martedì, 13 Gennaio 2026

Global Women’s Health Index: oltre 4 donne italiane su 10 lamentano sofferenza fisica

Salute femminile in Italia: oltre 4 donne su 10 lamentano sofferenza fisica. In aumento anche burden emotivo rispetto agli uomini. Presentati i risultati italiani del Global Women’s Health Index.

Milano, 13 gennaio 2026 – Hologic Inc. (Nasdaq: HOLX), leader mondiale nell’ambito della salute femminile, presenta i risultati italiani del Global Women’s Health Index di Hologic, giunto al suo quarto anno. L’indagine, condotta in collaborazione con Gallup e con il coinvolgimento di circa 146.000 partecipanti in 142 Paesi, valuta cinque dimensioni del benessere della donna – prevenzione, salute emotiva, opinioni sulla salute e sicurezza, bisogni di base e salute individuale – e rappresenta una delle indagini più complete del settore.[1]

L’Italia ha ottenuto il punteggio di 53 su 100 nell’Indice, mostrando margini significativi di miglioramento, tra cui la necessità di incrementare l’adesione a programmi di prevenzione, ed evidenziando un quadro di importante sofferenza fisica ed emotiva tra le donne. In Europail punteggio complessivo si attesta a 60 su 100, confermando un quadro generale migliore rispetto alla situazione italiana.

In particolare, oltre 4 Italiane su 10 (43%) lamentano un dolore fisico, contro il 33% della media europea, e il 23% delle donne convive con problemi di salute che impattano sulla qualità di vita, limitando il normale svolgimento delle attività quotidiane.

Dal report emerge, inoltre, che solo il 34% delle nostre connazionali si è sottoposta a un controllo per la pressione arteriosa negli ultimi 12 mesi, percentuale che scende al 16% per gli screening oncologici e al 15% per quelli diabetici e per le malattie o infezioni sessualmente trasmissibili: risultati che hanno consentito al nostro Paese di ottenere un punteggio di adesione ai programmi di prevenzione pari a 17, ben al di sotto dello score europeo, uguale a 25.

Sul fronte emotivo, il carico che grava sulle donne italiane è altrettanto significativo e incisivo: il 55% manifesta preoccupazione, il 44% stress, il 34% tristezza e il 13% rabbia; percentuali molto superiori rispetto alla media europea – 40% preoccupazione, 36% stress, 25% tristezza.
L’indagine evidenzia, inoltre, come il burden emotivo femminile sia superiore a quello sperimentato dagli uomini italiani.

Tra le principali cause di dolore fisico ed emotivo femminile figurano, tra le altre, anche problematiche della sfera ginecologica, tra le quali il sanguinamento uterino anomalo, una condizione spesso sottovalutata che colpisce circa una donna su cinque di età compresa tra i 35 e i 55 anni[2] e si manifesta con flussi mestruali irregolari, prolungati e abbondanti. La prevalenza stimata nelle donne in età fertile varia dal 3% al 30%.[3][4]

Nonostante il significativo impatto sulla qualità della vita, tra il 50 e il 70% delle donne non consulta il ginecologo principalmente a causa della scarsa consapevolezza sulla problematica e per la mancanza di informazioni sulle terapie disponibili2.

“Il sanguinamento uterino anomalo è una condizione che riguarda circa una donna su cinque in età fertile in Italia, ma resta ancora troppo sottovalutata: molte pazienti non si rivolgono a uno specialista nonostante i sintomi, che includono cicli abbondanti, irregolari e debilitanti, con un forte impatto sulla qualità della vita. Le cause possono essere molteplici ed è quindi fondamentale non trascurare la prevenzione e i controlli periodici”, affermail professore Attilio Di Spiezio Sardo, Direttore della Scuola di Specializzazione in Ginecologia e Ostetricia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e Responsabile del Programma intradipartimentale di I fascia “Chirurgie profilattiche, Day surgery ed isteroscopia” presso il DAI materno-infantile dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli.

“Oggi disponiamo di terapie conservative e mininvasive che permettono di preservare l’integrità dell’utero, migliorare la vita delle pazienti e ridurre la necessità di interventi drastici come l’isterectomia, che in Italia viene eseguita ancora in circa 59.000 casi all’anno, soprattutto nei piccoli centri e al Sud. Promuovere consapevolezza e accesso a percorsi terapeutici moderni è un passo chiave non solo per la salute delle donne, ma anche per contenere i costi sociali legati a interventi chirurgici invasivi”, continua il professor Di Spiezio Sardo.

“Investire sulla prevenzione significa investire sul futuro della salute femminile. Indagini come il Global Women’s Health Index sono strumenti preziosi perché ci permettono di fotografare lo stato di salute delle donne, individuare criticità e rafforzare percorsi di consapevolezza e prevenzione. Solo così possiamo colmare i gap ancora presenti e garantire a tutte le donne accesso a controlli regolari e cure tempestive”, dichiara la professoressa Antonella CampanaPresidente della Fondazione IncontraDonna.

Con la pubblicazione dell’Hologic Global Women’s Health Index, Hologic ribadisce il proprio impegno nel fornire interessanti insights sul benessere femminile che siano a supporto dello sviluppo di politiche sanitarie che rispondano alle esigenze e ai bisogni di salute delle donne.

Educazione sanitaria, screening regolari e politiche mirate sono strumenti fondamentali per contrastare la sofferenza fisica ed emotiva causata da patologie come il sanguinamento uterino anomalo. La salute della donna è al centro dei nostri valori, e riteniamo indispensabile abbattere le barriere della disinformazione per diffondere una cultura della prevenzione che metta al centro l’integrità fisica e la qualità della vita di ogni donna”, conclude Giacomo Pardini, Country Leader Manager Hologic Italia.

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