“I dati diffusi oggi dall’AIOM confermano che anche l’oncologia italiana soffre della stessa patologia del Servizio sanitario nazionale: sottofinanziamento, disparità regionali, mancanza di riforme e di controlli efficaci”. Lo scrive in una nota Beatrice Lorenzin, vicepresidente dei senatori Pd, in occasione della Giornata mondiale contro il cancro.
“Nel 2025 in Italia sono stati stimati circa 390mila nuovi casi di tumore. Un numero enorme, a fronte del quale l’oncologia pubblica fatica a dare le giuste risposte a tutti e in modo uniforme sul territorio nazionale, a partire dalla prevenzione e diagnostica precoce fino all’accesso delle terapie più innovative, che grazie alla ricerca oggi permettono risultati impensabili fino a pochi anni fa. Ancora oggi, dopo anni, nel 30% dei centri manca l’assistenza domiciliare oncologica, il 52% delle strutture è privo di coordinatori per la ricerca clinica e il supporto psicologico e nutrizionale è insufficiente e trattato come un’opzione, proprio mentre cresce il numero delle persone che convivono a lungo con una diagnosi di tumore”, prosegue Lorenzin.
“Preoccupano inoltre i dati sul burnout degli oncologi e il tempo che la burocrazia toglie alla relazione con i pazienti, così come il crescente peso scaricato su famiglie e caregiver, ancora privi di un adeguato riconoscimento strutturale”, aggiunge la senatrice dem.
“Serve una scelta politica chiara che punti al rafforzamento dell’oncologia pubblica, investendo sul personale sanitario, completando le reti oncologiche regionali e riducendo proprio la burocrazia. Abbiamo l’occasione dei Lea: da rinnovare e integrare con screening, prevenzione e genomica, che le società scientifiche ci chiedono. Non è sopportabile pensare di non offrire in modo equo e uniforme ai nostri cittadini l’opportunità di poter essere curati e sperare nell’aumento della sopravvivenza ai tumori, che è una grande conquista della scienza, che dobbiamo poter garantire alla popolazione”, conclude Lorenzin.