domenica, 15 Febbraio 2026

ULSS Pedemontana. Ospedale di Santorso: nuovo sistema di lavaendoscopi

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La nuova dotazione tecnica, del valore di oltre 125 mila euro, garantisce i più elevanti standard di qualità, sicurezza ed efficienza nelle operazioni di pulizia e sterilizzazione delle apparecchiature utilizzate dall’U.O.S.D. di Endoscopia Digestiva 

È stato installato all’ospedale di Santorso, presso l’Endoscopia Digestiva, un nuovo sistema di lavaendoscopi che sarà di ulteriore supporto per la crescita dell’attività endoscopica registrata negli ultimi anni nella struttura dell’Alto Vicentino.

La nuova dotazione, del valore di oltre 125 mila euro, garantisce infatti i più elevati standard di qualità, sicurezza e tracciabilità dei processi di pulizia e igienizzazione delle apparecchiature. Il tutto grazie ad un intervento che, oltre all’installazione di nuove apparecchiature ad alte prestazioni, ha comportato anche un significativo adeguamento dell’infrastruttura impiantistica, con la realizzazione di nuove linee aria, sdoppiamenti idrici, l’installazione di miscelatori termostatici dedicati e la predisposizione di scarichi indipendenti.

«Questo aggiornamento – sottolinea il Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana Carlo Bramezza – rappresenta un passo importante nell’adozione di tecnologie sempre più avanzate a tutela dei pazienti e degli operatori. Il tutto come ulteriore sostegno ad struttura, l’Endoscopia Digestiva dell’ospedale di Santorso, nella quale le tecnologie più avanzate vanno di pari passo con grandi professionalità e che negli ultimi anni ha visto anche l’introduzione di metodiche interventistiche innovative come l’eco-endoscopia, che pochi centri svolgono».

Proprio sull’evoluzione di questa specializzazione richiama l’attenzione il dott. Lucio Cuoco, responsabile dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Endoscopia Digestiva dell’ospedale di Santorso: «In passato l’endoscopia aveva finalità soprattutto diagnostiche, ma oggi in misura sempre maggiore svolgiamo procedure che sono anche terapeutiche, dunque di tipo interventistico. E proprio su questo fronte c’è un’innovazione continua nelle tecnologie e nelle metodiche impiegate, che ci consentono traguardi sempre più importanti: basti pensare alla possibilità di rimuovere polipi fino a 6-7 cm di diametro o anche più grandi, cosa che fino a pochi anni fa richiedeva in ricorso ad intervento chirurgico. E’ inoltre importante sottolineare che l’evoluzione della strumentazione dedicata alle procedure endoscopiche è molto rapida e richiede un continuo aggiornamento: su questo argomento la nostra Direzione Strategica ha sempre mostrato grande sensibilità: il rinnovamento della strumentazione deputata alla sterilizzazione della strumentazione risulta una risposta cruciale all’emergente problematica della contaminazione degli endoscopi, evocata da tutte le società scientifiche nazionali ed internazionali e si affianca e completa la dotazione della nostra Endoscopia che comprende anche armadi ventilati di stoccaggio ed un sistema di reprocessing “no Touch” che garantisce anche la scurezza dei nostri bravissimi infermieri e OSS dedicati al compito”.   

La progettazione del nuovo sistema di lavaendoscopi è stata coordinata con il personale clinico e tecnico per garantire la continuità operativa del servizio, minimizzando l’impatto sull’attività assistenziale durante i lavori.

Tra i punti di forza vi è la possibilità di garantire la corretta igienizzazione degli strumenti lavorando a basse temperature (25 ± 5°C), così da evitare danni nel tempo agli strumenti che possono essere soggetti ad alterazioni se esposti ad elevate temperature.

Inoltre la completa tracciabilità di ogni attività è garantita da un sistema di identificazione automatica dell’operatore e dello strumento tramite tecnologia RFID.

Sempre a garanzia dell’efficacia dell’attività svolta, il nuovo sistema è configurato in modo tal da ridurre al minimo la necessità di manipolazione manuale degli strumenti durante il processo di pulizia, migliorando così l’efficienza del flusso operativo e riducendo i rischi di contaminazione. 

Significativo, rispetto al sistema precedentemente in uso, è anche la velocizzazione delle operazioni di pulizia (per un ciclo completo bastano 20 minuti) consentendo così anche di incrementare il numero di procedure che è possibile svolgere nell’arco di una giornata. 

Presso l’Endoscopia Digestiva dell’ospedale di Santorso vengono eseguite ogni anno circa 18.500 prestazioni, di

cui 5.350 procedure operative (colonscopie, gastroscopie, ecoendoscopie, colangiografie retrograde endoscopiche, enteroscopia con videocapsula), 1.300 prime visite e 1.150 visite di controllo. Alla fase diagnostica è spesso associata la componente interventistica/operativa (polipectomie, resezioni mucose, trattamento di emorragie digestive, dilatazioni endoscopiche, posizionamento di endoprotesi, biopsie ecoendoguidate di pancreas, vie biliari, fegato e persino toraciche, ablazione con radiofrequenza, ecc.). Il centro esegue con puntualità gli esami di screening di secondo livello per il tumore del colon retto (oltre 1.000 l’anno).
All’attività endoscopica si affianca un’importante attività ambulatoriale sia generale sia dedicata a specifici ambiti (malattie infiammatorie croniche dell’intestino, precancerosi delle alte vie digestive, malattia celiaca, patologie bilio-pancreatiche e malattie del fegato) Del tutto recentemente è stata avviata anche l’attività di fisiopatologia digestiva delle alte vie (ph-impedenziometria e manometria esofagea con strumentazione di ultima generazione). Da sempre si eseguono anche test diagnostici per ricerca di infezione da H.pylori (urea breath test).
Infine da circa una anno la UO di Endoscopia si avvale anche della preziosa consulenza nutrizionale per i pazienti con patologie gastrointestinali ed epatiche grazie al contributo dell’associazione Fabbricare Salute.

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