La Breast Unit del Policlinico di Catania guidata da Marco Furci aggiunge un nuovo, importante tassello nell’innovazione terapeutica del carcinoma mammario.
Dopo l’avvio del programma di Mastectomia endoscopica da appena sei mesi e con ottimi risultati, nei giorni scorsi è stata eseguita, anche in questo caso con successo, la prima procedura di crioablazione del tumore al seno. Il Centro dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico “Rodolico – San Marco” è tra i primissimi in Italia ad adottare questa tecnica mini-invasiva in ambito senologico.
La procedura di crioablazione consente, in casi selezionati, di trattare il carcinoma mammario evitando l’intervento chirurgico tradizionale. In anestesia locale e sotto guida ecografica, una sottile “criosonda” viene inserita attraverso la cute nel nodulo tumorale, con modalità simile a una comune agobiopsia. Il rilascio di azoto liquido genera una “palla di ghiaccio” che congela e distrugge le cellule neoplastiche. Le indicazioni sono attualmente limitate a tumori unifocali di piccole dimensioni (entro 10-15 mm), con caratteristiche istologiche a basso rischio (tumori “luminal A”) e in assenza di metastasi linfonodali.
Proprio su questa tipologia di casi è stato progettato uno studio clinico della Breast Unit del Policlinico di Catania.
La procedura pilota è stata eseguita su una donna di 71 anni, affetta da carcinoma mammario unifocale di 10 mm e ad alto rischio chirurgico per la presenza di altre gravi patologie. Il team multidisciplinare, composto oltre che da chirurghi senologi, anche da anatomopatologi, radiologi e radiologi interventisti, radio-oncologi, oncologi, medici nucleari, genetisti e psico-oncologi, acquisito il consenso informato, ha optato per questa nuova opzione terapeutica, anche alla luce di recenti studi internazionali che hanno confermato la capacità di questa tecnica percutanea di ottenere un controllo locale paragonabile alla chirurgia, con un migliore risultato cosmetico, minori complicanze e costi estremamente contenuti.
“La crioablazione – spiega il dottore Furci- può rappresentare una valida alternativa nelle pazienti “unfit”, non idonee per la chirurgia, con tumori dalle caratteristiche ben definite. Il nostro obiettivo è offrire terapie sempre più personalizzate, cucite sul singolo tumore e sulla singola paziente”,
“La nostra Azienda –sottolinea il direttore generale Giorgio Giulio Santonocito- conferma il proprio ruolo di riferimento nell’ambito della senologia e delle cure personalizzate. Il nostro obiettivo è quello di porre al centro la paziente, la sua sicurezza, la sua qualità di vita e le sue esigenze. La nostra vocazione alla ricerca e all’innovazione, in quanto azienda ospedaliero universitaria, ci consente di migliorare le cure con tecnologie sempre meno invasive e di rafforzare il ruolo centrale nel panorama sanitario regionale, anche per i trattamenti del tumore della mammella”.
L’intervento è durato meno di un’ora e la paziente è rientrata a casa nella stessa giornata.