mercoledì, 14 Ottobre 2026

Policlinico Abano capofila italiano di uno studio internazionale sul monitoraggio del feto durante il travaglio

Abano Terme (PD), 13 ottobre 2026 – Il dottor Gianluca Straface, responsabile del reparto, è il “principal investigator” italiano e coordinerà 15 ospedali tra Nord, Centro e Sud e l’analisi dei dati.

Il reparto di Ostetricia del Policlinico Abano di Abano Terme (PD) è stato scelto come capofila italiano nell’ambito di uno studio scientifico internazionale dedicato ad analizzare una nuova metodica di monitoraggio del feto durante il travaglio.

Allo studio multicentrico, denominato “Physiology based vs guideline based interpretation of intrapartum cardiotocograph in nulliparous women in term labour at baseline and longitudinally in the prediction of early neonatal outcome: a prospective observational study” e promosso dall’Università degli Studi di Ferrara, hanno aderito 15 ospedali tra Nord, Centro e Sud Italia. L’attività delle strutture partecipanti e l’analisi dei dati saranno coordinate dal dottor Gianluca Straface, individuato come “principal investigator” e responsabile dell’Ostetricia della clinica aponense, presidio ospedaliero della Regione Veneto e capofila di GOL – Gruppo Ospedaliero Leonardo.

A questo progetto di ricerca si affianca l’attività di formazione specialistica: sabato 10 ottobre il Campus Alfa del Policlinico Abano ha ospitato una masterclass sulla cardiotocografia durante il travaglio di parto, con la partecipazione del dottor Straface e del professor Austin Ugwumadu del St. George’s Hospital di Londra, esperto internazionale della materia e supervisore dello studio. L’incontro, a cui sono intervenuti in qualità di docenti anche il professor Vincenzo Zanardo, responsabile della Neonatologia del Policlinico Abano, e la dottoressa Maria Sara Guendalini, ginecologa nella struttura aponense, ha rappresentato un’occasione di approfondimento e confronto sull’interpretazione del tracciato cardiotocografico e sul ruolo dell’approccio basato sulla fisiologia fetale nelle decisioni cliniche durante il travaglio.

Lo studio internazionale, che ha una durata triennale, mira a reclutare 2.500 donne nullipare. Gli esperti confronteranno per la prima volta al mondo l’interpretazione della cardiotocografia (CTG) durante il travaglio secondo le linee guida attuali con una nuova modalità di interpretazione chiamata interpretazione fisiologica del CTG. La cardiotocografia è un esame non invasivo che valuta il benessere fetale e monitora contemporaneamente il battito cardiaco del bambino e le contrazioni uterine della madre mediante sonde esterne posizionate sull’addome.

Le differenze tra le due metodiche di valutazione dei dati provenienti dal monitoraggio di mamma e bambino saranno valutate in termini di outcome neonatali (pH, Apgar, necessità di ricovero in terapia intensiva neonatale) e materni (percentuale di tagli cesarei urgenti o utilizzo di ventosa e forcipe).

L’esigenza di un nuovo approccio

Una recente meta-analisi Cochrane, che combina i risultati di diversi studi indipendenti tra loro, ha concluso che il monitoraggio intrapartum della frequenza cardiaca fetale (Fetal Heart Rate, FHR) non riduce l’acidosi neonatale, l’encefalopatia, la mortalità infantile o la paralisi cerebrale, ma è associato a un aumento dei tassi di taglio cesareo e di parto operativo vaginale.

“È necessario sviluppare una maggiore comprensione della fisiologia fetale – spiega il dottor Straface – e della risposta cardiovascolare durante un momento delicato come quello del travaglio per avere maggiori informazioni sulle conseguenze di eventuali modificazioni del battito cardiaco fetale e agire di conseguenza, in sicurezza e con appropriatezza”.

Linee guida e metodo basato sulla fisiologia

Secondo il metodo basato sulla fisiologia, che analizza lo stato di benessere o di stress fetale e la risposta fetale allo stress stesso, il tracciato fornito dalla cardiotocografia consente di identificare il tipo specifico di danno ipossico – carenza di ossigeno – o non ipossico che il feto sta subendo, in modo da guidare i medici che devono prendere decisioni cliniche tempestive e appropriate e ridurre interventi non necessari durante il travaglio.

Tale aspetto non è preso in considerazione dalle attuali linee guida, che si basano sul riconoscimento di schemi (pattern) nel tracciato, classificandolo in categorie come “normale”, “sospetto” o “patologico”, con una notevole variabilità soggettiva nella lettura, ma offre un nuovo approccio al monitoraggio della FHR intrapartum.

Decodificare i segnali

“Quando l’interpretazione del CTG basata sulla fisiologia – aggiunge lo specialista – è stata introdotta come parte delle misure di miglioramento del servizio al St. George’s Hospital di Londra, è stata associata a tassi inferiori rispetto alla media nazionale per punteggio di Apgar basso a 5 minuti, encefalopatia neonatale e taglio cesareo d’urgenza. Tuttavia, nessuno studio randomizzato controllato ha confrontato l’efficacia dell’interpretazione della CTG basata sulla fisiologia rispetto a quella basata sulle linee guida nella riduzione degli esiti perinatali avversi. Alla luce di queste evidenze e della revisione Cochrane, dobbiamo procedere con la valutazione dell’applicazione del nuovo metodo per decodificare meglio i segnali di scompenso bradicardico o tachicardico del feto e capire se è una condizione fisiopatologica o se è solo una fase di adattamento e procedere di conseguenza da un punto di vista clinico e chirurgico”.

Il dottor Straface collabora da anni con il professor Austin Ugwumadu del Saint George’s Hospital di Londra e l’esperienza maturata nel settore ha portato lo specialista della struttura aponense a pubblicare diversi articoli scientifici e, recentemente, come autore insieme ad altri colleghi, del volume dal titolo “Cardiotocografia e alto rischio ostetrico” (E.L.I. Medica).

“Siamo orgogliosi che la nostra Ostetricia abbia ottenuto un ruolo così prestigioso all’interno di uno studio scientifico di rilievo internazionale che potrebbe contribuire a innovare la letteratura di settore e la pratica quotidiana in sala parto nell’ottica di una presa in carico a 360 gradi della salute e della sicurezza di mamma e bambino e di scelte cliniche all’insegna dell’appropriatezza”, commenta Antonio Petruzzi, amministratore delegato del Policlinico Abano.

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