venerdì, 13 Febbraio 2026

Unesco, Paolo Cornaglia Ferraris: “Fondazione AUT AUT ETS è il volto inclusivo della cucina italiana patrimonio dell’umanità”

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La cucina italiana è ufficialmente entrata nel Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. La decisione, presa ieri dal Comitato intergovernativo dell’UNESCO a New Delhi, non celebra solo il valore gastronomico del Made in Italy, ma riconosce la cucina come pratica sociale e comunitaria, capace di rafforzare legami, trasmettere saperi e promuovere inclusione. Un concetto, quello di “inclusione”, che nella definizione dell’UNESCO assume un significato ampio e universale, riferito alla capacità del cibo di unire le persone. Ma che, come dimostra la Fondazione AUT AUT ETS di La Spezia – realtà nata su impulso di Fondazione Carispezia insieme ad A.G.A.P.O. odv e Fondazione Il Domani dell’Autismo ETS – trova una declinazione ancora più profonda: quella dell’accessibilità reale e quotidiana per la cittadinanza neurodivergente in uno spazio fisico, la cucina appunto, che rappresenta un luogo potenzialmente ostile.

“Nella motivazione dell’UNESCO la parola inclusione è usata in senso generale, come ciò che unisce le comunità. Noi, nelle nostre strutture Luna Blu e Sant’Anna Hostel, abbiamo scelto di darle un significato concreto: trasformare la cucina, che per una persona autistica è uno degli ambienti più ostili dal punto di vista sensoriale ed esecutivo, in uno spazio di lavoro pensato su misura per chi è neurodivergente”, spiega il Presidente della Fondazione AUT AUT ETS, il dottor Paolo Cornaglia Ferraris.

“La locanda Luna Blu e il ristorante di Sant’Anna sono diventati una vera scuola di vita per gli autistici – prosegue. Luoghi di inclusione, cura e rinascita, dove vite che altrove rischierebbero di essere considerate “scartate” trovano riconoscimento e dignità. È il nostro progetto di cittadinanza neurodivergente: non più peso sociale o tragedia familiare, ma parte viva della cultura del cibo italiano, oggi patrimonio UNESCO. Questa sì, dovrebbe essere considerata una vera eredità dell’umanità”.

“La cucina non è uno spazio neutro – aggiunge il Presidente. È rumorosa, calda, puzza, richiede multitasking e, tuttavia, ci si aspetta che lì dentro ci si comporti come se fosse luogo familiare, culturalmente consolidato, del tutto “normale”. Per le persone autistiche, la cucina può essere invece uno dei luoghi più inaccessibili e dispendiosi in termini di energie nella vita quotidiana. Le nostre cucine, invece, funzionano grazie alla chiarezza visiva, alle routine flessibili e a strumenti progettati per sostenere il funzionamento del cervello di ciascun giovane adulto inserito nei due programmi, dove non solo si cucina, ma si serve e si riordina. Uno degli aspetti più trascurati della cucina per una persona autistica che ci lavora è il dispendio energetico: non solo fisico, ma anche cognitivo, emotivo e sensoriale, aspetti che devono essere rispettati e gestiti con attenzione”. 

“È così che riusciamo a cambiare il loro rapporto con il cibo e la cucina, trasformando un ambiente ostile in un luogo di possibilità e talento. È ciò che accade a Luna Blu e al Sant’Anna Hostel: un progetto della Fondazione AUT AUT ETS, unico al mondo per efficacia sperimentale”, conclude il dottor Cornaglia Ferraris.

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