martedì, 13 Ottobre 2026

A Prato attivo il progetto Oss a domicilio: educazione, autonomia e sostegno alle famiglie

Prato, 13 ottobre 2026 – Un’evoluzione del modello di assistenza territoriale per accompagnare la persona e la sua famiglia nei momenti di maggiore fragilità. È in questa prospettiva che si inserisce il progetto dell’OSS a domicilio, attivato nel territorio di Prato e che integra, accanto al modello dell’Infermiere di Famiglia e Comunità, la figura dell’Operatore socio sanitario (Oss) per rispondere ai bisogni dell’assistito al proprio domicilio e dei suoi familiari.

Nei primi sei mesi di attivazione del progetto, sono già 302 le prestazioni dell’OSS al domicilio del paziente, per un totale di 95 famiglie seguite nella zona nord del territorio pratese, comprendente il distretto di Prato nord, Prato ovest, la Casa della Comunità di Vaiano e la Casa della Comunità di Vernio, con il coordinamento infermieristico del dott. Walter Luongo.

Il percorso, curato dai coordinatori infermieristici territoriali della SOC Assistenza Infermieristica Area Territoriale di Prato, afferente al Dipartimento di Assistenza Infermieristica e Ostetrica dell’Asl Toscana centro diretto dal dottor Paolo Zoppi, prende avvio a seguito della richiesta di presa in carico da parte della Centrale Operativa Territoriale (COT). Il caso viene quindi studiato dall’Infermiere di Famiglia e di Comunità (IFeC) referente dell’assistito, che, sulla base dei bisogni rilevati, può coinvolgere già dal primo accesso domiciliare l’Operatore Socio-Sanitario (OSS) presente all’interno del proprio presidio.

L’intervento dell’OSS è rivolto in particolare all’educazione di base del caregiver e dei familiari, attraverso la trasmissione di competenze e conoscenze relative all’igiene, alla cura della persona e alla mobilizzazione, con l’obiettivo di rendere progressivamente il familiare autonomo nella gestione delle attività assistenziali quotidiane.

Dopo un primo incontro congiunto a domicilio e una valutazione effettuata con l’IFeC, l’OSS pianifica insieme alla famiglia gli accessi necessari per realizzare il percorso educativo. Ogni accesso e ogni attività svolta vengono quotidianamente registrati attraverso un apposito strumento di monitoraggio, consentendo così di documentare l’attività e seguirne l’evoluzione.

Una volta completato il percorso formativo, il caregiver è messo nelle condizioni di svolgere autonomamente le attività per le quali è stato formato. In questa fase gli accessi domiciliari dell’OSS vengono sospesi, per lasciare spazio a un successivo momento di rivalutazione, generalmente dopo circa una settimana o dieci giorni.

L’accesso di rivalutazione permette di verificare direttamente se il caregiver sta eseguendo correttamente le manovre assistenziali apprese. Se l’educazione si è dimostrata efficace, il percorso può concludersi con la chiusura del contatto. Qualora emergano invece difficoltà o necessità ulteriori, viene programmato un nuovo intervento.

“Il progetto nasce con l’obiettivo di rispondere al meglio ai bisogni assistenziali, educativi e relazionali della persona e della sua famiglia – spiega la dott.ssa Monica Chiti, direttore SOC Assistenza Infermieristica Area Territoriale Prato – Quando un familiare si trova improvvisamente a dover gestire una condizione di non autosufficienza, può trovarsi ad affrontare cambiamenti significativi nella propria routine quotidiana e, in molti casi, a svolgere per la prima volta attività assistenziali per le quali non possiede alcuna esperienza. In questo contesto, supporto, educazione e accompagnamento diventano strumenti fondamentali”.

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