“Oltre un quarto dei professionisti colpito ogni anno. Pronto soccorso come trincee”
ROMA, 13 NOV – L’Italia è oggi tra i Paesi europei con la più alta incidenza di aggressioni contro gli infermieri, secondo un nuovo studio del Nursing Up che aggiorna il quadro nazionale e internazionale della violenza nei confronti degli operatori sanitari. Nel nostro Paese si stimano oltre 125 mila episodi l’anno, a fronte di circa 5 mila denunce ufficiali e un sommerso superiore all’80%.
La media europea indica un professionista vittima su cinque, ma in Italia la proporzione sale fino a un caso ogni quattro operatori, superando Regno Unito, Francia, Germania e Paesi Bassi nel rapporto tra personale attivo e violenze registrate o stimate. Lo studio segnala inoltre che l’intensità dei carichi di lavoro, la pressione dell’emergenza-urgenza e l’assenza di filtri territoriali hanno trasformato i pronto soccorso in aree a massimo rischio.
«Siamo arrivati davvero al limite – afferma il presidente del Nursing Up, Antonio De Palma –.
I pronto soccorso italiani sono diventati vere e proprie trincee. La politica continua a intervenire solo con misure tampone, senza affrontare la radice del problema: organici insufficienti e tensione cronica nei reparti. La rabbia dei cittadini si scarica sempre più sugli operatori e ogni aggressione è un colpo alla sanità pubblica».
Tra le priorità indicate figurano un registro nazionale obbligatorio delle aggressioni, presidi di sicurezza fissi nei reparti a rischio, formazione strutturata sulla de-escalation, campagne pubbliche per il rispetto verso chi cura e un piano straordinario di assunzioni per colmare la carenza stimata di almeno 65 mila infermieri.
NEL CONFRONTO INTERNAZIONALE, AL BEL PAESE LA PERCENTUALE PIÙ ALTA DI VITTIME
• Italia (460mila infermieri): 5mila denunce ufficiali in media ogni anno di aggressioni agli infermieri, ma un sommerso di ben 120mila casi. Calcolando il numero totale di infermieri l’incidenza aggressioni è del 27-28%.
- Regno Unito (850mila infermieri): 74 mila denunce nel 2024 (NHS), pari a circa un operatore su sette. Anche stimando il sommerso, l’incidenza complessiva non supera il 15% del personale, rispetto al numero di professionisti.
- Francia (843mila infermieri circa): oltre 24 mila casi ufficiali nel 2024 (+60% in cinque anni), con una stima totale attorno al 12% della forza infermieristica, rispetto al numero di professionisti
- Germania (1milione e 300mila infermieri): 38 mila aggressioni denunciate ogni anno, per un’incidenza stimata tra il 10 e il 12% anche includendo il sommerso.
- Paesi Bassi (430 mila infermieri) – Circa 15 mila denunce ufficiali l’anno, ma secondo le stime della European Federation of Nurses Associations almeno la metà delle aggressioni non viene segnalata. L’incidenza reale sale così a circa il 7% del personale, valore comunque inferiore a quello italiano e britannico.
- Canada (615mila infermieri iscritti agli albi): nove infermieri su dieci riferiscono di aver subito minacce o aggressioni, ma la maggioranza riguarda episodi verbali.
- Stati Uniti (6 milioni di infermieri): quasi la metà di tutte le violenze sul lavoro colpisce operatori sanitari, ma la popolazione infermieristica è dieci volte più ampia di quella italiana.
Risultato: in proporzione al numero di operatori e di accessi ospedalieri, l’Italia è oggi davvero il Paese europeo con il più alto tasso di aggressioni verso gli infermieri.