mercoledì, 14 Ottobre 2026

Nel mondo meno di metà delle bambine e dei bambini allattato in modo esclusivo, esperti di 33 paesi a confronto su ospedali e comunità ‘Baby-Friendly’

Roma, 14 ottobre 2026 – Il 14 e 15 ottobre delegazioni da tutto il mondo insieme a rappresentanti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’UNICEF, per fare il punto sull’attuazione della Baby-friendly Initiative negli ospedali, nelle unità neonatali e nei servizi di comunità.

L’allattamento esclusivo è ancora troppo poco adottato nel mondo, Italia compresa. Se l’avvio dell’allattamento nei paesi partecipanti appare in crescita, restano critici i livelli di allattamento esclusivo nei punti nascita e al sesto mese. La fotografia è frutto di un’indagine presentata il 14 e 15 ottobre nella sede dell’Iss durante il tredicesimo incontro del BFHI Network, la rete internazionale che riunisce i coordinamenti nazionali della Baby-friendly Hospital Initiative (BFHI), l’iniziativa OMS-UNICEF per la protezione, promozione e sostegno dell’allattamento nei servizi per la nascita.

I dati dell’indagine 2026

All’indagine della rete hanno risposto 28 Paesi dall’Europa, Asia, Nord e Sud America e Oceania: 24 dispongono di un programma BFHI attivo e tre dei quattro restanti stanno lavorando per avviarlo. Le strutture per la nascita accreditate sono 1.209, pari in media a un terzo dei punti nascita nei 22 Paesi che hanno fornito il dato, con ampia variabilità tra Paesi. In queste strutture avviene circa il 41% dei parti.

L’approccio Baby-friendly si sta estendendo oltre l’ospedale: 16 Paesi lo applicano ai servizi sanitari di comunità (erano il 45% nel 2024). Due Paesi su tre segnalano però la necessità di indicazioni operative, risorse e indicatori dedicati.

L’avvio dell’allattamento raggiunge in media l’87,8% (65,7% nel 2022). L’allattamento esclusivo dalla nascita alla dimissione negli ospedali riconosciuti e non si ferma invece al 49,1%, il valore medio più basso nei 16 anni di rilevazione, e a sei mesi scende al 22,6%. Nelle strutture Baby-friendly il contatto pelle a pelle immediato, l’avvio precoce e l’allattamento esclusivo alla dimissione risultano più frequenti rispetto alle medie nazionali, con differenze tra 11 e 18 punti percentuali. Si tratta di dati descrittivi, che non consentono inferenze causali.

Restano aperte alcune criticità di sistema. Solo nel 25% dei Paesi il programma è gestito direttamente dal governo. Solo il 22% include i Dieci Passi, il Codice Internazionale per la commercializzazione dei sostituti del latte materno e la BFHI nella formazione pre-service delle professioni sanitarie.

La situazione in Italia

Secondo la Sorveglianza Bambine e Bambini 0-2 anni coordinata dall’ISS, nel 2025 l’allattamento esclusivo riguarda il 48,2% dei bambini e delle bambine a 2-3 mesi e il 39,3% a 4-5 mesi, con valori più bassi nel Sud rispetto al Centro-Nord. Rispetto al 2022 la prevalenza a 4-5 mesi è aumentata (39,3% contro 30%). Resta stabile, al 13%, la quota di bambini e bambine che non hanno mai ricevuto latte materno. Le differenze territoriali richiamano la necessità di interventi orientati all’equità.

Nel maggio 2026 risultavano riconosciuti in Italia 36 ospedali e 12 comunità Amici delle bambine e dei bambini, oltre a 4 corsi di laurea Amici dell’allattamento. Un passaggio di rilievo è il nuovo Piano nazionale della prevenzione (PNP) 2026-2031, approvato con Intesa Stato-Regioni del 21 maggio 2026. Con il Programma Predefinito 12 il PNP dedica un programma alla promozione della salute nei primi mille giorni e prevede che entro il 2031 ogni Regione attivi almeno un percorso Baby-Friendly, ospedaliero o di comunità, come indicatore di implementazione. In questo quadro si inserisce il Task 6.5 della Joint Action europea PreventNCD, coordinato dall’ISS, che promuove la diffusione e il rafforzamento della Baby-Friendly Community a livello europeo. Il Task sviluppa strumenti operativi e formativi per estendere l’iniziativa ai servizi territoriali, lo stesso ambito che l’indagine internazionale indica come prioritario.

“In Italia l’UNICEF porta avanti da molti anni le Baby-Friendly Initiatives (BFI) – commenta Paolo Rozera, Direttore generale dell’UNICEF Italia – buone pratiche, basate su prove di efficacia, che proteggono, promuovono e sostengono l’allattamento, offrendo e garantendo al contempo cure e sostegno adeguati alle madri che non allattano. Le Baby-Friendly Initiatives comprendono 36 Ospedali e 12 Comunità riconosciuti Amiche delle bambine e dei bambini e 4 corsi di laurea Amici dell’Allattamento. Inoltre, fanno parte del programma dell’UNICEF Italia ‘Insieme per l’allattamento’ oltre 1.050 Baby Pit Stop (BPS), aree allestite per accogliere i genitori che vogliono allattare o accudire il bambino quando si trovano fuori casa. Nel 2025, in Italia, sono nati circa 30.000 bambini e bambine in territori con Ospedali riconosciuti dall’UNICEF Amici delle Bambine e dei Bambini e sono state raggiunte quasi 20.000 famiglie dalle Comunità Amiche; attraverso i percorsi proposti dall’UNICEF sono circa 10.000 operatori e operatrici con competenze specifiche. Negli ultimi 10 anni, sono quasi 600 le persone laureate nei Corsi di Laurea Amici dell’Allattamento”.

L’evento

Al convegno partecipano delegazioni di 33 Paesi, insieme alle organizzazioni alleate della rete: World Health Organization, UNICEF, Academy of Breastfeeding Medicine, ILCA, IBFAN e La Leche League International. L’incontro è organizzato dal Centro Collaboratore OMS per la promozione dell’allattamento e la prevenzione dell’obesità infantile, che ha sede presso l’ISS, in collaborazione con il coordinamento del Task 6.5 della Joint Action PreventNCD, per l’implementazione della Baby-Friendly Community in Europa, e con il Comitato Italiano per l’UNICEF.

Le due giornate alternano aggiornamenti di OMS e UNICEF sulle indicazioni internazionali e sull’attuazione del Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno, presentazioni di esperienze nazionali e sessioni di lavoro di gruppo. Al centro del confronto ci sono la formazione e la verifica delle competenze del personale sanitario, la valutazione e il monitoraggio delle pratiche, l’estensione dell’iniziativa alle unità neonatali e ai servizi di comunità e la sostenibilità dei programmi nazionali nel tempo. L’incontro di Roma offre ai Paesi partecipanti l’occasione di confrontare esperienze, individuare le barriere all’attuazione e condividere strategie per rendere sostenibile la Baby-friendly Initiative lungo l’intero percorso di cura, dalla gravidanza ai primi anni di vita.

“Ospitare questo incontro all’ISS ha un significato particolare in un momento in cui l’Italia, con il nuovo Piano nazionale della prevenzione, ha inserito i percorsi Baby-friendly tra gli obiettivi che ogni Regione è chiamata a raggiungere – spiega Angela Giusti, co-direttrice del Centro Collaboratore OMS per la promozione dell’allattamento e la prevenzione dell’obesità infantile dell’ISS – I dati raccolti dalla rete mostrano che quasi nove famiglie su dieci avviano l’allattamento, ma molte non riescono a proseguirlo come desiderano. Il sostegno competente dei servizi, in ospedale e poi nel territorio, è necessario ma non sufficiente: la durata dell’allattamento dipende anche, e in larga misura, da contesti che lo rendano possibile, sanitari e non, come i luoghi di lavoro, le politiche per la genitorialità, gli spazi pubblici e la protezione dalle pratiche di commercializzazione dei sostituti del latte materno. Costruire questa continuità è la sfida su cui i Paesi stanno lavorando, e il confronto tra esperienze diverse è uno degli strumenti più utili per affrontarla”.

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