Una comunicazione del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica del marzo 2020 non aveva alcun legame con la statistica dei decessi Covid-19, elaborata secondo gli standard internazionali.
BOLZANO (USP). Il Dipartimento Prevenzione sanitaria e Salute comunica che la statistica dei decessi per Covid-19 in Alto Adige non è mai stata manipolata. Una circolare del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige del marzo 2020 è servita come misura precauzionale volta a proteggere tutte le persone che entravano in contatto con la salma, nei casi di infezione al momento della morte.
“L’indicazione contenuta nella comunicazione, ossia di riportare eventuali infezioni nella constatazione di decesso, serviva esclusivamente a tutelare le persone che avrebbero avuto contatto con la salma dopo il decesso”, chiarisce l’assessore provinciale alla Prevenzione sanitaria e Salute Hubert Messner. “Nel contesto della situazione incerta del marzo 2020, tutte le infezioni venivano trattate con prescrizioni igienico-sanitarie più rigorose per evitare possibili contagi. La statistica dei decessi Covid-19 non ha nulla a che vedere con questa comunicazione e non è mai stata manipolata. Questa indicazione non ha quindi avuto alcuna influenza sul numero dei deceduti per Covid-19”, prosegue l’assessore.
La comunicazione del Servizio di Igiene stabiliva in generale, secondo il Dipartimento Prevenzione sanitaria e Salute, che nelle constatazioni di decesso dovessero essere riportate anche eventuali infezioni e l’esito di un eventuale test Covid-19 eseguito. Ciò era motivato dal fatto che i deceduti per infezione sono soggetti a prescrizioni igienico-sanitarie e di polizia mortuaria più rigide, al fine di proteggere in particolare i medici necroscopi e gli operatori delle imprese funebri. I deceduti per infezione devono, ad esempio, essere avvolti in teli mortuari disinfettati e i medici necroscopi devono indossare dispositivi di protezione individuale durante la visita necroscopica. Nel contesto pandemico del marzo 2020 la circolare è stata inviata, secondo il Dipartimento, come misura precauzionale per proteggere tutte le persone che sarebbero entrate in contatto con la salma da un potenziale contagio. Le constatazioni di decesso non vengono utilizzate come base per l’elaborazione delle statistiche sui decessi, ma rappresentano la prima conferma scritta del decesso, prima che la salma venga esaminata dal medico necroscopo, precisa il Dipartimento. (si vedano le ulteriori informazioni).
Nei giorni scorsi sono apparsi diversi articoli di stampa secondo i quali le statistiche dei decessi per COVID-19 in Alto Adige sarebbero state manipolate. Come presunta prova viene citata una comunicazione del Servizio aziendale di Igiene e Sanità Pubblica dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige del marzo 2020, nella quale venivano fornite indicazioni sulla gestione delle persone decedute che al momento della morte erano affette da un’infezione. Tale comunicazione non è in alcun modo collegata alla elaborazione delle statistiche dei decessi, ha chiarito il Dipartimento Prevenzione sanitaria e Salute. La circolare era una misura precauzionale volta a proteggere tutte le persone che entravano in contatto con la salma.