Bergamo, 7 marzo 2026 – L’ultimo report del Servizio Epidemiologico Aziendale di ATS Bergamo dedicato ai Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA) restituisce una fotografia chiara: in provincia il fenomeno è in crescita e coinvolge fasce d’età sempre più giovani.
Nel periodo 2019-2023 in provincia di Bergamo sono stati identificati 1.370 soggetti con diagnosi riconducibile ai Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA). Nel quinquennio, la prevalenza periodale è pari a 12,4 casi ogni 10.000 assistiti, indicando una presenza significativa del fenomeno sul territorio. Osservando l’andamento annuale, la prevalenza puntuale mostra una crescita nel tempo, passando da 6,1 casi ogni 10.000 assistiti nel 2019 a 12,4 casi ogni 10.000 nel 2023. Nel complesso, i dati segnalano un fenomeno che tende ad aumentare e che intercetta una quota crescente della popolazione assistita.
L’analisi conferma un profilo epidemiologico definito: la componente femminile è nettamente prevalente e rappresenta l’84,6% dei casi. Tra le diagnosi più frequenti si colloca l’Anoressia Nervosa (6,7 casi ogni 10.000 assistiti nel periodo), seguita dai disturbi NAS (4,8/10.000) e dalla Bulimia Nervosa (2,5/10.000). La quota dei NAS – “non altrimenti specificati” – indica che una parte rilevante dei casi non rientra in modo netto nelle categorie classiche, ma presenta quadri clinici sfumati o in evoluzione, che richiedono comunque attenzione e presa in carico.
Oltre alla crescita dei casi complessivi, il report segnala un andamento significativo anche sul fronte dei nuovi casi. Nel periodo 2019-2023 si registrano 904 nuovi soggetti, con un’incidenza media pari a 16,4 nuovi casi ogni 100.000 assistiti. Il valore più elevato si osserva nel 2021, con 21,2 nuovi casi ogni 100.000 assistiti, seguito da livelli ancora sostenuti nel 2022. Nel 2023 si rileva una riduzione rispetto al picco (15,1), ritornando su valori comparabili rispetto all’inizio del periodo osservato (14,9).
Nel complesso, il trend evidenzia una fase di incremento concentrata nel biennio 2021-2022 e successivamente una parziale stabilizzazione, a conferma di un fenomeno che rimane strutturalmente presente e che richiede continuità negli interventi di prevenzione, individuazione precoce e presa in carico integrata.
Particolarmente rilevante è il dato relativo all’abbassamento dell’età alla diagnosi. Nel 2023 l’età media al primo accesso per tutti i DNA è 22,6 anni, ma la mediana si attesta a 17,7 anni, a conferma del forte coinvolgimento dell’adolescenza. Per l’Anoressia Nervosa, l’età media al primo accesso è scesa da 27,4 anni nel 2019 a 20,8 anni nel 2023, segnalando un esordio sempre più precoce. Un elemento che interpella non solo i Servizi sanitari, ma anche famiglie, scuole e comunità, chiamate a riconoscere tempestivamente i segnali di disagio.
Il report evidenzia inoltre una diffusione omogenea sul territorio provinciale. I disturbi alimentari si confermano quindi una realtà trasversale, che può emergere in qualsiasi contesto.
Dal punto di vista del sistema di cura, l’analisi si basa sull’integrazione di più fonti sanitarie — ricoveri ospedalieri, accessi in pronto soccorso, attività di psichiatria territoriale e neuropsichiatria infantile, specialistica ambulatoriale — evidenziando la complessità del fenomeno e la necessità di una rete multidisciplinare capace di garantire presa in carico precoce, continuità assistenziale e supporto alle famiglie.
“I DNA rappresentano oggi una priorità di salute pubblica per impatto clinico, cronicità e conseguenze psicosociali –evidenzia Francesca Piccinini, Psicologa-Psicoterapeuta e Responsabile dell’Ufficio Salute Mentale e Dipendenze di ATS Bergamo-. Sono tra i problemi di salute più diffusi tra gli adolescenti, ma negli ultimi anni si osserva un esordio sempre più precoce e una presenza significativa anche in età adulta: forme altrettanto gravi e invalidanti, spesso sottostimate e meno riconosciute, talvolta ostacolate da stereotipi e stigma che ritardano la richiesta di aiuto e l’accesso alle cure.”
In questo contesto, la provincia di Bergamo ha costruito una risposta strutturata e integrata, fondata sulla collaborazione sinergica tra ATS Bergamo, ASST Papa Giovanni XXIII, ASST Bergamo Est, ASST Bergamo Ovest e Casa di Cura Beato Palazzolo, all’interno di una governance condivisa che integra competenze cliniche, epidemiologiche e organizzative.
Le équipe multidisciplinari stanno rafforzando una strategia che unisce prevenzione, diagnosi, cura e monitoraggio e hanno definito percorsi diagnostico-riabilitativi evidence-based, inseriti in una filiera di servizi modulata per livello di intensità, dall’ambulatoriale agli interventi specialistici complessi.
L’obiettivo è garantire alle persone con DNA e alle loro famiglie precocità diagnostica, omogeneità di presa in carico, continuità assistenziale, equità di accesso e qualità delle cure, secondo un modello interdisciplinare e multiprofessionale.
Il monitoraggio epidemiologico sostiene la programmazione territoriale anche alla luce dell’ampliamento dello spettro clinico: accanto ad anoressia (rifiuto ostinato di nutrirsi), bulimia (abbuffate seguite da senso di colpa e compensi) e binge eating, emergono nuove manifestazioni come vigoressia (idea distorta di vedersi troppo magri e poco muscolosi), drunkoressia (grave abuso di bevande alcoliche alternate a digiuno), ortoressia (ossessione maniacale per i cibi puri) e pregoressia (donne in gravidanza che si sottopongono a diete restrittive), che richiedono competenze sempre più specifiche e aggiornamento continuo degli operatori.
Nell’ambito della Settimana regionale del “Fiocchetto Lilla” sono stati organizzati eventi provinciali rivolti a cittadinanza, scuole, associazioni sportive e operatori sanitari. Tra gli appuntamenti principali:
- 11 marzo 2026 – Videoconferenza “Le cure primarie e gli operatori sanitari di fronte ai Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione” – presentazione della rete dei servizi e del PDTA regionale.
- 11 marzo 2026 – Videoconferenza “La relazione tra Servizi e Scuola nella gestione dei DNA. Osservare, ascoltare, collaborare” – indicazioni operative per il mondo scolastico.
- 9 e 11 marzo 2026 – Incontri nel contesto sportivo agonistico “La relazione tra Servizi e Staff e genitori di Atalanta Educational nella gestione dei DNA”.
Ulteriori iniziative locali saranno dedicate alla popolazione generale, con l’obiettivo di promuovere consapevolezza e favorire l’intercettazione precoce dei segnali di disagio.
“La Settimana Lilla non è solo un momento simbolico: è un richiamo concreto alla responsabilità collettiva –commenta Massimo Giupponi, Direttore Generale dell’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo-. I DNA non sono una fragilità individuale, ma un tema di Salute pubblica che riguarda l’intera comunità. Prevenzione, informazione, diagnosi precoce e integrazione dei servizi sono i pilastri di un impegno che il territorio bergamasco rinnova con determinazione, mettendo al centro persone e famiglie.”
L’ASST Papa Giovanni XXIII ha una rete di servizi attivi, modulati per rispondere alle diverse necessità in base alla gravità delle condizioni del paziente. L’accesso per le cure fin dai primi esordi dei Disturbi del Comportamento Alimentare è l’ambulatorio specialistico integrato, con sede attualmenteal Matteo Rota di Bergamo in via Garibaldi 13. Possono accedere all’ambulatorio giovani dai 14 ai 17 anni, con esordi di disturbi quali anoressia, bulimia, disturbo dell’alimentazione incontrollato, residenti in uno dei comuni di competenza dell’ASST Papa Giovanni XXIII per la Neuropsichiatria Infantile e adulti dai 18 ai 24 anni, residenti in uno dei comuni di competenza per la Psichiatria. Il ragazzo o la ragazza possono essere inviati dal medico curante, dal pediatra o da altri servizi territoriali oppure presentarsi in autonomia. L’accesso è semplificato, con prenotazione telefonica al numero 035.2278626 (attivo da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 13.30) o scrivendo a mezzo mail a: ambulatorio.dna@asst-pg23.it.
La particolarità di questo servizio è il fatto di rivolgersi sia ad adolescenti sia a giovani adulti, grazie a un percorso di cura multidisciplinare e integrato tra Psichiatria e Neuropsichiatria infantile. È inoltre attivo, sempre al Matteo Rota, l’ambulatorio dedicato ai Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione per i pazienti già in carico in Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (NPIA) per diagnosi anche in comorbidità che spaziano dai disturbi del neurosviluppo, ai disturbi del comportamento e dell’umore. I pazienti minori di 14 anni afferiscono alla NPIA territoriale attraverso triage dedicato. Per fissare un appuntamento è possibile telefonare lunedì dalle ore 9 alle 12 e mercoledì dalle ore 14 alle 16 al numero 035.2676650 oppure presentarsi di persona negli stessi giorni e orari oppure scrivere una mail a npi.primavisita@asst-pg23.it.
Su valutazione dell’équipe multidisciplinare – composta da psichiatra, neuropsichiatra infantile, psicologo, nutrizionista, internista e tecnico della riabilitazione psichiatrica – è possibile in base alla gravità del disturbo, il ricovero all’Ospedale Papa Giovanni XXIII in Day Hospital, in Psichiatria per i giovani adulti o in Pediatria per gli adolescenti. Per le situazioni acute che richiedono un trattamento intensivo, c’è la disponibilità di due posti letto dedicati in Medicina interna per gli adulti e di due posti letto in Pediatria per un periodo di ricovero ospedaliero ordinario.
“I nostri servizi territoriali ed ospedalieri offrono un modello integrato e multidisciplinare per coprire le varie fasce di età dei giovani pazienti interessati da questi disturbi, garantendo continuità dei percorsi nelle varie fasi di sviluppo, modularità di intervento nelle varie fasi di malattia e sostegno psicologico anche per i familiari – dichiara Francesco Locati, Direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII –. Per offrire una risposta in nuovi spazi adeguati, stiamo ultimando i lavori della Casa degli Adolescenti in Borgo Palazzo, che sarà operativa nel secondo semestre dell’anno. Il nostro lavoro è in rete con altri servizi provinciali per i ricoveri riabilitativi, le bulimie e le obesità. Con l’Università degli Studi di Bergamo collaboriamo al corso di perfezionamento rivolto agli specialisti (giunto alla seconda edizione) per il trattamento e la cura di questi disturbi, sottolineando, oltre agli aspetti clinici, gli aspetti relazionali, di sviluppo, familiari e sociali”.