martedì, 20 Ottobre 2026

Nuovi nanovettori contro le malattie autoimmuni del fegato

Roma, 20 ottobre 2026 – Dalla collaborazione tra Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Milano-Bicocca e Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri nasce una strategia terapeutica innovativa, per portare i farmaci nell’organo bersaglio. I risultati dello studio preclinico sono pubblicati sulla prestigiosa rivista internazionale Small.

Una nuova strategia basata sulla nanotecnologia potrebbe aprire la strada a trattamenti più mirati per le patologie autoimmuni e infiammatorie del fegato. Il risultato nasce dalla collaborazione tra Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Milano-Bicocca e Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, nell’ambito di un progetto finanziato dal PNRR, che ha riunito competenze di nanotecnologia, farmacologia, immunologia e ricerca preclinica traslazionale.

Al centro dello studio la colangite biliare primitiva (PBC), una malattia che si manifesta in età adulta che danneggia i dotti biliari e, nelle forme più severe, può portare al trapianto di fegato. Si stimano oltre 100.000 nuovi casi l’anno, di cui 9 su 10 donne.

Il progetto ha coinvolto i gruppi guidati da Giulio Caracciolo, della Sapienza Università di Roma, Paolo Bigini, dell’Istituto Mario Negri, e Pietro Invernizzi e Carlo Alberto Scirè, dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori.

L’obiettivo è stato sviluppare un sistema in grado di trasportare, attraverso una semplice somministrazione, specifici acidi nucleici direttamente nelle cellule immunitarie del fegato. Gli acidi nucleici selezionati hanno la capacità di inibire la proteina prodotta in eccesso in questa patologia. Per farlo, i ricercatori hanno utilizzato nanovettori progettati per raggiungere in modo selettivo il bersaglio.

Per raggiungere questo obiettivo sono stati necessari oltre due anni di attività sperimentale, articolati in tre fasi. La prima, coordinata dal gruppo della Sapienza Università di Roma, ha riguardato la progettazione, la sintesi e la caratterizzazione di quattro differenti nanovettori, simili tra loro ma con piccole variazioni nella componente lipidica a base di colesterolo presente sulla superficie delle particelle.

Modifiche apparentemente minime, ma in grado di influenzarne significativamente il comportamento nell’organismo. Nella seconda fase, le formulazioni sono state valutate dai ricercatori dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e dell’Istituto Mario Negri per verificarne la biosicurezza e la capacità di raggiungere e penetrare nelle cellule bersaglio, individuando così la formulazione più promettente per la sperimentazione in vivo. La terza fase ha riguardato la valutazione dell’efficacia terapeutica in un modello animale che riproduce importanti caratteristiche patologiche e cliniche della colangite biliare primitiva umana.

Il lavoro, che integra progettazione nanotecnologica, studi di biosicurezza e sperimentazione preclinica, è stato recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Small.

“La genesi di queste nanoparticelle nasce dall’integrazione di conoscenze pregresse e nuove idee sviluppate dal nostro gruppo”, spiega Giulio Caracciolo del Dipartimento di Medicina molecolare della Sapienza Università di Roma. “Abbiamo confermato che piccole modifiche della superficie di questi vettori possono modificare in maniera molto significativa il direzionamento organo-specifico dei nanovettori, con possibili applicazioni anche al di fuori di questo specifico ambito clinico”.

Per la fase preclinica, sottolinea Paolo Bigini dell’Istituto Mario Negri, “disporre di preparati con caratteristiche ben definite rappresenta una condizione essenziale, soprattutto nel campo della nanomedicina, una disciplina ancora relativamente giovane e nella quale la variabilità dei sistemi rappresenta una delle principali sfide”.

Dalla prospettiva clinica, il risultato assume un significato ancora più ampio. “Come clinico – conclude il professor Pietro Invernizzi dell’Università di Milano-Bicocca e della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori – posso affermare che i risultati ottenuti in questo progetto rappresentano un primo passo verso la possibilità di sviluppare una potenziale applicazione clinica innovativa, sicura ed efficace per questo tipo di patologie epatiche”.

Lo studio: Protein Corona Engineering of Lipid Nanoparticles Enables Efficient Functional Gene Silencing in the Liver – Naths G. Sukubo, Serena Renzi, Martina B. Violatto, Leila Altigieri, Anna L. Capriotti, Andrea Cerrato, Aldo Laganà, Luca Digiacomo, Erica Quagliarini, Antonio Minopoli, Massimiliano Papi, Daniela Pozzi, Carlo A. Scirè, Pietro Invernizzi, Paolo Bigini, Giulio Caracciolo.

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