sabato, 7 Marzo 2026

“Ascolto sicuro”, alla Asl Oristano percorso strutturato per diagnosi precoce dei disturbi uditivi sui neonati

ORISTANO, 7 MARZO 2026 – Diagnosticare e intervenire tempestivamente sui deficit uditivi nei neonati. È l’obiettivo del progetto “Ascolto sicuro”, un percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale stilato dalla struttura di Otorinolaringoiatria, in collaborazione con quelle di Pediatria e di Risk management, qualità e formazione della Asl 5 di Oristano, per definire in maniera strutturata l’attività di screening uditivo su tutti i nuovi nati al San Martino. Il progetto è stato presentato nei giorni scorsi nell’Aula formazione dell’ospedale San Martino nel convegno promosso in occasione della quinta Giornata nazionale di sensibilizzazione sulle malattie dell’orecchio e i disturbi uditivi.

L’evento è stato aperto dalla direttrice generale della Asl di Oristano Grazia Cattina, che ha sottolineato l’importanza del lavoro di squadra svolto dalle tre Unità Operative, strutture che hanno saputo mettere in rete  competenze e professionalità diverse per definire un Pdta (percorso diagnostico terapeutico e assistenziale) la cui attuazione consentirà di  assicurare percorsi appropriati e, in quanto monitorati, migliorabili.

“Il percorso è articolato su tre livelli – ha spiegato il direttore della Struttura di Otorinolaringoiatria Andrea Melis – Il primo livello è quello dello screening uditivo universale, eseguito al nido della Pediatria su tutti i nuovi nati. Nel caso in cui vengano rilevati fattori di rischio o l’esame richieda un approfondimento, i piccoli pazienti passano al secondo livello, gestito dal reparto di Otorinolaringoiatria: qui vengono effettuati ulteriori accertamenti diagnostici (Abr clinico con ricerca della soglia uditiva) che permettono di stabilire se esiste un deficit uditivo. Se l’esame dà un risultato normale e non sono presenti fattori di rischio, il neonato termina lo screening, se sono presenti fattori di rischio seguirà un programma di sorveglianza audiologica, mentre se il neonato risulta ipoacusico viene inviato al centro di terzo livello dove viene eseguita la conferma diagnostica e programmata la riabilitazione”.

La tempestività della diagnosi, che va effettuata nei primi mesi di vita, è fondamentale: “Secondo la Società Italiana di Pediatria, 4-5 bambini su mille sono affetti da deficit uditivi – ha affermato la direttrice del reparto di Pediatra del San Martino Enrica Paderi –  Prima si identificano le ipoacusie, prima possono essere trattati i pazienti: questo significa un notevole miglioramento nello sviluppo del linguaggio e nelle relazioni sociali dei bambini con deficit uditivi”.

Il progetto “Ascolto sicuro”, che muove ora i suoi primi passi in maniera struttura, sarà monitorato nel tempo, come spiega il direttore della struttura di Risk management, qualità e formazione permanente della Asl 5 Gian Franco Puggioni, così da poterlo, se necessario, potenziare e migliorare.

Preziosa è stata anche la partecipazione dei professionisti delle Aziende Ospedaliere di Cagliari e Sassari, che ospitano i Centri di terzo livello: Laura De Luca, medico della clinica otorinolaringoiatrica di Sassari, ha portato l’esperienza dello screening nella Aou di Sassari, Cristiana Calabrò, responsabile della struttura di Audiologia Infantile dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari, e Cinzia Mariani, docente di Audiologia dell’università di Cagliari, hanno illustrato il lavoro svolto da quella di Cagliari, e Davide Rizzo, specialista e docente di otorinolaringoiatria e audiologia dell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari, ha chiarito come funziona e quando è indicato l’impianto cocleale nei bambini.

In occasione del convegno l’associazione Audientes ha donato un impedenzometro – strumento utile a evidenziare le patologie dell’orecchio medio –  alla struttura di Otorinolaringoiatria oristanese: all’associazione sono andati i ringraziamenti da parte della direzione Asl e del reparto che lo riceverà.

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