lunedì, 20 Aprile 2026

VIOLENZA AL PRONTO SOCCORSO DI DOLO: LA SOLIDARIETÀ DELL’ORDINE MEDICI VENEZIA

IL PRESIDENTE LEONI: «AGGRESSIONI DA FERMARE AD OGNI COSTO»

Mestre Venezia, 20 Aprile 2026 – «È inaccettabile che chi dedica la propria vita alla cura degli altri debba lavorare nel timore di essere aggredito. Condanniamo con decisione e fermezza l’ultimo gesto di violenza gratuita e ingiustificata avvenuto nel Pronto Soccorso di Dolo, un gesto che diventa ancora più odioso e doloroso perché colpisce un reparto di emergenza-urgenza, un luogo in cui il personale è sempre in prima linea nell’assistenza e in cui si salvano davvero le vite umane».
Sono parole piene d’amarezza quelle pronunciate dal presidente dell’OMCeO veneziano e vice nazionale Giovanni Leoni dopo l’ennesimo episodio di violenza in corsia registrato nella notte tra sabato e domenica all’Ospedale di Dolo: un 19enne in stato di agitazione, soccorso dopo una rissa in un bar, si è scagliato contro gli operatori sanitari che lo stavano medicando, provocando ferite a loro e danni materiali alla struttura.
«A nome mio, del Consiglio direttivo e dell’Ordine tutto – prosegue il presidente Leoni – esprimo la massima solidarietà e vicinanza al Direttore Generale Massimo Zuin e a tutto il personale dell’Ulss 3 Serenissima. Auguriamo una pronta guarigione all’infermiera, all’autista del SUEM e alla guardia giurata coinvolti nell’aggressione, auspicando possano lasciarsi alle spalle lo shock e la paura provati per tornare presto al loro lavoro».

Un fenomeno, quello della violenza in corsia, che, purtroppo, non accenna a diminuire neanche nel nostro territorio. «Sono episodi – aggiunge il presidente Leoni – che ci lasciano sempre allibiti e sconcertati. Le aggressioni agli operatori sanitari vanno fermate a tutti i costi. Oggi gli strumenti anche di legge ci sono e vanno messe in atto tutte le misure di prevenzione possibili, a partire dalla revisione dei protocolli di sicurezza, dalla videosorveglianza e dalla certezza della pena. Solo così si può consentire al personale sanitario di lavorare in serenità. Questa violenza colpisce professionisti già stremati dalla carenza di organico e dai carichi di lavoro. Il rischio è quello di un abbandono in massa da parte dei camici bianchi e di un conseguente collasso dei servizi sanitari essenziali».

L’Ordine lagunare dei Medici continuerà a monitorare la situazione e a sostenere ogni iniziativa volta a garantire la sicurezza del personale delle aziende sanitarie veneziane. «Non possiamo permettere – conclude Giovanni Leoni – che la violenza diventi una variabile del rischio professionale. Oltre alla solidarietà, chiediamo tutele reali e una riflessione profonda della società civile sul rispetto dovuto a chi garantisce il diritto alla salute di tutti, anche in contesti di estrema difficoltà».

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