giovedì, 8 Ottobre 2026

FIMMG: “L’appropriatezza non si misura solo sul costo, ma sulla salute prodotta”

VILLASIMIUS, 8 ottobre 2026 – A Villasimius confronto tra istituzioni, medici e industria. Marrocco: «Valutare l’intero percorso di cura, non la singola prescrizione». Curatola: «Restituire tempo alla relazione con il paziente».

Superare la logica della singola prescrizione e valutare invece ciò che una scelta terapeutica produce sull’intero percorso di cura: eventi evitati, ricoveri risparmiati, prevenzione e qualità di vita. È il cambio di prospettiva indicato dalla FIMMG nel corso della tavola rotonda “La sfida dell’appropriatezza al bivio tra rapporto di fiducia e sostenibilità di sistema”, svoltasi nell’ambito dell’85° Congresso nazionale FIMMG-Metis. Al confronto, moderato dal giornalista Paolo Russo, Andrea Carraro (segretario regionale FIMMG della Liguria) e Carlo Curatola (Esecutivo Nazionale FIMMG) hanno partecipato Salvatore Butti, vicepresidente Egualia; Massimo Fabi, coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni; Lucia Fornai, componente della Giunta Farmindustria; Marcello Gemmato, sottosegretario di Stato alla Salute; Walter Marrocco, responsabile scientifico FIMMG; Pierluigi Russo, direttore tecnico-scientifico AIFA; e Maurizio Sacconi, presidente dell’Associazione Amici di Marco Biagi e già ministro del Lavoro e della Salute.

«Dobbiamo passare dall’appropriatezza della singola prescrizione all’appropriatezza dell’intero percorso di cura – afferma Walter Marrocco –. Limitarsi a misurare il costo di una prescrizione è più semplice, ma non ci dice quale valore quella scelta abbia prodotto. Dobbiamo invece capire quanta salute genera, quanti eventi esiti negativi evita, quanti ricoveri risparmia e quale impatto ha sulla qualità di vita del paziente».

Per FIMMG, questo significa superare una valutazione puramente contabile e una logica per silos, considerando insieme farmaceutica, prevenzione, ospedale e territorio. «Una prescrizione – aggiunge Marrocco – va valutata per la sua efficacia e per le ricadute sull’intero sistema assistenziale, tenendo conto anche del contesto sociale nel quale vive il paziente. È un percorso più complesso, ma molto più aderente al reale valore della cura».

Centrale anche il tema dei dati prescrittivi. «Se vogliamo che il medico sia protagonista dell’efficacia complessiva della prescrizione e un governatore clinico delle risorse – sottolinea Marrocco – dobbiamo restituirgli informazioni utili per valutare il proprio comportamento e i risultati delle proprie scelte. Se invece vogliamo limitarci a una verifica contabile, bastano i numeri e la loro valorizzazione economica». Per Marrocco, una maggiore disponibilità di dati leggibili può rafforzare anche la relazione con il cittadino: «Il medico deve recuperare autorevolezza, non autorità, perché aspettative e desideri del paziente non possono tradursi automaticamente in richieste di prescrizione ma, neppure una regola amministrativa deve sostituire il giudizio clinico. Allo stesso tempo anche il cittadino deve assumere una maggiore responsabilità nelle proprie scelte di salute».

Carlo Curatola ha richiamato il valore del rapporto fiduciario e della conoscenza della storia clinica del paziente, elementi che rendono già oggi più appropriata la presa in carico. «Una sfida centrale – spiega – è restituire al medico tempo di cura. Con bisogni di salute in aumento e meno professionisti disponibili, occorre liberarlo dalle attività improprie e metterlo nelle condizioni di concentrarsi sulla relazione con il paziente».

Nel corso del confronto è stata inoltre richiamata l’esperienza dell’Emilia-Romagna, illustrata da Massimo Fabi, sul lavoro di misurazione dell’appropriatezza attraverso obiettivi e dati, mentre Maurizio Sacconi ha sottolineato la necessità di spostare l’attenzione dalle sole strutture al capitale umano e al ruolo centrale del medico di fiducia. «La sostenibilità del Servizio sanitario – conclude Curatola – non si costruisce contando semplicemente le prescrizioni, ma mettendo il medico nelle condizioni di usare al meglio competenze, conoscenza del paziente e capacità di orientare i percorsi di cura».

Notiziario

Archivio Notizie