giovedì, 5 Marzo 2026

Vent’anni di Chirurgia Senologica a Forlì. 8 marzo tributo alle donne e a chi le cura

L’8 marzo ricorre il ventesimo anniversario dell’istituzione della Struttura complessa di Chirurgia Senologica di Forlì, un progetto nato dalla lungimirante visione del professor Dino Amadori, guidato all’origine dal dottor Secondo Folli e ad oggi dalla dottoressa Annalisa Curcio, che hanno saputo trasformare un’idea in una realtà d’eccellenza riconosciuta a livello nazionale.

“Celebrare questo traguardo – dichiara la dottoressa Curcio – proprio nel giorno della Festa della donna, non è solo una coincidenza simbolica, ma la testimonianza di un impegno concreto nel porre al centro dell’interesse e dell’attenzione la donna nella sua interezza.”

“Il tumore della mammella – spiega –  è la neoplasia che colpisce più frequentemente il sesso femminile con un’incidenza di circa 55.000 nuovi casi all’anno in Italia. Una diagnosi che ha un impatto significativo su aspetti essenziali della vita delle donne come la maternità, l’essenza della femminilità, la relazione con il proprio corpo e la vita di relazione.

La Chirurgia senologica a Forlì è stata inaugurata l’8 marzo 2006 e oggi, grazie al recente progetto di umanizzazione degli spazi di cura, rappresenta non solo un reparto ospedaliero, ma un luogo di accoglienza, ascolto e cura delle donne affette da tumore della mammella. 

Nel 2018 la Chirurgia senologica di Forlì è stata interessata da un’importante riorganizzazione aziendale diventando il fulcro di un’integrazione che oggi abbraccia anche Ravenna, Faenza e Cesena. È stato così consolidato un modello organizzativo basato sull’omogeneizzazione dei percorsi di cura e delle tecniche chirurgiche garantendo ad ogni paziente lo stesso standard qualitativo su tutto il territorio.Questa integrazione ha favorito un incremento significativo dell’attività chirurgica: nel 2025 nella UOC di Chirurgia Senologica Forlì-Cesena-Ravenna sono stati eseguiti oltre 1500 interventi chirurgici, di cui  1018 interventi oncologici (dati PNE 2024), oltre 600 a Forlì-Cesena  e circa 400 a Ravenna-Faenza”

“In questi anni  – prosegue – abbiamo tradotto nella pratica clinica l’evoluzione concettuale della chirurgia mammaria, orientata sempre più verso la “descalation terapeutica e, nella nostra Unità Operativa, circa il 70% delle pazienti operate viene sottoposta a trattamenti chirurgici conservativi o di oncoplastica, in linea con gli indicatori di esito nazionali. 

L’attenzione al risultato cosmetico e al recupero dell’integrità corporea rappresentano cardini fondamentali del nostro approccio chirurgico. L’importanza attribuita al benessere psico-fisico e alla qualità di vita non sono aspetti secondari ma parte integrante della cura.  Per questo il 75% delle pazienti che subisce un intervento demolitivo (mastectomia) viene sottoposta a ricostruzione immediata con tecniche ricostruttive personalizzate in relazione alle caratteristiche cliniche e individuali con la possibilità di completare il risultato ricostruttivo mediante la dermopigmentazione del complesso areola-capezzolo, integrando in modo armonico estetica e sicurezza oncologica. L’introduzione di nuove tecnologie come la mastectomia mini-invasiva/endoscopica, introdotta quest’anno, rappresenta un ulteriore passo avanti verso trattamenti innovativi e attenti alla persona.”

Nella piena consapevolezza dell’impatto che ha avuto la ricerca clinica nell’ambito del trattamento del tumore della mammella, soprattutto negli ultimi decenni, L’Unità Operativa di Chirurgia senologica collabora con l’IRST-IRCCS di Meldola nella attività di ricerca clinica, partecipando a studi clinici multicentrici nazionali e internazionali. Inoltre è centro di riferimento nazionale per la formazione dei chirurghi senologi per la Scuola nazionale ACOI e per il Master universitario di Chirurgia senologica e ricostruttiva.

“Il nostro approccio – conclude la dottoressa Curcio –  è basato sul principio della chirurgia come parte integrante di un mosaico terapeutico più ampio e complesso, in cui le scelte terapeutiche pongono al centro la persona e non solo la malattia. Grazie alla gestione multidisciplinare che ne deriva vengono garantiti i risultati oncologici – in termini di sopravvivenza – e la migliore qualità di cura. Festeggiamo, oggi, un traguardo che parla di storie intrecciate, percorsi complessi e di battaglie vinte grazie alla dedizione, umanità e competenza di un gruppo di professionisti sanitari – medici, infermiere, Operatori Socio Sanitari, fisioterapiste che, ogni giorno, lavorando con grande passione, hanno reso possibile il raggiungimento di questo obiettivo. 

Un ringraziamento speciale va pertanto rivolto a tutto il personale sanitario dell’Unità Operativa, a tutti i professionisti del gruppo multidisciplinare dei Centri di Senologia coordinato dal Dott Fabio Falcini (i radiologi della Prevenzione Oncologica, gli oncologici, i patologi, i radioterapisti, le genetiste, i medici nucleari, le infermiere case manager,  i data manager), alle associazioni di volontariato (IOR, LILT e Prevenzione Donna) che, condividendo questa visione comune, quotidianamente accoglie, accompagna e sostiene le donne in questo percorso che non è mai solo clinico ma coinvolge in modo profondo la sfera personale.”

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