Nell’ambito del 20° Forum Risk Management in Sanità in corso ad Arezzo, i Pediatri di Famiglia accendono i riflettori su salute mentale, rischio digitale, disturbi alimentari e dipendenze
Arezzo, 27 novembre 2025 – Fragilità emotive in aumento, nuove dipendenze, disturbi alimentari sempre più precoci. E l’ombra del digitale che, pur essendo una risorsa, per molti ragazzi è fonte di rischio: sono queste le principali sfide che oggi attraversano l’adolescenza. A partire da questo scenario, nell’ambito del Forum Risk Management in Sanità di Arezzo, in programma fino a domani, si è svolta la tavola rotonda “Adolescenti fragili: la transizione di supporto del pediatra di famiglia”.
L’incontro ha messo al centro il ruolo del Pediatra di Famiglia come figura di riferimento nella fase di passaggio dall’infanzia all’età adulta, in un momento della vita caratterizzato da rapidi cambiamenti fisici, psicologici e relazionali. Un ruolo di accompagnatore che richiede integrazione con i servizi territoriali, la scuola, le famiglie e le reti specialistiche, per intercettare precocemente segnali di disagio e attivare percorsi di cura adeguati.
«Al giorno d’oggi, l’adolescenza è una terra di mezzo molto più complessa rispetto al passato e il Pediatra di Famiglia è spesso la prima porta a cui i ragazzi e le famiglie bussano, anche quando il problema appare ‘non medico’», ha dichiarato Antonio D’Avino, presidente nazionale FIMP e co-coordinatore della tavola rotonda. «Per questo dobbiamo rafforzare la nostra capacità di ascolto, di lettura dei segnali di disagio e di lavoro in rete con neuropsichiatria, psicologia, scuole, servizi sociali e famiglie. La prevenzione passa da una presa in carico precoce, continua e multidisciplinare».
Tanti gli ospiti che si sono susseguiti all’interno della tavola rotonda: nel ruolo di co-coordinatrice, Manuela Pisaniello, Vicepresidente Regionale ACLI Toscana, Osama Al Jamal, Tesoriere nazionale FIMP, Martino Barretta, Responsabile Area Vaccini e Immunizzazione FIMP, Serenella Castronuovo, Referente nazionale FIMP Area Adolescenza e Transizione, Italo Pretelli, Neuropsichiatra infantile, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, Rossella Gaudino, Presidente Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza (SIMA) e Cinzia Grassi, Referente di FIMP Roma e componente dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza.
Dal confronto sono emerse alcune delle principali fragilità che segnano l’adolescenza: dall’educazione al digitale e all’uso consapevole dei social, ai segnali di disagio psicologico. Spazio poi ai disturbi del comportamento alimentare e alle condotte autolesive, così come ai comportamenti a rischio e alle nuove dipendenze, comprese quelle legate al web. In chiusura, un focus sull’isolamento sociale e sull’impatto del digitale sulla salute mentale, con l’obiettivo di rafforzare prevenzione e presa in carico precoce attraverso la rete territoriale, grazie al ruolo “sentinella” del Pediatra di Famiglia.
“Emerge a gran voce la necessità di ribadire, a beneficio di genitori, famiglie, ma anche della politica e delle Istituzioni, che la fragilità adolescenziale non può essere affrontata con interventi episodici o emergenziali”, ha aggiunto D’Avino. “Servono interventi e percorsi strutturati, formazione per i professionisti e una rete territoriale solida che metta in dialogo i presìdi del Servizio Sanitario Nazionale, la scuola e servizi sociali. L’obiettivo è chiaro e deve essere condiviso: costruire un modello di supporto capace di riconoscere il disagio prima che diventi emergenza e di accompagnare ragazzi e famiglie in modo continuativo e competente”.