Siracusa 12.2.2026 – L’Asp di Siracusa ha completato l’analisi dei flussi relativi alle performance ospedaliere e ai livelli di servizio territoriale del 2025. Il monitoraggio, basato sugli indicatori del Programma Nazionale Esiti (PNE) e sugli obiettivi di salute regionali, riflette il consolidamento di standard operativi nei presidi della provincia e definisce le linee di intervento per l’ottimizzazione dei percorsi assistenziali.
In ambito chirurgico, i dati confermano l’efficacia dei percorsi dedicati all’area traumatologica e addominale. Nei presidi di Siracusa, Avola/Noto e Lentini, la gestione delle fratture del collo del femore nei pazienti over 65 ha garantito l’intervento entro le 48 ore nella totalità dei casi trattati. Risultati analoghi si registrano per la colecistectomia laparoscopica, dove la degenza post-operatoria si mantiene sotto i tre giorni nel 96,5% degli interventi, a conferma di un modello organizzativo orientato alla rapida ripresa del paziente.
Sul fronte delle emergenze cardio e cerebrovascolari, la rete aziendale assicura la tempestività delle cure tempo-dipendenti. Nell’ospedale Umberto I di Siracusa e nel presidio ospedaliero di Augusta, così come nelle altre strutture della rete, l’accesso all’angioplastica coronarica per l’infarto miocardico acuto (STEMI) viene garantito secondo le tempistiche standard. Parallelamente, l’Azienda ha programmato un potenziamento dei percorsi diagnostico-terapeutici per l’ictus ischemico, volto a ottimizzare ulteriormente la gestione clinica e gli esiti a breve termine.
Per quanto riguarda l’area perinatale, a fronte del pieno rispetto degli standard di sicurezza in tutti i punti nascita (Siracusa, Avola e Lentini), l’obiettivo dell’Azienda è il progressivo allineamento dei tassi di cesarei primari, in particolare per il presidio di Siracusa, ai parametri nazionali, attraverso il costante monitoraggio dell’appropriatezza clinica, il supporto alle buone pratiche ostetriche e l’avvio di specifiche azioni di miglioramento per favorire il parto naturale.
Un capitolo centrale è rappresentato dalle attività ambulatoriali. Nel corso dell’anno sono state erogate oltre 172.000 prestazioni di primo accesso, superando gli obiettivi programmati e garantendo la massima aderenza alle indicazioni regionali sulle liste d’attesa. Tale impegno è supportato dal pieno funzionamento delle agende dedicate ai Percorsi diagnostico terapeutici assistenziali, che permettono una presa in carico strutturata dei pazienti cronici e oncologici.
Sul piano dell’emergenza-urgenza, il monitoraggio evidenzia che l’88,8% degli accessi in Pronto Soccorso viene gestito entro le soglie temporali previste, con una drastica riduzione del fenomeno del boarding riuscendo, cioè, a garantire un passaggio quasi immediato dal Pronto Soccorso al reparto di degenza appropriato alle sue patologie, senza attese improprie per il paziente. Questo risultato si inserisce in una strategia più ampia che comprende il rafforzamento della medicina preventiva, l’incremento delle attività di screening oncologico e il completamento dei processi di digitalizzazione sanitaria, necessari a garantire una continuità assistenziale sempre più efficace tra ospedale e territorio.