Cultura del dono e rete trapiantologica, i temi del convegno promosso da Asp di Catania e Fondazione Banca degli Occhi. Oltre 450 studenti presenti insieme a 60 familiari dei donatori. In primo piano la presentazione del nuovo Centro di conservazione dei tessuti oculari di Caltagirone, istituito in collaborazione con la Fondazione Banca degli Occhi.
CALTAGIRONE – Oltre 450 giovani degli Istituti superiori di Caltagirone, accompagnati dai docenti e dai dirigenti scolastici, hanno partecipato questa mattina, all’Auditorium dell’Istituto “Maria Ausiliatrice”, al convegno “Il dono delle cornee per restituire la vista”.
Due gli obiettivi dell’iniziativa, promossa dall’Asp di Catania e dalla Fondazione Banca degli Occhi: diffondere la cultura della donazione tra i giovani e presentare il nuovo Centro di conservazione dei tessuti oculari d’urgenza presso l’Ospedale di Caltagirone, presidio strategico per il territorio e per la rete trapiantologica nazionale, nato dall’intesa tra Asp e Fondazione.
Sinergia istituzionale per un presidio strategico
Ad aprire i lavori sono stati Giuseppe Laganga Senzio, direttore generale dell’Asp di Catania; Diego Ponzin, presidente della Fondazione Banca degli Occhi; e Salvatore Sileci, direttore dell’UOC di Oculistica dell’Ospedale “Gravina” di Caltagirone.
«È una giornata importante per l’Asp di Catania – ha dichiarato Laganga Senzio – perché unisce la promozione della cultura del dono alla presentazione del Centro di conservazione dei tessuti oculari d’urgenza, realizzato grazie alla collaborazione con la Fondazione Banca degli Occhi. Un progetto che rende Caltagirone un punto di riferimento regionale per la conservazione delle cornee e valorizza le competenze dell’Ospedale e dell’UOC di Oculistica. La Fondazione ha creduto nel nostro modello organizzativo e continua a credere nelle professionalità qui presenti».
«Con questo convegno – ha aggiunto Ponzin – vogliamo celebrare e rilanciare due messaggi fondamentali. Da un lato, evidenziare la forte sinergia tra l’Asp di Catania e la Fondazione Banca degli Occhi, che ha permesso di costruire in questo territorio una rete efficace per la donazione dei tessuti oculari, in particolare della cornea, a vantaggio dei pazienti della Regione Sicilia. Dall’altro, inaugurare il primo Centro di conservazione dei tessuti oculari dedicato alla chirurgia d’urgenza, garantendo la disponibilità immediata dei tessuti per i pazienti che necessitano di interventi tempestivi».
Sono seguiti i saluti istituzionali dell’assessore Claudio Lo Monaco, in rappresentanza del sindaco di Caltagirone Fabio Roccuzzo; di don Salvatore De Pasquale, vicario generale della Diocesi di Caltagirone, che ha portato il saluto del vescovo mons. Calogero Peri; e di Giacomo Scalzo, dirigente generale del Dasoe (Dipartimento Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico) dell’Assessorato della Salute della Regione Siciliana.
Intervenuti anche i deputati regionali Luisa Lantieri e Giuseppe Lombardo. All’incontro erano presenti inoltre i sindaci del Calatino, numerosi direttori delle Aziende sanitarie e ospedaliere della Sicilia orientale, professionisti e specialisti del settore, i direttori dei Dipartimenti aziendali, i direttori delle Unità Operative dell’Ospedale “Gravina”, con i direttori sanitario e amministrativo del Presidio, Salvatore Bonfante e Giampaolo Runza.
Il Centro di Caltagirone, nuovo riferimento regionale
«La scelta di istituire a Caltagirone il Centro per la conservazione dei tessuti corneali – ha sottolineato Scalzo – riconosce la qualità del lavoro svolto dall’Ospedale, oggi punto di riferimento regionale. È un modello di sanità che garantisce equità di accesso, risposte tempestive e un forte valore culturale: promuovere la donazione significa educare alla solidarietà, soprattutto coinvolgendo le giovani generazioni».
La seconda parte del convegno è stata dedicata agli aspetti scientifici e organizzativi della donazione, con particolare attenzione ai percorsi clinici e assistenziali. Di forte impatto le testimonianze dei familiari di donatori e dei pazienti trapiantati: oltre 60 familiari presenti hanno reso concreto il significato di un gesto capace di restituire la vista e cambiare la vita, coinvolgendo profondamente i giovani.
«Negli ultimi anni – ha spiegato Sileci – il territorio ha risposto positivamente alla promozione della donazione delle cornee, con un costante aumento dei prelievi. La nascita del Centro è il risultato di questo impegno condiviso. Un ringraziamento va alle famiglie dei donatori e ai giovani, perché educare alla solidarietà significa investire nel futuro».
«Il ruolo dell’hospice – ha evidenziato Dora Mazzarino, responsabile dell’Hospice “G.B. Fanales” di Caltagirone – è centrale nel percorso della donazione. Donare è un gesto di profondo altruismo che può trasformare il buio in luce, offrendo a un’altra persona una nuova possibilità di vita».
Sono stati quindi approfonditi i processi di prelievo e conservazione, le moderne tecniche di trapianto di cornea e il ruolo del Centro di Caltagirone all’interno della rete trapiantologica regionale.
«Si tratta del primo centro di questo genere in Italia – ha spiegato Davide Camposampiero, direttore della struttura della Banca degli Occhi -. Qui vengono conservati i tessuti necessari alla gestione delle emergenze oftalmologiche per l’intera Sicilia, pronti per essere utilizzati in tempi rapidi».
«Le cornee – ha aggiunto Ilaria Zorzi, direttore della Medicina della donazione della Fondazione – seguono un percorso rigoroso di controlli clinici e di laboratorio per garantire qualità e sicurezza, prima di essere inviate ai centri trapianto».
Il dialogo con gli studenti
Il confronto con gli studenti è proseguito con gli interventi di Giorgio Giovanni Battaglia, coordinatore del Centro regionale trapianti, e di Caterina Gagliano, docente di Oftalmologia dell’Università degli Studi di Enna “Kore”. È intervenuta inoltre Silvia Feccia, presidente regionale AIDO. A moderare i lavori Titti Metrico.
A concludere la mattinata è stato il direttore sanitario dell’Asp di Catania Giovanni Francesco Di Fede. «Questo convegno – ha sottolineato – non è solo un momento di sensibilizzazione, ma segna l’avvio pieno di un presidio operativo di grande valore per il territorio e per l’intera rete trapiantologica regionale. Il Centro di conservazione dei tessuti oculari d’urgenza di Caltagirone è oggi una realtà concreta, già inserita nei percorsi assistenziali e pronta a garantire risposte tempestive ai pazienti che necessitano di interventi immediati».
Con l’attivazione del Centro, Caltagirone rafforza il proprio ruolo nella rete regionale dei trapianti, coniugando organizzazione, competenze professionali e una crescente cultura della donazione, promossa anche attraverso il coinvolgimento diretto delle nuove generazioni.