martedì, 20 Ottobre 2026

Nursing Up al Governo: “Occorre un fondo perequativo per avvicinare le retribuzioni di infermieri e professionisti sanitari alla media europea”

Roma, 20 ottobre 2026 – Il Nursing Up alza la voce e si rivolge pubblicamente al Governo in vista della legge di Bilancio 2027. Il sindacato chiede almeno 500 milioni di euro aggiuntivi per incrementare l’indennità di specificità infermieristica e l’indennità delle altre professioni sanitarie dell’area non medica.

Ma non basta, perché se si vuole davvero contrastare il fuggi fuggi delle nostre eccellenze oltre confine, è necessario istituire, senza ulteriore indugio, un Fondo perequativo nazionale per allineare, gradualmente, le retribuzioni italiane alla media europea.

La rivendicazione arriva in un momento particolarmente delicato per il nostro Paese, segnato dal carovita alle stelle e dalle tensioni energetiche legate ai conflitti in corso, che rischiano di aggravare le condizioni economiche delle famiglie e delle categorie di lavoratori più esposte.

«Gli infermieri, con retribuzioni che mediamente oscillano tra 1.500 e 1.700 euro netti mensili, così come gli altri professionisti sanitari non medici, sono tra i maggiormente penalizzati. Parliamo di lavoratori ai quali chiediamo responsabilità enormi, competenze avanzate, turni gravosi e una presenza costante accanto ai pazienti. Eppure il riconoscimento economico resta inadeguato rispetto al costo della vita», dichiara Antonio De Palma, presidente nazionale Nursing Up.

Reclutamento all’estero: «Si continuano a tappare i buchi senza strategie»

«Le Regioni continuano a cercare infermieri oltre confine, spingendosi fino all’Argentina e al Brasile, passando per l’India, invece di creare, assieme al Governo, condizioni economiche e professionali capaci di trattenere quelli che già lavorano nel nostro Paese. È come cercare di fermare l’acqua che esce da un colabrodo mettendoci un dito. Quanti pensiamo di trattenerne? Si continuano a tappare i buchi senza affrontare le cause della carenza di personale».

Per Nursing Up, la responsabilità riguarda da un lato le politiche sanitarie del Governo, dall’altro l’atteggiamento “orbo” delle Regioni, che continuano a privilegiare risposte emergenziali rispetto a interventi strutturali.

Finanziaria 2027: 500 milioni aggiuntivi uniti a un fondo perequativo

«Chiediamo che la prossima legge di Bilancio stanzi almeno 500 milioni di euro aggiuntivi, specificamente destinati all’incremento delle indennità degli infermieri e delle altre professioni sanitarie. Servono risorse strutturali fresche, capaci di migliorare concretamente il trattamento economico dei professionisti», sottolinea De Palma.

Ma tutto questo da solo non basta. Per arrestare la costante emorragia di professionisti dal Servizio Sanitario, occorre creare un Fondo perequativo nazionale, da integrare annualmente attraverso le leggi di Bilancio. Il Fondo sarebbe uno strumento idoneo, istituito per legge, destinato a ridurre progressivamente il divario retributivo tra i professionisti sanitari italiani e quelli degli altri Paesi europei.

«Occorre un percorso pluriennale per avvicinare le retribuzioni degli infermieri e delle altre professioni sanitarie italiane alla media europea, e per superare le attuali differenze economiche».

«Basta soluzioni tampone, bisogna investire su chi resta»

«Non siamo contrari all’arrivo di professionisti stranieri. Contestiamo l’assenza di una strategia capace di trattenere i nostri infermieri, mentre molti scelgono l’estero o valutano di lasciare la professione. Governo e Regioni sarebbe ora che decidano se continuare a rincorrere le emergenze, oppure costruire una sanità che valorizzi davvero i propri professionisti».

«La Finanziaria 2027 è lo strumento subito disponibile per segnare un cambio di passo. Non si salva la sanità continuando a cercare sostituti e tappando le falle: si salva creando le condizioni affinché i professionisti scelgano finalmente di restare», conclude De Palma.

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