sabato, 11 Aprile 2026

Perseo-Sirio, FIALS Potenza: “Ritardi e chiarimenti tardivi. Le rassicurazioni dell’ASP non bastano”

Sulla vicenda dei versamenti al Fondo Perseo-Sirio, la comunicazione diffusa dall’ASP di Potenza con l’obiettivo di “evitare allarmismi ingiustificati” non sembra aver chiarito i nodi principali della questione. Al contrario, alla luce dei fatti, lascia emergere più di un elemento di criticità, a partire dai tempi di gestione e dalle modalità con cui la vicenda è stata affrontata.

Perché, al di là delle rassicurazioni, resta una sequenza precisa che difficilmente può essere ignorata. L’anomalia riguarda la mensilità di ottobre 2025. Per mesi, secondo quanto ricostruito dalla FIALS anche attraverso interlocuzioni dirette con il Fondo Perseo-Sirio, il problema sarebbe rimasto aperto nonostante segnalazioni ripetute. Il sindacato formalizza la vicenda il 1° aprile 2026. Solo il 7 aprile 2026 l’Azienda provvede a effettuare il versamento mancante.

Una tempistica che pone una domanda inevitabile: se la situazione era sotto controllo, perché la regolarizzazione è arrivata solo dopo l’intervento formale?

Il punto, tuttavia, non si esaurisce nei tempi. La discrepanza riscontrata — pari a circa 50 euro — può apparire marginale solo sul piano dell’importo. Nei fatti, ha prodotto un effetto ben più rilevante: il blocco della contabilizzazione dei contributi al Fondo Perseo-Sirio per tutti i lavoratori interessati alla mensilità di riferimento. Un meccanismo tecnico che, in ambito previdenziale, comporta conseguenze concrete.

In particolare, è lecito chiedersi se si sia verificato uno slittamento dell’investimento delle somme versate: l’importo mancante, recuperato solo con la mensilità successiva, potrebbe aver determinato un differimento nella produzione di rendimento delle relative quote, non dalla data originaria ma da quella dell’integrazione. Una circostanza che, ove confermata, inciderebbe direttamente sulla posizione individuale dei lavoratori e sul capitale accumulato.

È questo il cuore della vicenda. Alla luce di ciò, la lettura riduttiva del problema rischia di non rappresentare adeguatamente la portata della questione. Non si tratta di un semplice disallineamento contabile, ma di una criticità che può avere effetti reali sulle posizioni previdenziali.

A rendere il quadro ancora più complesso è il tema della gestione della comunicazione.

L’ASP sostiene di aver rilevato l’anomalia tramite alert sul portale e di aver avviato interlocuzioni con il Fondo. Tuttavia, secondo i riscontri acquisiti dalla FIALS, il Fondo Perseo-Sirio invia mensilmente comunicazioni alle aziende aderenti per segnalare eventuali anomalie sui versamenti: comunicazioni dirette e puntuali. Non un alert generico sul portale, dunque, ma notifiche periodiche e reiterate. Un elemento che richiede un chiarimento puntuale. Allo stesso tempo, la FIALS segnala di non aver ricevuto un riscontro formale completo sulle cause dell’anomalia, sui tempi effettivi di gestione e sulle comunicazioni intercorse con il Fondo. Nel frattempo, sarebbero circolate attraverso altri canali comunicazioni rassicuranti rivolte ai lavoratori.

Una dinamica che apre un ulteriore interrogativo: com’è possibile che informazioni rilevanti siano state diffuse in modo non uniforme, mentre all’organizzazione sindacale che ha formalmente sollevato il caso non è stato fornito un riscontro tempestivo e completo?

È su questo terreno che la vicenda assume un significato più ampio. La gestione delle posizioni previdenziali dei lavoratori richiede precisione, tempestività e trasparenza. Quando una criticità si protrae a lungo e viene risolta solo a seguito di un intervento formale, diventa necessario chiarire in modo puntuale cosa non ha funzionato.

“La previdenza dei lavoratori non può essere oggetto di ritardi o approssimazioni. Quando un’anomalia incide sulla contabilizzazione dei contributi e sul rendimento delle posizioni individuali, serve una gestione rigorosa e tempestiva”, afferma Giuseppe Costanzo, Segretario Provinciale Generale FIALS Potenza.

Restano quindi aperte alcune questioni centrali: Perché una criticità segnalata per mesi trova soluzione solo dopo un intervento formale? Perché non è stato fornito un riscontro completo e tempestivo? Perché le informazioni sono state gestite in modo non uniforme?

Sono domande che riguardano non solo il merito della vicenda, ma il livello di trasparenza e affidabilità del sistema.

La FIALS ribadisce la propria posizione: continuare a vigilare, verificare e chiedere chiarimenti, nell’interesse esclusivo dei lavoratori.

Perché la serenità non si costruisce minimizzando i problemi, ma affrontandoli con trasparenza.

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