Alla Casa della Comunità Fonte Ostiense-Laurentino, il saluto conclusivo del Presidente della Regione Lazio agli operatori della rete territoriale che ogni giorno garantiscono cura, prossimità e assistenza ai cittadini
Un passaggio dal forte valore istituzionale e umano, pensato per attraversare idealmente tutto il territorio aziendale e rivolgere un saluto agli operatori sanitari che ogni giorno rendono concreta l’assistenza ai cittadini. Con questo spirito il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha voluto essere presente alla Casa della Comunità Fonte Ostiense, Laurentino, per un incontro che ha assunto il significato di un atto conclusivo di vicinanza, riconoscenza e attenzione verso una delle realtà territoriali più estese e complesse d’Italia.
Ad accoglierlo il Direttore Generale della ASL Roma 2, Francesco Amato, il Direttore Sanitario Maria Cedrola e il Direttore Amministrativo Mirella Peracchi, insieme a tutti i professionisti che hanno contribuito, in questi mesi, a dare forma a un percorso sanitario unico nel panorama nazionale. Presenti i Direttori dei Dipartimenti, i Direttori dei Distretti sanitari territoriali, i Direttori delle UOC, i coordinatori delle attività specifiche e tutti gli attori che, con impegno, responsabilità e dedizione, hanno condiviso un lavoro lungo e impegnativo, trasformandolo in una rete concreta di servizi, strutture e opportunità di cura.
La scelta di Fonte Ostiense, Laurentino non è stata casuale. In un’area segnata da un alto indice di deprivazione, la Casa della Comunità rappresenta una risposta forte ai bisogni di salute di una parte ampia e fragile della città. È il simbolo di una sanità pubblica che sceglie di essere vicina, leggibile, accessibile, capace di entrare nei quartieri e di diventare un punto di riferimento quotidiano per le persone. In questo senso, la presenza del Presidente Rocca ha assunto il valore di un riconoscimento rivolto non soltanto alle strutture realizzate, ma soprattutto al lavoro di chi quelle strutture le anima ogni giorno con professionalità e spirito di servizio.
L’incontro è stato anche l’occasione per richiamare l’importanza delle altre due Case della Comunità che completano questo tratto del percorso territoriale della ASL Roma 2. La struttura di via Paolo Bonifacio, in zona Torraccia, segna un cambiamento profondo in un’area storicamente priva di servizi sanitari pubblici di prossimità e offre oggi una risposta concreta anche ai quartieri di San Basilio e delle zone limitrofe. La sede di via della Tenuta di Torrenova, continua invece a garantire assistenza ai cittadini in spazi totalmente rinnovati, con apparecchiature tecnologiche all’avanguardia, restituendo al territorio un luogo di cura moderno, funzionale e pienamente inserito nella nuova visione dell’assistenza territoriale.
Tre presidi strategici, collocati in zone chiave della città, che rafforzano la presenza della sanità pubblica nelle aree nord, sud ed est della Capitale e raccontano una trasformazione che riguarda prima di tutto la vita delle comunità. È qui che il senso di questo incontro si è fatto più evidente. Non una celebrazione formale, ma il riconoscimento di una presenza costruita nel tempo, quartiere dopo quartiere, presidio dopo presidio, fino a delineare una rete diffusa e capace di intercettare i bisogni reali della popolazione.
Nel corso dell’evento, il Direttore Generale Francesco Amato ha voluto dedicare un passaggio centrale ai ringraziamenti, sottolineando il valore corale del risultato raggiunto. Il suo pensiero è andato a tutte le professionalità e ai servizi che hanno compartecipato, con competenza e senso delle istituzioni, alla realizzazione di questo importante percorso. Un ringraziamento sentito è stato rivolto ai Dipartimenti aziendali, ai Distretti, alle UOC, ai coordinatori delle attività, ma anche a tutte le strutture tecniche, amministrative e organizzative che hanno reso possibile il raggiungimento dell’obiettivo, sostenendo il lavoro sul campo e accompagnando ogni fase del processo con precisione, continuità e dedizione.
“Questo traguardo”, ha sottolineato il Direttore Generale Francesco Amato, “è il frutto di un grande lavoro collettivo. Dietro ogni struttura aperta, dietro ogni presidio restituito ai cittadini, c’è una comunità professionale che ha creduto fino in fondo nella possibilità di trasformare la sanità territoriale in un servizio ancora più vicino alle persone. Il mio ringraziamento va a tutti coloro che hanno compartecipato a questo risultato, mettendo a disposizione capacità, sacrificio, visione e responsabilità. Oggi più che mai emerge la forza di un sistema che sa fare squadra e sa costruire valore pubblico”.
Anche il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha espresso parole di apprezzamento per il lavoro svolto dalla ASL Roma 2 e per la qualità della rete costruita sul territorio. “Ha fatto bene il direttore a ringraziare tutto lo staff. Dietro ogni dirigente ci sono funzionari, impiegati ed assistenti che hanno dato il cuore. E’ importante valorizzare tutte le professioni in modo integrato. La presa in carico deve essere reale: un paziente cronico non deve tornare al ReCup per il controllo ma deve uscire dalla visita con un appuntamento già programmato. Così riduciamo la burocrazia e restituiamo fiducia. Complimenti alla ASL Roma 2 per il traguardo raggiunto. Ora iniziamo le nuove sfide”.
L’incontro alla Casa della Comunità Fonte Ostiense, Laurentino consegna dunque un messaggio chiaro. La stagione realizzativa legata al PNRR ha già trovato la sua conclusione formale, ma la presenza delle istituzioni sui territori continua e si traduce oggi in un gesto di attenzione verso chi renderà vive queste strutture nel tempo. È il passaggio da una fase di costruzione a una fase di piena operatività, in cui il valore delle opere coincide con la qualità del lavoro che vi si svolge dentro, il cuore pulsante di una trasformazione che non si misura soltanto in numeri o in spazi inaugurati, ma nella capacità di offrire ogni giorno assistenza, ascolto e risposte concrete ai cittadini.
È qui che la sanità pubblica mostra la sua forma più alta, nella presenza costante, nella responsabilità condivisa e nella volontà di lasciare un segno reale nella vita delle persone.