martedì, 10 Marzo 2026

OTTICI E OCULISTI INSIEME PER PREVENZIONE E BUONA VISIONE AL CONGRESSO INTERDISCIPLINARE DELL’ISTITUTO ZACCAGNINI

Trapianto di cornea ibrido, un’app per aiutare a comprendere in via preliminare il grado di arrossamento di un occhio, la seconda Giornata mondiale delle lenti a contatto il prossimo 15 aprile celebrata con un flash mob a Bologna, l’idea di una rete di oculisti disponibili a offrire una prestazione specialistica d’urgenza: le novità dal mondo degli oculisti e degli ottici

Dal trapianto di cornea ibrido al ruolo dell’ottica e della contattologia, alcune delle più importanti novità, per la cura delle malattie degli occhi e per la correzione dei difetti visivi sono state presentate al XXVII Congresso Interdisciplinare di ottica, optometria, oftalmologia a cura di IBZ Vision Sciences Department di Istituto Zaccagnini, conclusosi a Bologna al Centro Congressi Hotel Savoia Regency. 

Fra le notizie annunciate, Luigi Fontana, Professore Ordinario e Direttore Scuola di Specializzazione Oftalmologia dell’Università di Bologna, ha dato conto degli ultimi progressi della chirurgia dei trapianti di cornea. Dopo i primi casi italiani di trapianto di cornea con endotelio artificiale, realizzati a Bologna nel 2022, è oggi in fase di studio il trapianto di cornea ibrido: un trapianto eseguito con una cornea di un donatore, nel quale viene inserita, all’interno, una membrana acrilica che fa da barriera endoteliale. In questo modo si possono curare i pazienti sia che hanno problemi di opacità dello stroma e di scompenso endoteliale, utilizzando un trapianto che probabilmente avrà una maggiore durata rispetto a un trapianto di cornea umana non ibridizzata.

Ancora dall’Università di Bologna Piera Versura, Professore Associato di Oftalmologia, ha presentato il progetto di un’applicazione su smartphone che, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, potrà aiutare medici oculisti, ma anche optometristi e ottici, a comprendere in via preliminare il grado di arrossamento di un occhio, per valutare quando e come intervenire con maggiore urgenza. L’applicazione, che oggi in fase di studio, è un esempio di una possibile migliore integrazione tra più settori professionali, con l’obiettivo comune di rispondere ai bisogni di salute dei cittadini e ampliare i progetti di prevenzione, nel rispetto delle competenze specifiche. 

Secondo la normativa vigente, è stato ricordato al congresso, ottici e optometristi predispongono i dispositivi di correzione dei difetti visivi, ma possono svolgere un ruolo nel coadiuvare la prevenzione, segnalando tempestivamente al medico oculista le anomalie che, spesso, indicano problematiche mediche oculari e invitando i cittadini a fare visite oculistiche periodiche di controllo, anche in assenza di disturbi e segni specifici.

Una sinergia tra oculisti e ottici è stata chiamata in causa dalla tavola rotonda, dal titolo dal titolo “La collaborazione tra le professioni della visione per garantire l’accesso ai servizi ed alla correzione oftalmica a tutte le età”. Nel corso del confronto Teresio Avitabile, Professore Ordinario di Malattie dell’apparato Visivo Università di Catania e Presidente S.I.S.O., ha sottolineato: l’idea di avviare una rete di oculisti disponibili a offrire una prestazione specialistica urgente per persone che si sono recate da medici di base, farmacie e centri ottici e che, in seguito a tale passaggio, potrebbero aver bisogno di una visita oftalmologica.  

Daniela Manenti, direttore generale di Assottica, ha annunciato, per il 15 aprile prossimo, la seconda Giornata mondiale delle lenti a contatto, promossa da Euromcontact e Assottica, e un flash mob alle 16 in piazza Maggiore, a Bologna.

Ha detto Giorgio Righetti, presidente di Istituto Zaccagnini: “Quest’anno, al XXVII Congresso Interdisciplinare, società medico scientifiche come la Società Italiana di Oftalmologia Pediatrica e Strabismo, la Società Italiana Trapianto di Cornea e Superficie Oculare hanno condiviso con noi la costruzione del programma e si sono prese cura di alcune sessioni. Ne è emersa la necessità di integrare le competenze, per dare al cittadino soluzioni che integrino, per quanto riguarda gli occhi e i difetti visivi, non solo la componente di cura o la componente di correzione. Pensiamo a un percorso integrato, dove il professionista oftalmologo e il professionista optometrista hanno consapevolezza l’uno dell’altro e contribuiscono entrambi a ottimizzare la compensazione e la correzione visiva”. 

Data sheet

In Italia circa 42 milioni di persone sono affette da difetti della vista quali miopia, astigmatismo, ipermetropia, presbiopia. Solo per la miopia si contano 15-18 milioni di persone, una ogni quattro. (Osservatorio Vista, Fondazione OneSight in collaborazione con CENSIS e Fondazione Bietti). Alcuni studi ipotizzano che, entro il 2050, la difficoltà a vedere bene da lontano interesserà il 50% della popolazione.
Per quanto riguarda, invece, le patologie dell’occhio, i dati dello studio europeo del 2024 (PubMed Central/PMC) basato su dati del WHO, Organizzazione Mondiale della Sanità, indicano che il 10,4% della popolazione italiana (pari a 6,3 milioni di cittadini) ha subito una perdita della capacità visiva a causa di malattie oculari. Il dato è sottostimato, perché è possibile che ci siano casi di persone che non si sono sottoposte a visite oculistiche e che non siano a conoscenza della malattia. 

Per esempio, è difficile stabilire quanti sono, oggi, i casi di cheratocono, una malattia della cornea che insorge tra i, 16 ed i 19 anni e che non sempre viene diagnosticata in tempo. Si ipotizza che ci sia 1 caso di cheratocono ogni 1000 abitanti (59000 casi), ma secondo alcuni studi l’incidenza potrebbe arrivare a 1 caso ogni 350 (177000 casi)(Lombardo M. et al. Estimated prevalence of keratoconus in the largest metropolitan area of Italy. European Journal of Ophthalmology, 2024 e Italian National Rare Disease Registry. Nationwide keratoconus incidence study, 2024.).

Per quanto riguarda la cataratta, in base agli studi più accreditati – Studio “Italian Longitudinal Study on Aging” (ILSA, 2018) e European Eye Epidemiology (E3) Consortium, 2017 – circa il 40/45 per cento della popolazione nazionale tra i 70 e i 74, è affetto da cataratta clinicamente significativa, cioè opacità del cristallino. Percentuale che sale all’aumentare dell’età fino al 60/65% nella popolazione dagli 80 anni in su. 

Gli Italiani e l’accesso alle cure

In base all’indagine ISTAT “Aspetti della vita quotidiana”, nel 2024, 5,8 milioni dei residenti in Italia – il 9,9% – ha rinunciato a curarsi – accertamento diagnostico o visita specialistica – per problemi legati a:

la lunghezza delle liste d’attesa (6,8%);

le difficoltà economiche;

l’ubicazione scomoda da raggiungere delle strutture sanitarie.

La dimensione del fenomeno è in crescita con un incremento del 29% rispetto al 2023 (+ 1,3 milioni), in cui 4,5 milioni di persone, il 7,6% della popolazione, ha rinunciato alle cure.

La spesa sanitaria

Tra il 2023 e il 2024, l’incremento nominale della spesa sanitaria è stato del 3,3% grazie all’aumento della componente pubblica. La spesa privata ha fatto invece registrare una diminuzione del 2,5%.

Nel periodo 2019-2024 la crescita della spesa sanitaria media annua è stata:

pubblica del 3,8%;

privata del 2,2%;

Risulta in crescita la spesa:

delle Assicurazioni sanitarie volontarie per il 7,9%;

delle Istituzioni senza scopo di lucro per il 9,7%.

Il personale sanitario – anno 2023

Il sistema sanitario pubblico e privato nel 2023 conta su circa 320mila medici “praticanti”, ossia 5,3 per mille abitanti, valore superiore alla media dell’Unione Europea 4,1.

I Medici Specialisti sono circa 260mila l’81,2% Vs. media Ocse del 79%.

I Medici di Medicina Generale sono 37.983, il 12% Vs. media Ocse del 21%., 0,64 per mille residenti, il 60% da almeno 60 anni.

Riguardo l’età dei medici in servizio, l’Italia ha le quote più alta di medici anziani:

il 44,2% ha più di 55 anni;

il 20,6% supera i 65 anni.

Il sistema sanitario pubblico e privato nel 2023 conta su circa 405mila infermieri «praticanti» pari a 6,9 per mille abitanti Vs. una media

UE27 pari a 8,3 per mille abitanti e una media dei paesi OCSE pari a 9,1 per mille abitanti.

Il rapporto infermieri/medici è di 1,3 contro 2,5 della media Ocse.

Anche se la struttura per età è più giovane di quella dei medici, è presente il progressivo invecchiamento degli infermieri: allo stato attuale 1 infermiere su 3 ha 45-54 anni e 1 su 4 ha almeno 55 anni.

In sintesi il 58% ha almeno 45 anni.

La domanda di cure e di servizi oftalmici in Italia

Italia: attesa media per una visita oculistica

Italia: le risposte del sistema e dei cittadini

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