lunedì, 26 Ottobre 2026

Santa Rosa di Viterbo, torna nell’ospedale dove gli hanno salvato la vita e dona una sonda alla Chirurgia generale e oncologica

Viterbo, 26 ottobre 2026 – Dopo il grave incidente del marzo 2024, un cittadino trasforma la gratitudine in un aiuto per altri pazienti. Il direttore generale Egisto Bianconi lo ha incontrato per ringraziarlo a nome della Asl di Viterbo.

La notte tra l’11 e il 12 marzo 2024 Marco Lozzi era arrivato in ospedale dopo un grave incidente stradale. Le sue condizioni erano estremamente critiche, la sua vita appesa a un filo. A distanza di oltre due anni e mezzo è tornato al Santa Rosa con un desiderio: fare in modo che il suo grazie potesse diventare qualcosa di utile anche per altre persone.

Da questo sentimento nasce la donazione di una sonda laparoscopica lineare intraoperatoria, del valore di 31.500 euro, destinata all’unità operativa di Chirurgia generale e oncologica, diretta da Pietro Maria Amodio. Un gesto per il quale il direttore generale della Asl di Viterbo, Egisto Bianconi, ha incontrato il cittadino al Santa Rosa, ringraziandolo a nome dell’azienda e dei professionisti dell’ospedale.

Al centro dell’incontro, prima ancora dell’apparecchiatura, c’è stata la storia di un uomo e del legame con chi si è preso cura di lui nel momento più difficile. Nel suo ricordo, quella notte ha soprattutto i nomi di due chirurghi, Domenico Giannotti e Antonio Bovino, ai quali rivolge un pensiero speciale, insieme a tutto il personale medico, infermieristico e sanitario che ha contribuito a salvarlo.

“Mentre mi trovavo ad affrontare una delle prove più difficili che una persona possa vivere – racconta Lozzi – i miei due angeli stavano lottando per darmi la possibilità di continuare a vivere. Questa donazione nasce da un sentimento profondo di gratitudine e riconoscenza nei confronti di tutte le persone che si sono prese cura di me”.

Una riconoscenza che ha scelto di affidare a uno strumento destinato al lavoro quotidiano del reparto. La sonda andrà ad arricchire la dotazione tecnologica della Chirurgia generale e oncologica: una scelta concreta, rivolta ai professionisti che lo hanno curato e ai pazienti che si affideranno a loro.

“Non esiste un modo per restituire ciò che mi è stato dato in quei momenti, né una somma che possa misurare il valore di una vita salvata – prosegue il protagonista della donazione -. Esiste però la possibilità di trasformare la propria gratitudine in qualcosa di concreto, che possa essere utile anche ad altri pazienti che un giorno si troveranno ad affrontare situazioni difficili. Mi auguro che questa donazione possa contribuire a sostenere il lavoro del reparto, le sue attività e le persone che ogni giorno si affidano alle cure dell’ospedale”.

“Questo nostro concittadino ha voluto condividere con noi una parte importante della sua storia – commenta il direttore generale Egisto Bianconi – e trasformare il ricordo di quei giorni in un aiuto per altre persone. Lo ringraziamo per la generosità e per la fiducia che esprime nei confronti del nostro ospedale. Il suo pensiero per gli operatori che lo hanno assistito ci ricorda quanto il lavoro dei nostri professionisti possa lasciare un segno profondo nella vita dei pazienti. In quel grazie ci sono la competenza, la responsabilità e l’umanità che ogni giorno siamo chiamati a mettere nella cura. La sonda donata porterà questo legame dentro l’attività del reparto, a beneficio di chi ne avrà bisogno”.

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