Dai dati del C.N.T. Operativo di Roma l’associazione rileva che nei primi nove mesi dell’anno corrente le donazioni salgono a n° 42 (+7) rispetto al 2024, oltre alle tre donazioni a cuore fermo. Sui trapianti si è passati da n° 51 nel 2024 a n° 46 nel 2025 (-5). Argiolas: “Il nostro auspicio è che i risultati dei trapianti vadano via via sempre in crescendo, anche per evitare i viaggi della speranza dei pazienti sardi verso altri centri trapianti del continente”.
I primi nove mesi dell’anno corrente, rispetto a quelli registrati nell’anno 2024, danno per la Sardegna dei riscontri abbastanza positivi per le donazioni con un dato che sale a n° 42 (+7), oltre alle tre donazioni a cuore fermo (D.C.D.) che hanno avuto inizio in Sardegna nel 2025. Sui trapianti invece il dato numerico è un po’ in discesa, si è passati da n° 51 trapianti complessivi del 2024 a n° 46 nel 2025 (-5). Ad illustrare i dati appresi dal C.N.T. Operativo di Roma è Pino Argiolas, Responsabile Regionale Organizzazione Prometeo AITF Odv, che volge un appello affinché i risultati dei trapianti possano volgere in risalita.
“I dati riportati dal C.N.T. Operativo di Roma danno per la Sardegna – spiega Argiolas -, per questi primi nove mesi dell’anno 2025, dei riscontri abbastanza positivi per quanto riguarda le donazioni, mentre un po’ meno rileviamo per i trapianti che comunque auspichiamo si possano consolidare sino al mese di dicembre”.
“Nello specifico – prosegue il Responsabile Prometeo AITF Odv – relativamente alle segnalazioni in rianimazione, siamo passati da 78 segnalazioni del 2024 a 71 nel 2025 (-7), in parte compensate da n°5 segnalazioni D.C.D (cuore fermo) nel 2025 contro 0 del 2024; sulle opposizioni alla donazione, il calo di esse nella nostra Isola è significante, si passa infatti da n°27 opposizioni delle famiglie nel 2024, pari al 34,6%, a n° 17 nel 2025 pari a 25,4%. Quindi -9 in valore assoluto, -9 in valore %. Questa riduzione è sicuramente frutto del lavoro sinergico delle associazioni di volontariato che operano nel settore delle donazione in collaborazione con le strutture sanitarie del territorio che con la loro attività fanno crescere la cultura della donazione”.
“Un buon passo avanti anche per i donatori utilizzati, si passa infatti da n° 35 del 2024, a n° 42 nel 2025 con un (+7) oltre a +3 D.C.D. sempre nel 2025, contro 0 del 2024. Quindi con un incremento totale di 10 donatori utilizzati in più rispetto all’anno precedente. Circa i donatori segnalati per milione di persone (P.M.P.), il dato fornito dal C.N.T. Operativo è riferito alla proiezione annuale dei donatori segnalati per milione di persone, e il 66,2 colloca la Sardegna ai primi posti della classifica per regioni dopo la Toscana con il 99,7, al Veneto con l’82,2, alle Marche col 75,5, al Piemonte col 69,7 e all’Emilia Romagna col 66,9. Anche per i donatori utilizzati per P.M.P. con il 38,8 siamo al 5° posto della virtuale classifica per regioni”.
“E se per tutti i dati sulla donazione degli organi nella nostra regione si ha segno positivo, a dimostrazione del grande lavoro del Centro Regionale Trapianti sardo, delle Rianimazioni coinvolte e delle associazioni di volontariato, purtroppo invece per i trapianti di organo si passa da n° 51 trapianti complessivi del 2024 a n° 46 nel 2025 (-5). In particolare per i trapianti di fegato si passa a n° 17 (erano n° 24 nel 2024), di cuore a n° 4 (contro n° 2 nel 2024), di rene a n° 25 (e n° 25 anche nel 2024) Questo dato a nostro parere dimostra una debolezza intrinseca dell’intero “sistema trapiantologico” dove si fanno sentire in maniera notevole le fortissime riduzioni del personale medico e infermieristico che portano a gravi difficoltà anche per la realizzazione di un trapianto”.
“Quello che in parte può consolare e che i donatori utilizzati 42 + 3 in D.C.D. sono stati realmente utilizzati grazie all’’opera del C.R.T. sardo e del C.N.T. Operativo di Roma, sia per i trapianti in Sardegna che per tanti trapianti in altri centri trapianti della penisola, e nessun organo è andato perduto”.
“Ci sembra dunque di poter dire che, per quanto attiene alle donazioni di organi, la Sardegna in questi ultimi 4/5 anni ha raggiunto un buon livello, incrementando anno dopo anno le osservazioni di morte encefalica nelle Rianimazioni e soprattutto incrementando il numero dei donatori effettivi. Va dato atto al C.R.T. sardo, a diversi operatori delle Rianimazioni di vari ospedali sardi, e ai volontari delle associazioni del settore di aver fatto un grande lavoro che ora sta dando i suoi frutti”.
“Non possiamo al momento dire lo stesso per i trapianti di organi che nella nostra isola vanno a rilento, proprio per una debolezza “intrinseca del sistema trapiantologico”, problema diventato ancora più importante durante la passata direzione aziendale del “G.Brotzu”, con pochissime risorse umane a disposizione. L’attuale assessore Regionale alla Sanità, Armando Bartolazzi, si sta facendo carico di questo importante e delicato settore, così come il nuovo Commissario straordinario ed il direttore sanitario dell’Arnas Brotzu, presidio che una volta era una eccellenza della sanità sarda. Il nostro auspicio è che i risultati dei trapianti vadano via via sempre in crescendo, anche per evitare i viaggi della speranza dei pazienti sardi verso altri centri trapianti del continente” – conclude Argiolas.