Un investimento strutturale e tecnologico che rafforza la capacità di risposta del sistema sanitario pubblico. Con l’attivazione della nuova Medicina d’Urgenza e dei 10 posti letto di Terapia Sub Intensiva presso l’Ospedale Sant’Eugenio, ASL Roma 2 consolida il proprio impegno nel garantire un’assistenza completa, a partire dalla rete dell’emergenza/urgenza
Alla presenza del Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, il Direttore Generale della ASL Roma 2, Francesco Amato, ha inaugurato il nuovo reparto di Medicina d’urgenza dell’Ospedale Sant’Eugenio di Roma.
SI tratta di un altro importante passo verso il totale rinnovamento della Rete dell’Emergenza/urgenza iniziato pochi mesi fa con la nuova terapia intensiva dell’ospedale, e che si concluderà a breve con la ristrutturazione del Pronto Soccorso e la radiologia interventistica.
Un nuovo reparto che guarda non solo le migliorie tecnologiche e nuove apparecchiature, ma contempla anche l’umanizzazione dell’intero reparto grazie ad accorgimenti come l’accoglienza dei pazienti nella sua complessità con luce, colori e materiali che sono stati scelti per ridurre lo stress percepito da pazienti, visitatori ed operatori, contribuendo a creare un ambiente di cura più accogliente e riconoscibile, nel pieno rispetto dei requisiti igienico sanitari per aumentare anche dal punto di vista psicologico la qualità percepita, già alta grazie alla qualità dell’assistenza sanitaria offerta.
Per il direttore generale, Francesco Amato, non si tratta quindi solo di una ristrutturazione, ma di una vera e propria “trasformazione profonda” orientata all’intensità di cura.
L’intervento, realizzato nell’ambito del Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera per l’emergenza COVID 19 ai sensi dell’articolo 2 del Decreto Legge 34 del 2020, ha comportato la riconversione funzionale di un intero reparto, con un profondo adeguamento impiantistico e tecnologico. Su un’area di circa 550 metri quadrati sono stati mantenuti 20 posti letto complessivi, di cui 10 destinati alla Terapia Sub Intensiva e 10 alla degenza ordinaria evoluta, in un contesto ambientale uniformato ai più elevati standard di sicurezza.
La nuova configurazione consente una gestione flessibile degli spazi e una rapida rimodulazione dell’assetto assistenziale in base alle esigenze cliniche, elemento decisivo per affrontare situazioni di emergenza e per garantire continuità nella presa in carico dei pazienti più fragili. In questo modo l’Azienda rafforza il presidio ospedaliero, in coerenza con il potenziamento già avviato sul territorio, offrendo un’assistenza a tutto tondo che accompagna il cittadino lungo l’intero percorso di cura.
Particolare rilievo assumono le innovazioni tecnologiche introdotte. L’impianto di aereazione in uso è stato completamente sostituito con una nuova Unità di Trattamento Aria capace di garantire almeno sei ricambi orari in ogni stanza di degenza, dotata di filtrazione assoluta HEPA H14 in immissione ed espulsione, un sistema in grado funzionare anche a ‘pressione negativa’ indispensabile nel caso di un aumento di agenti esterni come possono esserci in caso di una nuova pandemia. Questo sistema assicura quindi un controllo avanzato della carica microbica, aumentando la protezione dei pazienti critici e migliorando la sicurezza complessiva degli ambienti.
L’infrastruttura elettrica è stata integralmente rifatta e, nelle stanze di Sub Intensiva, sono stati installati trasformatori di isolamento e nuovi sistemi di controllo dell’isolamento. Ciò rende possibile l’esecuzione di pratiche cliniche ad alta complessità in condizioni di massima sicurezza, con un beneficio diretto per i pazienti che necessitano di monitoraggio continuo e trattamenti intensivi.
Anche la rete dei gas medicali è stata potenziata e ridimensionata, con particolare attenzione ai sistemi di distribuzione dell’ossigeno e dell’aria compressa. Questo adeguamento garantisce continuità nell’erogazione delle prestazioni e maggiore affidabilità nei momenti di maggiore pressione assistenziale, offrendo un supporto fondamentale nella gestione delle condizioni cliniche più delicate.
Soddisfatto il Presidente della Regione, Francesco Rocca, che ha ringraziato non solo il Direttore Generale e l’equipe sanitaria guidata dal direttore della UOC medicina d’Urgenza e Pronto Soccorso Enrico Mirante per l’assistenza sanitaria, ma anche tutto il personale Tecnico per la realizzazione di un reparto come questo, che consente all’Ospedale Sant’Eugenio di avere una centralità nel territorio, storicamente un punto di riferimento per la città. La qualità di questo Ospedale non può essere messa in discussione.
Con questa inaugurazione, ASL Roma 2 dimostra concretamente che il rafforzamento della sanità pubblica passa sia dal potenziamento territoriale sia da un deciso investimento sul fronte ospedaliero. La mission aziendale di non lasciare nessuno indietro trova qui una realizzazione tangibile: una struttura moderna, sicura e tecnologicamente avanzata, capace di rispondere con efficacia alle emergenze e di garantire continuità assistenziale anche nelle situazioni di maggiore fragilità, a tutela dell’intera comunità.