Si concluderà il prossimo 4 maggio 2026, alle ore 9.30, nell’aula Thun dell’Ospedale Microcitemico di Cagliari, la seconda annualità del progetto “Donare Speranza”, un percorso educativo che ha saputo unire scuola, sanità e comunità attorno a un tema che, per la Sardegna, non è solo importante ma vitale: la donazione di sangue.
Il progetto, realizzato dall’ARNAS “G. Brotzu”, insieme alla scuola dell’infanzia di Poggio dei Pini dell’Istituto Comprensivo Capoterra 1, diretto dal Dirigente scolastico Daniele Concu, nasce con un obiettivo: avvicinare i più piccoli al significato del dono, della cura e della responsabilità verso gli altri.
In un’Isola dove la talassemia rappresenta una realtà sanitaria significativa e dove tanti pazienti, seguiti ogni giorno al Microcitemico, dipendono dalle trasfusioni per vivere, parlare di donazione significa parlare di vita quotidiana, di continuità delle cure, di speranza concreta. Significa costruire, già oggi, quella cultura del dono di cui avremo bisogno domani.
Attraverso l’approccio del Service Learning, che mette in relazione apprendimento e impegno civico, i bambini sono stati accompagnati in un percorso fatto di esperienze, emozioni e scoperte. Al centro, la storia di “Emogatto”, un gatto donatore di sangue, e la canzone a lui dedicata: un linguaggio semplice, vicino al loro mondo, che ha reso accessibile un tema complesso senza perdere profondità.
Durante l’anno i bambini hanno sperimentato valori fondamentali come la solidarietà, il rispetto e la collaborazione, trasformando il concetto di dono in qualcosa di concreto e vissuto. Attività come quella del “Castello di Gattolandia” hanno permesso loro di simulare il gesto della donazione, immedesimandosi negli “Emogatti”, simbolicamente nominati cavalieri della “Tavola Emotonda”. Il percorso, coordinato dal pediatra Gabriele Porcu, ideatore della storia e delle filastrocche, insieme all’insegnante referente Marina De Luca e con il contributo dei tirocinanti del Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria dell’Università di Cagliari, rappresenta un esempio concreto di come educazione e sanità possano dialogare per costruire comunità più consapevoli.
L’incontro conclusivo del 4 maggio sarà un momento di restituzione ma anche di ulteriore crescita: la direttrice della Struttura di Microcitemie e Anemie Rare, Susanna Barella, dialogherà con i bambini, accompagnandoli in una riflessione sul valore della donazione. A seguire, la visita all’autoemoteca dell’AVIS Provinciale offrirà loro un primo contatto diretto con il mondo reale della donazione.
“Donare Speranza non è solo un progetto educativo, ma un vero investimento culturale e sociale per la nostra comunità. Insegna che il dono non è un gesto straordinario, riservato a pochi, ma una scelta possibile, quotidiana, che riguarda tutti noi”. Commenta il Direttore Generale dell’ARNAS G. Brotzu, Maurizio Marcias. “In una realtà come quella sarda, dove la donazione di sangue è un bisogno costante e imprescindibile per garantire cure salvavita, educare fin da piccoli a questi valori significa costruire il futuro. Coinvolgere i bambini, con linguaggi e strumenti adatti alla loro età, vuol dire seminare consapevolezza, senso di responsabilità e attenzione verso l’altro e significa accompagnarli in un percorso che li aiuti a comprendere quanto ogni gesto di solidarietà possa fare la differenza nella vita delle persone. Per questo desidero esprimere un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile questa iniziativa: alla scuola, ai professionisti sanitari, agli educatori. I bambini coinvolti oggi sono, a tutti gli effetti, i primi ambasciatori di una cultura della solidarietà di cui abbiamo profondamente bisogno”.
Giunto alla sua seconda edizione, il progetto ha già ottenuto importanti riconoscimenti a livello nazionale, rappresentando la Sardegna al III Festival del Service Learning e vincendo il contest “DonareMiDona 2025” per la sua categoria.