“Non si può dividere ciò che il contratto unifica. Servono coerenza, rispetto delle norme e tutele immediate”
ROMA, 14 NOV 2025 – Il COINA, Sindacato delle Professioni Sanitarie, interviene sulla recente Risposta n. 272/2025 dell’Agenzia delle Entrate, che ha ristretto l’ambito dell’imposta sostitutiva al 5% prevista dall’art. 1, comma 354, della Legge 207/2024, escludendo dal beneficio le ore svolte in pronta disponibilità con richiamo in servizio e la parte di lavoro straordinario legata alle operazioni elettorali.
Per il COINA, questa impostazione genera una frattura artificiale all’interno dell’istituto dello straordinario e crea ricadute pesanti sulla continuità assistenziale garantita dagli infermieri e dalle altre professioni sanitarie.
“Il lavoro non cambia nome solo perché cambia l’orario”
«Quando un infermiere viene chiamato d’urgenza – afferma il Segretario Nazionale del COINA, Marco Ceccarelli – non svolge un’attività diversa da quella ordinaria.
Sta lavorando, sta curando, sta sostenendo un servizio che non può fermarsi.
Per questo riteniamo illogico e dannoso separare lo straordinario “di turno” da quello svolto in pronta disponibilità. È un lavoro identico per responsabilità, intensità e rischi. Cambia solo l’orario, non la natura della prestazione».
Contratto e legge dicono l’opposto della prassi fiscale
Il COINA ricorda che il D.Lgs. 66/2003 e il CCNL del Comparto Sanità non distinguono tra tipologie di straordinario:
tutto ciò che viene prestato oltre l’orario ordinario è straordinario.
«Non esiste una norma che separi uno straordinario “ammissibile” da uno “non ammissibile” – sottolinea Ceccarelli –.
La distinzione introdotta dall’Agenzia delle Entrate non ha fondamento né giuridico né contrattuale.
È una forzatura interpretativa che apre una voragine di incertezza e crea disparità di trattamento».
“Una scelta che pesa sul lavoro di chi sostiene le cure”
La pronta disponibilità non è un dettaglio marginale, ma la leva che permette di:
• attivare emergenze fuori orario;
• garantire interventi chirurgici notturni o festivi;
• assicurare la continuità assistenziale nei servizi più critici.
«Penalizzare economicamente queste ore – spiega Ceccarelli – significa indebolire proprio i meccanismi che tengono in piedi il servizio nei momenti più delicati.
“Le Aziende devono applicare la prassi fiscale, ma la norma va chiarita subito”
Il COINA precisa che, ad oggi, le Aziende sanitarie sono obbligate ad attenersi alla risposta dell’Agenzia delle Entrate, fino a quando non interverrà un chiarimento ufficiale o una modifica normativa.
“La credibilità delle istituzioni passa dal rispetto delle regole e dal sostegno a chi garantisce le cure”
Il COINA invita tutti i livelli istituzionali ad agire rapidamente per evitare:
• disparità tra territori,
• demotivazione del personale,
• ulteriori criticità nei servizi di emergenza e urgenza.
«Una misura nata per valorizzare il lavoro sanitario – conclude Ceccarelli – non può essere svuotata da una lettura amministrativa.
Lo straordinario è lavoro vero, e va riconosciuto interamente.
La tenuta del SSN passa anche da scelte coerenti, trasparenti e rispettose di chi ogni giorno garantisce assistenza ai cittadini».
Per questo motivo il sindacato chiede un intervento immediato.
«È indispensabile – afferma Ceccarelli – che Governo, Parlamento e Ministeri competenti ripristinino la corretta interpretazione della legge di Bilancio.
Il perimetro dell’imposta sostitutiva al 5% deve essere chiarito subito, evitando ricadute economiche ingiustificate sul personale.
Ci aspettiamo una norma chiara, coerente e definitiva».