Partenza giovedì 14 maggio dall’Ospedale Cesare Zonchello di Nuoro
A seguire le altre 24 tappe per i 52 comuni dell’ASL
NUORO, 23 aprile 2026 – Un tour della salute che toccherà 24 tappe in 41 giornate, per portare i 3 screening oncologici (MAMMELLA, CERVICE UTERINA E COLON-RETTO) in tutti i 52 comuni dell’ASL 3 di Nuoro.
La partenza del “truck”, non una semplice unità mobile, ma un vero e proprio poliambulatorio che permetterà di di avere l’attrezzatura, ma anche gli spazi per poter fare in simultanea i tre screening, è fissata per giovedì 14 maggio dallo storico Ospedale Cesare Zonchello, immerso nel lussureggiante parco e soprattutto sede del Centro Screening aziendale.
Stamattina, giovedì 23 aprile, alle ore 10.30, nella sala della Direzione strategica aziendale dell’ASL n. 3, in via Demurtas 1 a Nuoro, al 4° piano della Casa della Comunità San Francesco, si è svolta la conferenza stampa di presentazione del nuovo programma di screening oncologici della ASL di Nuoro per l’annualità 2026, che rappresenta il primo modello regionale di poliambulatorio mobile multi-screening.
Tour della salute – Prevenzione “on the road” è lo slogan della innovativa strategia messa in campo dall’ASL nuorese che, passando dal singolo screening mammografico proposto con successo nel 2024, approda ora a un vero e proprio Poliambulatorio Mobile Multi-Screening.
A presentare l’importante iniziativa di sanità pubblica:
· Il Direttore Generale dell’ASL 3 di Nuoro, Dott. Francesco Trotta
· Il Direttore Sanitario, Dott.ssa Antonella Calvisi
· Direttrice della Struttura Prevenzione e promozione della salute – Centro Screening, Dott.ssa Roberta Bosu
Il Direttore Generale Francesco Trotta ha sottolineato come l’iniziativa sia «frutto di un lavoro di squadra che include: L’Azienda Socio sanitaria Locale n. 3 di Nuoro, il Territorio: Comuni e Provincia, che hanno collaborato logisticamente, individuando le sedi più idonee per l’erogazione dei servizi, le Farmacie Convenzionate (Federfarma), che svolgono un ruolo attivo, in particolare nel primo passo dello screening del colon-retto». «Questo – ha inoltre aggiunto il DG Trotta – è un tema su cui ci aspettiamo che la popolazione risponda in modo opportuno; è un’iniziativa eccezionale, quindi non routinaria, di un’offerta attiva e gratuita che porta i servizi direttamente “a casa” delle persone. Ecco perché ci aspettiamo che ci sia una risposta della popolazione importante, per avere un obiettivo finale e ultimo, che è quello di garantire più salute attraverso un aumento delle coperture degli screening che oggi, a livello regionale, non sono ottimali».
La dottoressa Roberta Bosu ha illustrato, col supporto di efficaci slide, l’organizzazione di una macchina complessa «volta a superare le barriere geografiche e sociali del territorio per offrire servizi di prevenzione attivi e gratuiti alla popolazione». «Gli screening oncologici – ha infatti esordito Bosu – sono interventi di sanità pubblica documentatamente efficaci, complessi e rivolti a una popolazione senza sintomi specifici di malattia, il cui obiettivo è individuare precocemente tumori o forme pre-tumorali, quando le terapie sono più efficaci, meno invasive e le possibilità di guarigione nettamente superiori. Sono offerti gratuitamente e attivamente alla popolazione, rappresentando un percorso sanitario e diagnostico completo, con presa in carico globale del paziente anche per eventuali accertamenti successivi».
«Quindi quello che noi andiamo ad offrire oggi con questo tour non è un semplice esame occasionale, ma è un percorso sanitario, un percorso diagnostico: coloro che avranno necessità di ulteriori accertamenti, dopo che hanno fatto gli esami di primo livello, avranno la possibilità di accedere anche a tutti gli accertamenti successivi, sempre guidati dal Centro Screening e da tutti i professionisti che operano all’interno delle strutture ASL Nuoro nel loro ruolo».
Roberta Bosu ha anche ricordato, forte del successo ottenuto con il primo esperimento di camper (limitato allo screening del tumore alla mammella), che i tassi di adesione, con questo modello che arriva direttamente ai cittadini, aumenta considerevolmente. «Abbiamo riscontrato che i tassi di adesione nella sede fissa si attestavano al 52%: ovvero su 10 persone che vengono invitate, di base, sulla sede fissa, se ne presentavano 5. Nell’unità mobile le cose cambiano: la prossimità del servizio ha dimostrato di essere in grado di aumentare in maniera incredibile l’adesione della popolazione. Il dato che per noi è ancora più importante è proprio quello di essere riusciti a intercettare tutte quelle persone che non avevano mai partecipato a uno screening, raggiungendo un +91%. Quindi, per quello che riguarda il territorio, la prossimità di servizio può essere la nostra carta vincente».
Infine il Direttore Sanitario dell’ASL 3, Antonella Calvisi, si è soffermata sul tema fondamentale dell’implementazione della “medicina di prossimità” all’interno dell’ASL, «per garantire maggiore equità nell’accesso ai servizi sanitari, con un focus sui percorsi diagnostici e terapeutici completi e sul ruolo cruciale della collaborazione multi-professionale e del supporto tecnologico». «Equità – ha aggiunto Calvisi – significa consentire a tutte per le persone di poter accedere ai servizi e anche intercettare i bisogni nascosti, come si è visto con l’adesione che cresce significativamente quando si passa agli screening di prossimità. Perché lo screening è cosa significa? Lo dice il termine stesso, lo screening è solo una selezione, cioè lo screening seleziona i pazienti sani da quelli con un sospetto. Dunque è uno sforzo notevole, che comporta l’attività di tanti specialisti, che davvero dobbiamo ringraziare, perché lo screening può diventare efficace proprio grazie a tutte queste attività e unità coinvolte, che sono unità del campo medico, del campo infermieristico e di quello tecnico».