Tre giornate di confronto con i massimi esperti in genetica, neurobiologia e terapie innovative per la malattia di Parkinson correlata al gene GBA1.
Trento ospita in questi giorni il convegno «Parkinson Frontiers: focus on GBA1», la terza edizione dell’evento internazionale PD Frontiers che quest’anno concentra sulla malattia di Parkinson associata alle mutazioni del gene GBA1, uno dei settori più dinamici e promettenti della neurologia moderna. Il seminario, che vede la partecipazione di esperti nazionali e internazionali, offre un’opportunità unica di confronto tra clinici e ricercatori per la condivisione delle più recenti evidenze scientifiche.
«Questa terza edizione del seminario – ha evidenziato in apertura di convegno l’assessore alla salute e politiche sociali, Mario Tonina – rappresenta un momento di grande valore per il confronto scientifico e l’aggiornamento su una patologia complessa come il Parkinson, che coinvolge pazienti, famiglie e sistema sanitario. I progressi della ricerca, oggi sempre più vicini alla pratica clinica, stanno aprendo nuove prospettive per diagnosi più precoci e cure sempre più personalizzate. Come istituzioni, riteniamo fondamentale sostenere la formazione continua, il dialogo tra clinici e ricercatori e il rafforzamento della rete territoriale dei servizi, elemento essenziale per garantire una presa in carico efficace, integrata e vicina ai bisogni delle persone. Solo attraverso la condivisione delle conoscenze e il lavoro di rete è possibile migliorare concretamente la qualità delle cure. Investire nella formazione e nella sanità di prossimità significa investire direttamente nella salute dei cittadini e nel futuro del nostro sistema sanitario».
«Ospitare a Trento questo convegno è un riconoscimento importante per la nostra sanità e per l’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino – ha affermato Antonio Ferro, direttore generale di Asuit –. Il confronto tra clinici e ricercatori su una patologia è un plus che caratterizza le grandi realtà di cura e ricerca: una modalità che nella nostra azienda sanitaria, appena diventata universitaria, sarà sempre più applicata a vantaggio dei nostri pazienti che potranno beneficiare di cure sempre più avanzate. Al tempo stesso la nostra organizzazione territoriale permetterà di tenere i pazienti nei loro luoghi di vita facendo della prossimità un tassello importante della cura. Sono sicuro che il dialogo tra esperti di discipline complementari che vi sarà in questo seminario contribuirà a costruire una comunità scientifica veramente globale dedicata al progresso della conoscenza e al miglioramento della cura della malattia di Parkinson».
Il seminario è poi entrato nel vivo con gli interventi dei direttori scientifici Maria Chiara Malaguti, direttrice dell’Unità operativa neurologia di Rovereto dell’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentono e Alessio Di Fonzo della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. «Le varianti del gene GBA1 rappresentano oggi il fattore di rischio genetico più comune per la malattia di Parkinson, interessando tra il 5% e il 15% dei pazienti – hanno evidenziato i responsabili scientifici –. Questo appuntamento internazionale a Trento ci permette di approfondire i meccanismi patogenetici, come la disfunzione lisosomiale e l’accumulo di α-sinucleina, che sono oggi al centro di studi clinici avanzati per nuove terapie mirate. L’obiettivo è trasformare queste scoperte genetiche in percorsi di cura personalizzati, migliorando significativamente la gestione clinica e la prognosi per questo specifico sottogruppo di pazienti».
Il seminario, organizzato dal Servizio formazione di Asuit, si articola in tre momenti formativi distinti: una sessione plenaria odierna in sala Gerola del Castello del Buonconsiglio e un corso tecnico-residenziale nelle giornate di domani e dopodomani al Muse – Museo delle Scienze di Trento.