martedì, 17 Febbraio 2026

LEP, Nicita (Pd): Calderoli vuole un altro no dalla Corte?

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“Il ministro Calderoli si comporta come un innamorato che non accetta di non essere corrisposto. Insiste, ma per avere solo un altro ‘No’. La Corte Costituzionale ha detto no con la sentenza 192 del 2024, in modo chiaro e articolato. Ma lui insiste, convinto che prima o poi la Consulta ceda. Non cederà, e nel frattempo si perde tempo prezioso che potrebbe essere dedicato a ridurre davvero i divari tra Nord e Sud”. Così il senatore Antonio Nicita, vicepresidente del Gruppo Pd, intervenuto oggi in Commissione Affari Costituzionali nell’esame del DDL delega n. 1623 sui Livelli Essenziali delle Prestazioni.

Nicita ha puntato il dito sulla clausola di invarianza finanziaria: “La Corte è stata esplicita: i LEP generano un diritto all’adeguato finanziamento, non possono essere determinati a costo zero. Eppure questo DDL prevede esattamente ciò. È una contraddizione che non si può mascherare con formule tecniche”. Il senatore ha poi criticato la scelta di ancorare i LEP esclusivamente all’autonomia differenziata, ignorando altri settori in cui divari territoriali sono drammatici.

“I LEP sono un presidio dell’eguaglianza sostanziale sancita dall’articolo 3 della Costituzione, non un propedeutico alla secessione dei ricchi. Non siamo di fronte a un adempimento della sentenza della Corte, ma a un tentativo di aggirarla, Calderoli può insistere quanto vuole, ma l’amore non corrisposto non si trasformerà in legge costituzionalmente legittima”, ha concluso Nicita.

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