Ogni anno sono oltre 100 mila gli inviti inviati alla popolazione, per un totale di 72.000 esami svolti
Oltre 100 mila inviti mandati alla popolazione ogni anno, per un totale di 72.000 esami eseguiti, tra test di primo e secondo livello: sono questi numeri dell’attività coordinata dall’Unità Operativa Semplice Dipartimentale Programmi di Screening dell’ULSS 7 Pedemontana, per la quale è stato confermato in qualità di responsabile il dott. Ciro Sannino.
Originario di Napoli ma ormai bassanese d’adozione, 64 anni, il dott. Sannino si è laureato con il massimo dei voti in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Napoli, dove successivamente ha ottenuto con lode la specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva.
Dal 1998 lavora presso l’ULSS 7 Pedemontana (all’epoca ULSS 3 Bassano) presso il Servizio Igiene e Sanità Pubblica, dove nel corso degli anni si è via via occupato di tutte le principali tematiche di competenza del servizio: dalla prevenzione delle malattie infettive e cronico-degenerative alle vaccinazioni, dalla medicina preventiva dei viaggiatori alle attività di certificazione medico-legale e analisi epidemiologiche. Dal 2005 ha iniziato a dedicarsi in particolare agli screening oncologici, per i quali nel 2007 ha ottenuto un incarico di alta specializzazione, diventando quindi nel 2012 responsabile dell’allora “Centro Screening Oncologici”, struttura poi evoluta nell’attuale U.O.S.D. Programmi di Screening, sempre sotto la direzione del dott. Sannino.
«Nel corso della mia carriera – commenta il dott. Sannino – mi sono occupato di prevenzione a 360 gradi, in tutte le aree tematiche di Sanità Pubblica, per poi focalizzarmi, con impegno e passione, sulla diagnosi precoce e prevenzione oncologica che è l’obiettivo dei programmi organizzati di screening di popolazione, inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) per la prevenzione. La consapevolezza di aver contribuito in modo significativo, nel corso degli anni, alla diagnosi precoce di oltre 2.000 tumori nella nostra popolazione di riferimento è per me motivo di grande soddisfazione, a maggior ragione pensando al carico di sofferenza aggiuntiva evitata alle persone proprio in virtù della diagnosi precoce che aumenta significativamente la probabilità di guarigione dal tumore. Tuttavia, questo risultato è stato possibile solo grazie ad un buon lavoro di squadra, sia all’interno dell’Unità Operativa che dirigo, ma anche e soprattutto con le altre Unità Operative aziendali coinvolte nell’iter diagnostico-terapeutico e che partecipano al percorso screening con grande impegno e spirito di collaborazione. Per questo motivo nel rinnovare il mio impegno per un’azione di continuo miglioramento della qualità nelle attività di screening, ritengo doveroso ringraziare tutti quelli che sono coinvolti per il loro prezioso contributo, che rende possibile i buoni risultati raggiunti».
«Conosciamo bene l’importanza dei programmi di screening oncologici e il grande impegno organizzativo, ma anche economico sul quale si basa – sottolinea il Direttore Generale Carlo Bramezza -. Si tratta di una strategia di prevenzione essenziale per arrivare ad una diagnosi il più possibile precoce di alcune tra le più diffuse forme tumorali. Nel corso degli anni il contributo del dott. Sannino è sempre stato prezioso, non solo sul piano organizzativo, ma anche per la dedizione con cui si è sempre attivamente impegnato per diffondere la cultura della prevenzione nel nostro territorio. Gli auguro dunque buon lavoro per questo ulteriore rinnovo del suo incarico».
Come noto sono tre i programmi di screening oncologici attivi, relativi al tumore della mammella, al cancro della cervice uterina e al tumore del colon-retto. Per ogni screening sono state individuate delle fasce di popolazione considerata a rischio, alle quali viene inviato con cadenza periodica l’invito per un esame gratuito. Più in dettaglio, lo screening per il tumore al seno è rivolto alle donne tra i 45 e i 74 anni (in precedenza 50-74 anni, ma proprio a partire dall’anno in corso vi è un allargamento graduale alla fascia 45-49 anni) e prevede l’esecuzione di una mammografia di controllo ogni due anni; mentre lo screening del tumore della cervice uterina è rivolto alle donne tra i 25 e i 64 anni, con cadenza e tipologia di esame differenziato in base alla fascia di età, ed infine lo screening del tumore del colon-retto mediante la ricerca di sangue occulto nelle feci è rivolto sia agli uomini che alle donne, con età tra i 50 e i 74 anni (in precedenza 50-69 anni, ma a partire dal 2024 è in corso un allargamento graduale alla fascia 70-74 anni). Per tutti gli screening, se il risultato dell’esame è negativo, il contatto successivo avverrà dopo l’intervallo previsto per ogni programma di screening, mentre in caso di esito sospetto il cittadino viene inviato a eseguire, sempre gratuitamente, gli opportuni accertamenti con un percorso già pre-definito, senza dunque doversi preoccupare di prenotare in autonomia gli ulteriori esami.