Storico traguardo per il programma di riabilitazione cardiovascolare dell’ULSS 7 Pedemontana che rappresenta un modello di riferimento a livello regionale e nazionale
È stato preso in carico nei giorni scorsi dal servizio di Cardioaction dell’ULSS 7 Pedemontana il 5.000° paziente. Un traguardo storico per l’attività riabilitativa cardiovascolare ambulatoriale svolta presso il Centro Sanitario Polifunzionale Boldrini a Thiene e coordinata dal dott. Sergio Cozzi, cardiologo in servizio all’ospedale di Santorso e responsabile del progetto.
Il servizio prevede un percorso di presa in carico di tipo ambulatoriale di pazienti che hanno avuto un infarto o altro evento cardiovascolare acuto: il programma di attività è particolarmente completo, in quanto prevede una serie di incontri educativi con dietologi, infermieri esperti in cardiologia e psicologi, sedute di fisioterapia, oltre al monitoraggio dei pazienti per una adeguata aderenza terapeutica e la correzione di eventuali fattori di rischio di recidive.
«Si tratta di un’attività di riabilitazione sì ambulatoriale, ma altamente specialistica – sottolinea il Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana Carlo Bramezza – pensata per quei pazienti cardiovascolari che dopo il ricovero per l’evento acuto possono rientrare in sicurezza a domicilio, ma necessitano comunque di un periodo di riabilitazione ed educazione alla salute. In questa prospettiva, il programma Cardioaction svolto al Boldrini è complementare rispetto alla Cardiologia Riabilitativa di Asiago e in questo comodo come Azienda socio-sanitaria possiamo offrire ai pazienti diverse opzioni per la riabilitazione cardiovascolare, con le modalità più idonee per le condizioni di ciascuno. L’arruolamento del 5.000° paziente testimonia la grande esperienza raggiunto dall’équipe della Cardioaction, che fin dall’inizio è stata e continua a essere un modello di riferimento a livello regionale e nazionale».
«Il progetto Cardioaction è stato avviato nell’allora ospedale di Thiene ancora nel 2003 – ricorda il dott. Cozzi – e per l’epoca era molto innovativo, tanto da essere stato presentano in uno dei più importanti congressi europei di Cardiologia ed essere pubblicato su Lancet, la rivista di Cardiologia più prestigiosa a livello internazionale. Nell’ultimo anno e mezzo l’attività è stata ulteriormente potenziata e oggi possiamo celebrare il raggiungimento dei 5 mila pazienti assistiti. Molti di loro tra l’altro, facendo propri gli insegnamenti ricevuti durante il nostro programma riabilitativo, sono diventati essi stessi promotori di uno stile di vita sano e parte attiva di numerose iniziative di prevenzione, animando l’attività dell’Associazione Amici del Cuore Altovicentino che collabora strettamente con la Cardiologia dell’ospedale di Santorso. Sicuramente avere raggiunto questo traguardo è motivo di grande soddisfazione, ma più che al passato vogliamo guardare al futuro, perché l’obiettivo è intercettare e assistere un numero sempre maggiore di pazienti».
Questo sarà possibile da una parte seguendo i pazienti anche a domicilio, dall’altra estendendo l’attività anche con il coinvolgimento di altre strutture nel territorio.
«Per quanto riguarda il primo aspetto – spiega ancora il dott. Cozzi – intendiamo utilizzare gli strumenti della telemedicina per seguire anche quei pazienti che, per motivi logistici e lavorativi, faticherebbero a venire al Boldrini ma potrebbero, con l’aiuto di care-giver adeguatamente formati, eseguire l’attività riabilitativa monitorata a domicilio. Parallelamente, poiché numerosi pazienti chiedono di poter continuare ad essere seguiti nell’attività fisico-riabilitativa anche dopo il periodo standard di due mesi, in collaborazione con il corso di laurea in Fisioterapia dell’Università di Padova con sede a Schio, abbiamo preso contatto una struttura residenziale presente nel territorio per offrire la possibilità di continuare l’attività anche in altre sedi, sempre sotto la supervisione di fisioterapisti specializzati e adeguatamente formati nella riabilitazione cardiovascolare, e un analogo percorso potrà essere esteso anche alle strutture accreditate come “palestre della Salute” presenti nel territorio».
Intanto l’esperienza del programma Cardioaction dell’ULSS 7 Pedemontana continua a essere un modello di riferimento: i dati sull’attività e la loro analisi saranno presentanti in occasione del prossimo congresso nazionale di ANMCO – Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri, in programma nel mese di maggio.
Il 5.000° paziente
Salvato dal defibrillatore in azienda e dalla formazione del personale
Il paziente numero 5.000 è arrivato al servizio Cardioaction con una storia particolare. Si tratta di un camionista che ha avuto una sincope con arresto cardiaco mentre caricavano il suo TIR nella zona industriale di Thiene. Fortunatamente si trovava in un’azienda in cui era presente un DAE (defibrillatore semiautomatico esterno) con personale che, in tempi recenti, aveva completato un corso sul suo utilizzo. Dopo due scariche appropriate e massaggio cardiaco eseguito dagli operai dell’azienda, il paziente è sopravvissuto e all’arrivo del 118 è stato ulteriormente rianimato e intubato in loco, avvisando il Pronto Soccorso e la Terapia Intensiva Cardiologica di Santorso, con attivazione immediata dell’Emodinamica, dove è stato portato direttamente per l’esecuzione di una angioplastica coronarica. A meno di un mese dalla dimissione il paziente è stato arruolato in Cardioaction, dove è stato sottoposto ad una serie di valutazioni e ha già potuto iniziare l’attività riabilitativa in palestra, seguito da un team composto da infermieri con ultradecennale esperienza in UCIC, fisioterapisti, dietista e psicologa.