICINA RIGENERATIVA

Il Professor Carlo Tremolada presenterà il 22 maggio, al Milan Longevity Summit (20–23 maggio, Allianz MiCo) i risultati dei suoi studi sul tessuto adiposo umano microframmentato (MFAT), la nuova frontiera della rigenerazione per articolazioni più sane e recupero più rapido. 

Accanto alle applicazioni ortopediche, la ricerca apre scenari innovativi in ambito oncologico. L’MFAT si configura come un“bioreattore naturale”, capace di veicolare farmaci antitumorali direttamente nel sito della malattia 

Milano, 12 maggio 2026 – Una soluzione capace di migliorare la qualità della vita dei pazienti e prolungare la funzionalità articolare: si chiama tessuto adiposo umano microframmentato (MFAT) e, ora, nuove evidenze scientifiche ne confermano il ruolo sempre più centrale nella medicina rigenerativa, con applicazioni che spaziano dall’ortopedia alla medicina dello sport, fino all’oncologia. I risultati di queste ricerche e applicazioni cliniche (già utilizzate con successo nel trattamento dell’artrosi e delle patologie muscoloscheletriche, anche legate all’attività sportiva) saranno illustrati il 22 maggio (ore 14:00 -15:30) dal Professor Carlo Tremolada, Direttore Scientifico di Image Regenerative Clinic di Milano e inventore della tecnologia Lipogems® nel corso del Milan Longevity Summit, dal 20 al 23 maggio all’Allianz MiCo di Milano.

Giunto alla sua terza edizione, il Milan Longevity Summit presenta un nuovo format: One Health, una prospettiva integrata che unisce il benessere umano, la salute del pianeta e delle economie e lo sviluppo della società. Quattro palchi paralleli rifletteranno le dimensioni chiave della One Health Economy: Longevity – Sciences and Research; Prosperity – Policy & Investment; Vitality – Market & Industry; e Humanity – People & Society. Parallelamente agli ospiti del programma B2B, tra  i protagonisti del programma medico-scientifico Thomas Südhof, Premio Nobel per la Medicina 2013, David Furman, direttore del Buck Institute, Guido Kroemer, tra i massimi esperti mondiali di biologia e biochimica e Jay Olshansky, professore alla School of Public Health dell’Università dell’Illinois a Chicago. Ma saranno oltre 250 i relatori da tutto il mondo e migliaia i partecipanti attesi (oltre 8mila l’anno scorso).  

Il Professor Tremolada parteciperà alla sessione Regenerative Medicine: Translating Science into Care” (palco Longevity – Sciences and Research) insieme a ricercatori e clinici di alcuni tra i più importanti centri italiani: Università del Sannio, Centro Cardiologico Monzino, IRCCS Galeazzi, Columbus Clinic Center, CDI-Centro Diagnostico Italiano e IRCCS Auxologico.

Al centro del suo intervento, i risultati degli studi sull’MFAT condotti in collaborazione con Augusto Pessina, Francesca Paino, Giulio Alessandri (Università di Milano) e Michela Bosetti (Università del Piemonte Orientale).

L’MFAT: dalla ricerca alla clinica

“Negli ultimi anni, i dati clinici hanno dimostrato come l’MFAT sia in grado di offrire benefici significativi nel trattamento dell’artrosi, una condizione particolarmente diffusa negli anziani ma anche tra sportivi ed ex atleti. Grazie alla sua capacità di modulare l’infiammazione e favorire i processi di rigenerazione tissutale, questo approccio rappresenta una valida alternativa alle terapie tradizionali più invasive”  anticipa il professor Tremolada. “Non solo: le vescicole extracellulari (EVs) derivate da MFAT giocano un ruolo chiave nel mantenimento dell’equilibrio tra osso e cartilagine, contribuendo a ridurre il riassorbimento osseo e a rallentare la degenerazione articolare tipica dell’osteoartrosi”, aggiunge il chirurgo.

L’utilizzo di MFAT, spiegano i ricercatori, consente infatti interventi mirati, minimamente invasivi e con un elevato profilo di sicurezza, favorendo il recupero funzionale e la ripresa dell’attività fisica, così importante a tutte le età e soprattutto, oggi, in ottica longevity, quando la sfida da vincere è quella di garantire benessere e qualità della vita anche in età più avanzata.Accanto alle applicazioni ortopediche, la ricerca guidata dal Prof. Tremolada apre scenari innovativi anche in ambito oncologico. L’MFAT si configura infatti come un vero e proprio “bioreattore naturale”, capace di veicolare farmaci antitumorali direttamente nel sito della malattia. “L’MFAT rappresenta uno scaffold naturale innovativo in grado di essere caricato e rilasciare farmaci antitumorali, offrendo nuove opzioni terapeutiche per tumori oggi difficili da trattare”, evidenzia Tremolada. Oltre all’impiego nella medicina rigenerativa, quindi, l’MFAT può essere impiegato anche come potenziale sistema di rilascio locale di farmaci, in particolare agenti chemioterapici lipofili. “Per quanto riguarda l’efficacia dell’MFAT come scaffold naturale per la localizzazione di agenti chemioterapici nel sito tumorale, abbiamo riscontrato che sia l’MFAT fresco sia l’MFAT devitalizzato (DMFAT), ottenuto tramite cicli di congelamento-scongelamento, sono in grado di veicolare e rilasciare quantità sostanziali di Paclitaxel (PTX), un potente farmaco antitumorale ampiamente utilizzato nella terapia oncologica umana. In vitro, entrambe le preparazioni (MFAT e DMFAT) caricate con PTX hanno efficacemente eliminato diverse linee cellulari tumorali umane, mostrando un’attività notevolmente prolungata”, chiarisce il medico.

Carlo Tremolada è Chirurgo plastico, ricostruttivo e maxillo-facciale, figura di riferimento a livello internazionale nella medicina rigenerativa e massimo esperto nell’impiego del tessuto adiposo a fini rigenerativi. Direttore scientifico di Image Regenerative Clinic, all’attività chirurgica affianca quella di ricercatore: è fondatore della tecnologia Lipogems®, basata sul tessuto adiposo micro-frammentato, certificata dal Consiglio Superiore di Sanità e dal Centro Nazionale Trapianti. Questa tecnica utilizza il Tessuto Adiposo Microframmentato (MFAT) dello stesso paziente come principio attivo rigenerativo: attraverso un processo sterile e controllato, vengono attivate cellule staminali e fattori di crescita, successivamente reintrodotti nell’area da trattare per favorire la rigenerazione dei tessuti, aumentarne la resistenza e rallentare i naturali processi di invecchiamento. Rapide, non invasive e biocompatibili, queste terapie sono indicate sia per il benessere generale e per trattamenti estetici anti-invecchiamento, sia per problematiche muscoloscheletriche e recupero sportivo. Una tecnica che non si limita a “riparare”, ma che stimola i naturali processi rigenerativi dell’organismo, favorendo equilibrio, vitalità e un invecchiamento più armonico.

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