domenica, 15 Febbraio 2026

Tre espianti di midollo osseo in 20 giorni al Policlinico di Bari

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Tre giovani pugliesi in maniera del tutto anonima si sono volontariamente sottoposti a questa procedura nel reparto di Ematologia con trapianto diretto dal prof. Pellegrino Musto, e hanno probabilmente salvato la vita ad altrettanti pazienti, seguiti in vari centri di Ematologia italiani.

Terzo espianto di midollo osseo in 20 giorni al Policlinico di Bari in un donatore non familiare, il quinto nel 2025. Significa che pazienti con un tumore del sangue, senza legami familiari o di consanguineità con il donatore, potranno ricevere un trapianto allogenico di cellule staminali emopoietiche, che può rappresentare l’unica possibilità terapeutica potenzialmente curativa per alcune gravi patologie ematologiche, quando le terapie convenzionali non sono sufficienti o non più efficaci.

Si tratta del più alto numero registrato in questi anni di una  procedura che si effettua nei casi in cui non sia possibile utilizzare, per il trapianto allogenico di cellule staminali emopoietiche da donatore compatibile, quelle presenti nel sangue periferico. 

“Vogliamo ribadire ancora una volta – sottolinea Pellegrino Musto, Direttore dell’Ematologia con Trapianto del Policlinico di Bari –  l’importanza e la necessità delle donazioni di cellule staminali e la grande generosità dei ragazzi pugliesi che in questi giorni abbiamo toccato con mano”. 

I  5 giovani pugliesi (per poter donare occorre avere dai 18 ai 35 anni), che in maniera del tutto anonima si sono volontariamente sottoposti a questa procedura, hanno probabilmente salvato la vita ad altrettanti pazienti, seguiti in vari centri di Ematologia italiani, che non ne conosceranno mai il nome, ma che saranno sempre loro grati per il dono di inestimabile valore che hanno ricevuto. 

“Anche in tempi di terapie innovative, come le CAR-T, – ricorda Paola Carluccio , responsabile del Programma trapianti in Ematologia del Policlinico –  il trapianto allogenico  può rappresentare l’unico  trattamento in grado di guarire definitivamente, laddove fattibile,  tumori del sangue  come le leucemie acute, le neoplasie mielodisplastiche, la mielofibrosi, o patologie non neoplastiche, come l’aplasia midollare. In particolare, il trapianto effettuato con cellule staminali emopoietiche provenienti da donatori non familiari, noti come “Matched Unrelated Donor”  (MUD), è oggi  sempre più frequentemente utilizzato, a causa del ridotto numero dei donatori familiari.  In quest’ambito, presso il Centro Trapianti dell’Ematologia del Policlinico di Bari – continua Carluccio – sono stati ad oggi effettuati  408 trapianti allogenici, di cui 24 nel 2025,  11  dei quali  da donatori MUD provenienti da vari Paesi e identificati nei registri internazionali. I risultati ottenuti sono del tutto in linea con quelli riportati nelle casistiche dell’European Society for Blood and Marrow Transplantation (EBMT) e dal Centro Nazionale Trapianti.“ 

“La raccolta del midollo osseo è una procedura complessa – ricorda Musto – che necessita di processi organizzativi che coinvolgono necessariamente tante persone. Tra queste desidero in particolare ringraziare  Tommasina Perrone e Mario Delia, impegnati nei processi di accreditamento nazionale di questa procedura, Immacolata Attolico, del nostro Centro trapianti,  tutti gli altri  Medici e gli infermieri dell’Ematologia, sempre disponibili, e Mary Mura Ondok, riferimento costante e indispensabile  in quanto il donatore  di midollo osseo effettua  l’espianto in anestesia totale. Non posso inoltre non citare   il Laboratorio di Tipizzazione cellulare e  l’equipe della  Medicina trasfusionale, diretta da Angelo Ostuni. Infine fondamentale, in questo contesto – conclude Musto – il costante lavoro di sensibilizzazione e reclutamento svolto  dall’Associazione Donatori di Midollo Osseo (ADMO), nella persona della Presidente Maria Stea”. 

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